Nell'ormai lontano (videoludicamente parlando) 2007, Crysis fu
eletto all'unanimità come uno dei migliori shooter PC dell'anno, grazie
ad un gameplay particolarmente innovativo, che offriva al giocatore una
buona libertà d'azione, ma, soprattutto, per merito di un comparto
grafico a dir poco eccezionale, al punto da farlo diventare un vero e
proprio benchmark, fino ad un paio d'anni fa tenuto in considerazione
per la misurazione prestazionale delle schede grafiche. Quattro anni
dopo arrivò anche un sequel, disponibile pure su console, che
riproponeva alcuni dei punti di forza del capitolo originale fondendoli
ad un contesto ambientale differente. Ora è arrivato il momento di
scoprire il terzo capitolo della saga, che chiuderà definitivamente le
avventure del super soldato Prophet. IL PROFETA E LA FINE DEL MONDO Dopo le vicende narrate nel secondo Crysis, sopra la città di New
York viene innalzata una gigantesca cupola, denominata Liberty Dome, al
fine di contenere l'invasione dei Cef, gli alieni dalle sembianze di
polpi antropomorfi. Ad inizio avventura, Prophet – per ragioni
sconosciute – si trova all'interno di una vasca criogenica e viene
liberato, vent'anni dopo, dall'ex compagno Psycho (personaggio giocabile
in Crysis Warhead), ora diventato un ribelle poiché la C.E.L.L.,
l'organizzazione militare privata che aveva il compito di mantenere
l'ordine durante l'evacuazione del secondo capitolo, ha preso il totale
controllo degli Stati Uniti, instaurando una vera e propria dittatura
basata sul controllo energetico. Apparentemente non vi è più alcuna
traccia dei Cef, fatta eccezione per alcuni piccoli gruppi di
superstiti, ma a causa di alcune maldestre e imprudenti azioni della
CELL, questi vengono risvegliati. Sarà dunque compito del buon Prophet, e
del piccolo manipolo di ribelli, ridare speranza a quel che resta
dell'umanità.
In qualche rara occasione capiterà di dover assistere a degli eventi
scriptati, ma come già detto più volte nel corpo dell'articolo, la
libertà d'azione rimane indiscutibilmente il cuore pulsante
dell'esperienza di gioco
Come per i due precedenti capitoli, la narrazione resta il punto
debole dell'esperienza, ma almeno questa volta i ragazzi di Crytek hanno
confezionato una sceneggiatura leggermente più godibile. La trama
rimane invero banale e povera di scelte registiche degne di nota o
grandi colpi di scena, ma si nota un maggior numero di cut scene
dialogiche e sequenze cinematografiche spettacolari, e vengono
affrontati, seppur in modo molto superficiale, temi come il
transumanesimo (non siamo ai livelli di Deus Ex, ovviamente) e il
difficile rapporto fra l'uomo Prophet – o ciò che ne resta – e la
Nanotuta impiantata nel suo corpo. A dare maggior spessore al
personaggio di Prophet è anche la scelta di donargli (finalmente! Ndr)
una voce e, di conseguenza, un suo punto di vista all'interno del
dipanarsi delle vicende. ALTRO CHE IL TUO MANTELLO INVISIBILE, POTTER! Il secondo Crysis si differenziò dal primo capitolo soprattutto per
l'aver cambiato il setting, passando quindi da ambienti naturali e molto
aperti a contesti cittadini dalle dimensioni leggermente più
compassate. Questo portò inevitabilmente ad una diversificazione del
gameplay, che divenne forse più lineare, ma allo stesso tempo denso,
concentrato e meno dispersivo.In questo Crysis 3 si assiste ad una via
di mezzo fra la grande libertà del titolo originale e lo stile più
rigido del secondo capitolo. I livelli di gioco sono molto vasti, si
compongono soprattutto di spazi aperti in cui la scenografia è una New
York post-apocalittica sommersa dalla natura, quindi ci si può trovare
di fronte a palazzi in rovina sotto le cui macerie scorrono improbabili
fiumi, o le cui fondamenta si fondono alle radici di qualche imponente
albero.
Come accadeva anche nei precedenti capitoli, sarà possibile utilizzare
varie tipologie di mezzi: potenti carri armati, veloci autovetture e
persino dei velivoli
All'intero di questo affascinante contesto paesaggistico sono due le
minacce da affrontare: i soldati della CELL e i Cef. Come sempre, la
chiave di volta delle meccaniche di gioco è rappresentata dalla
Nanotuta, i cui immani poteri permetteranno al giocatore di risolvere
ogni tipo di situazione e cambiare a piacimento il proprio stile di
combattimento. Si può decidere di distruggere tutto ciò che si muove
sparando all'impazzata, e attivando l'abilità corazza, che incrementa
sensibilmente la resistenza ai danni. Se, invece, si ama eliminare le
proprie vittime di soppiatto, allora si può attivare la modalità
occultamento, che rende invisibile il buon Prophet per un determinato
lasso temporale e grazie alla quale può compiere delle esecuzione alle
spalle dei malcapitati di turno.
Novità assoluta è la presenza dell'arco composito, che consente di
eliminare qualsiasi tipo di avversario dalla distanza e senza allertare
gli altri presenti, in maniera decisamente più efficace di quanto
facesse un fucile con la canna silenziata in Crysis 2. In questo modo le
dinamiche stealth acquisiscono sicuramente maggior fascino e offrono un
ventaglio d'azioni più ampio. A nostro modo di vedere, per quanto
riguarda l'azione furtiva, si sarebbe potuto fare qualcosa di più, come
si dice: “abbiamo fatto 30, facciamo 31”. Tutti i processi piuttosto
raffinati che portano il giocatore a muoversi, aggirare i nemici e poi
colpirli, vengono in parte vanificati dall'impossibilità di occultare i
cadaveri e, quindi, viene molto difficile (per non dire, impossibile)
riuscire ad eliminare tutti i nemici di un livello senza essere
scoperti. UNA NANOTUTA CHE SA DI MINESTRA RISCALDATA Lo sviluppo di ogni livello è identico al secondo capitolo: si
attiva il visore per controllare tutti i nemici presenti nell'area (e
anche munizioni, armi e pack di potenziamento) – contrassegnati da dei
triangoli bianchi – che poi si marchiano in modo da avere sempre
sott'occhio la loro posizione e il loro stato di allarme (triangolo
azzurro, giallo o rosso). Una volta fatto ciò, sarà a totale discrezione
del giocatore decide come agire e se si vuole mantenere un profilo
basso, e quindi agire come un silenzioso assassino, o eliminare tutti i
presenti in puro stile Rambo. Durante lo svolgimento dei livelli entra
in gioco una piccola novità, che riguarda il bypassare sistemi di
sicurezza, torrette nemiche o alcune tipologie di alieni. Ad eccezione
di queste piccole digressioni e alla presenza dell'arco, che sono
aggiunte minori, l'intera esperienza di gioco non offre delle novità di
rilievo, ma sembra che gli sviluppatori abbiano voluto andare sul
sicuro, riprendendo in ogni aspetto la formula e le meccaniche di Crysis
2 senza inserire qualche nuova ed innovativa formula.
Sarà possibile completare anche delle quest secondarie, la cui
risoluzione può portare dei reali benefici allo svolgimento della
campagna principale
Ritorna praticamente immutata la personalizzazione delle armi, con la
possibilità di aggiungere innesti, modificare la canna e il mirino,
mentre è stato ripensato quasi in toto il sistema di crescita, che ora è
basato su delle valigette di potenziamento, il cui ritrovamento
all'interno dei livelli conferisce al giocatore dei punti che può
utilizzare in qualsiasi momento per sbloccare degli upgrade, fino ad un
massimo di sedici, ma, come per il precedente capitolo, ne può mantenere
attivi solamente quattro alla volta. Cambia la forma con cui si
potenzia il buon Prophet, ma, anche in questo caso, non il contenuto.
Interessante la possibilità di migliorare l'efficacia dei pacchetti di
upgrade sbloccando determinati obiettivi legati appunto all'abilità
migliorata, ad esempio, effettuare 25 uccisione furtive ottimizza il
potenziamento relativo all'abilità stealth. DUE NANOTUTE SON MEGLIO DI UNA Crysis 3 offre una componente multigiocatore molto ricca, che
affonda le radici nel secondo capitolo. Oltre alle varie modalità prese
appunto da Crysis 2, ne è stata aggiunta una davvero molto interessante:
Hunter. In questa sfida due giocatori vestono i panni del predatore,
con tanto di nanotuta, arco compound e invisibilità illimitata, e
dovranno eliminare gli altri giocatori che sono invece dei semplici
soldati CELL. Una volte che questi ultimi vengono eliminati, rinascono
cacciatori e ci rimangono fino alla fine del match o quando uno dei due
team viene sconfitto. Anche se in maniera meno articolata rispetto a
titoli come Call of Duty o Battlefield, Crysis 3 presenta un sistema di
personalizzazione e crescita online attraverso i punti esperienza
abbastanza valido e arricchito da un buon numero di armi e perk. Grazie
alla peculiarità di gameplay offerto dai poteri della nanotuta,
soprattutto dall'invisibilità, il mutliplayer di Crysis 3 si distingue
dalla concorrenza e diviene una valida alternativa, capace di offrire
molte ore di sano divertimento supplementare alla già ottima campagna
singolo giocatore.
Prevedibilmente,
e disponendo ovviamente della necessaria "forza bruta" per farla girare
al massimo delle impostazioni, la versione PC di Crysis 3 è di gran
lunga quella tecnicamente più impressionante
Dal punto di vista tecnico Crysis 3 è un vero e proprio spettacolo,
uno dei maggiori capolavori di grafica di questa generazione. Alla
portentosa potenza di calcolo del motore grafico CryEngine 3 si affianca
uno stile estetico e una ricercatezza nel level design davvero
ispirati, dove l'inesorabile forza della natura si intreccia con la
precarietà dell'uomo, rappresentata dalle macerie di una New York
devastata dall'invasione aliena. Buono il doppiaggio in lingua italiana e
sempre eccellenti le colonne sonore realizzate dal compositore tedesco
Hans Zimmer, le cui musiche impreziosirono con efficacia anche il
precedente capitolo.
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