giovedì 26 aprile 2012

Crysis 3

Primo contatto con Crysis 3

Quando la città non è solo una giungla d'asfalto...

di Marco Ravetto, pubblicato il
Lo showcase organizzato da Electronic Arts a Londra tra il 19 e il 20 aprile ha mostrato agli addetti ai lavori diversi giochi che possono aspirare al titolo di blockbuster. Oltre al già citato SimCity e al nuovo capitolo di una famosa simulazione calcistica (non facciamo nomi, visto che potremo parlarne solamente dopo la metà di maggio…), la presentazione che ci ha colpito maggiormente è stata senza dubbio quella di Crysis 3. Pur non avendo la possibilità di toccare con mano la nuova creazione di Crytek, quanto è stato mostrato e descritto da Rasmus Hojengaard (director of creative development di Crytek) è riuscito infatti a catturare non solo il nostro interesse, ma anche quello delle decine di giornalisti presenti all’evento.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Prima di entrare nei dettagli di quanto visto nella demo è doveroso spendere qualche parola riguardo alla trama anche se, a onor del vero, sono ancora molti gli elementi oscuri riguardanti questo terzo episodio della serie targata Crytek. Punti saldi confermati al momento sono la presenza di Prophet nel ruolo di protagonista e il fatto che l’avventura sarà ambientata nel 2047, ovvero circa un ventennio dopo gli eventi narrati nel capitolo precedente. Stando alle parole di Rasmus Hojengaard si tratterà di una storia di vendetta e redenzione, con Prophet impegnato in una missione che lo condurrà a perlustrare una nuova gigantesca struttura, il “nanodome”, costruita dalla Cell Corporation per racchiudere la città di New York con l’obiettivo (perlomeno fittizio) di contenere la minaccia aliena. All’interno del Liberty Dome (è questo il nuovo nome con cui è conosciuta la Grande Mela) saranno presenti sette differenti zone, assimilabili a diversi quartieri (nella presentazione a cui abbiamo assistito è stata mostrata Chinatown) e denominate Seven Wonders. Queste “sette meraviglie” saranno dotate di un look piuttosto particolare, conseguenza diretta di una delle caratteristiche dei nanodrome; queste strutture avranno infatti la capacità di accelerare la crescita della vegetazione, con il risultato di trasformare in un brevissimo lasso di tempo l’aspetto della città. Gli enormi grattacieli e i palazzi fatiscenti, ormai abbandonati al proprio destino, saranno quindi ricoperti da piante rampicanti, mentre le strade saranno avvolte nella natura incontaminata.
Il "composed bow" sarà una delle principali aggiunte all'arsenale di Crysis 3. La sua caratteristica più interessante è la possibilità di utilizzarlo anche in modalità stealth - Crysis 3
Il "composed bow" sarà una delle principali aggiunte all'arsenale di Crysis 3. La sua caratteristica più interessante è la possibilità di utilizzarlo anche in modalità stealth

VECCHI NEMICI, NUOVE ARMI…

La prima parte della demo è stata dedicata a una sequenza stealth in cui Prophet ha affrontato una serie di nemici singoli prima in un ambiente chiuso, poi all’aperto. Abbiamo assistito ad alcune eliminazioni ravvicinate ma il vero protagonista di questa fase è stato il composed bow, un arco dotato di alcune caratteristiche particolarmente interessanti. Oltre a essere un ottimo (e silenzioso) compagno per gli attacchi dalla distanza, l’utilizzo dell’arco può avvenire anche in stealth mode, fatto che permette di adottare nuove strategie di combattimento anche con avversari che si trovano a una certa distanza. Abbandonati i movimenti furtivi e gli spostamenti silenziosi, Prophet si è trovato di fronte a una serie di alieni che presidiavano una costruzione. Dopo aver sfruttato le capacità di “hackeraggio” a disposizione della nanotuta per attivare una postazione di difesa e confondere i nemici, il nostro eroe si è mosso con decisione verso gli obiettivi dando vita a un confronto a fuoco visivamente spettacolare, che nelle meccaniche non è sembrato differenziarsi in maniera evidente da quanto visto in passato.
Lo scontro a fuoco con i Ceph ha messo in risalto un altro elemento degno di interesse, che amplierà ulteriormente l’arsenale a nostra disposizione; per la prima volta nella serie sarà infatti possibile impadronirsi della tecnologia aliena e utilizzarla a proprio vantaggio. Nel corso della sequenza a cui abbiamo assistito, Prophet ha preso possesso di un cannone alieno e ha sfruttato la superiore potenza di fuoco per eliminare in maniera più agevole i nemici. Parlando di questa nuova opzione, Rasmus Hojengaard ha sottolineato come ogni arma Ceph sarà scartata automaticamente una volta rimasta senza munizioni e come il team stia valutando in che modo gestire l’interazione tra la nanotuta e le armi aliene; per compensare almeno in parte il maggiore potere distruttivo di queste ultime, è infatti possibile che siano implementate delle interferenze tra i due dispositivi per ridurre almeno in maniera temporanea le capacità di cui è dotata la nostra corazza ultratecnologica. Sempre a proposito di armi, è stata confermata la presenza di un sistema di personalizzazione che permetterà di modificare ogni modello disponibile; non sono purtroppo disponibili informazioni precise riguardo il livello di customizzazione dato che, a precisa richiesta, ci è stato risposto che saranno rilasciate informazioni più dettagliate a riguardo nei prossimi mesi.
L'ambientazione di gioco si svilupperà sia in ampiezza che in altezza. Proprio per questo motivo, sarò possibile avvicinarsi ai nemici utilizzando tattiche differenti - Crysis 3
L'ambientazione di gioco si svilupperà sia in ampiezza che in altezza. Proprio per questo motivo, sarò possibile avvicinarsi ai nemici utilizzando tattiche differenti

TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO…

Conclusa la demo con Prophet che fronteggiava una serie di nemici dall’aspetto tutt’altro che rassicurante, Rasmus Hojengaard ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo differenti aspetti di gioco. Dopo aver sottolineato come uno degli obiettivi del team di sviluppo sia quello di realizzare un titolo più ricco di contenuti rispetto al passato, ma non per questo meno accessibile, il director of creative development di Crytek ha rivolto il suo interesse verso il nanodome e la nuova versione della città di New York che avremo modo di visitare. Stando alle parole di Hojengaard, il mix di natura selvaggia e di elementi cittadini che caratterizzerà Crysis 3 permetterà di riunire in un’unica ambientazione tutte le caratteristiche migliori dei suoi predecessori. Questo vuol dire che l’azione avrà uno sviluppo ad ampio respiro come il primo Crysis, affiancato dalla “verticalità” che caratterizzava il secondo episodio; il risultato finale dovrebbe quindi essere una maggiore libertà di movimento, che permetterà di approcciare le varie situazioni di gioco adottando differenti strategie a seconda della propria indole.
Pochi minuti di demo sono stati quindi sufficienti a mostrare alcune delle caratteristiche principali di Crysis 3 e a farci entrare in contatto con un nuovo mondo decisamente accattivante. Anche se l’ambientazione notturna del livello da noi visionato non ci ha permesso di apprezzare appieno la cura nei dettagli, l’impatto visivo è parso notevole e la scelta di unire cemento e vegetazione è senza dubbio interessante. Inutile dire che nei prossimi mesi seguiremo con estrema attenzione lo sviluppo del nuovo titolo Crytek, nella speranza di ottenere informazioni su caratteristiche di gioco non mostrate a Londra (multigiocatore in primis), visionare nuove ambientazioni e scoprire la data d’uscita, attualmente prevista per la primavera del 2013.

DiRT Showdown

Oltre i confini del rally

La potenza dell’EGO Engine al servizio dell’anima arcade di DiRT.

di Francesco Sica, pubblicato il
I più distratti potrebbero pensare di avere di fronte un’anteprima di DiRT 4, ma Showdown è tutto fuorché l’ennesimo, prevedibile (e comunque attesissimo) capitolo della saga rallystica di Codemasters. Eseguita una brusca derapata creativa, DiRT: Showdown scoda verso l’arcade puro, con una scelta destinata inevitabilmente a far storcere il naso a molti, ma che in definitiva non danneggia il buon nome della serie, limitandosi a esaltare una delle sue due anime.
Cromatismi e illuminazione sono quelli particolari e riconoscibilissimi propri del motore EGO - DiRT Showdown
Cromatismi e illuminazione sono quelli particolari e riconoscibilissimi propri del motore EGO
La svolta arcade, va detto per tranquillizzare i più diffidenti, non significa che il titolo sia di profilo minore: al contrario, sin dai primi menu di gioco, Showdown trasmette con forza la sensazione di trovarsi di fronte a un titolo curatissimo e ambizioso, di quelli capaci di stregare letteralmente i patiti di guida al pari dell’evento racing ipersimulativo dell’anno… E infatti le prime schermate delle opzioni di gioco propongono sullo sfondo quello che appare essere un raduno di epiche proporzioni, dove tutti i fan della velocità su quattro ruote si sono ritrovati per vedere qualcosa di inusuale e di spettacolare: una lotta all’ultimo semiasse fra veicoli di qualsiasi genere. Anche la componente sonora, tarata sulle frequenze dello speed metal e dell’hard rock, ma senza disprezzare incursioni nella techno più sfrenata e nella musica elettronica contemporanea, stimola la produzione di adrenalina e mette da subito nel giusto stato d’animo per affrontare un po’ di derapate. Lo stato di lavorazione del codice testato è già piuttosto avanzato, tanto che è stato implementato perfino il doppiaggio in italiano del commentatore, sorprendentemente graffiante e pertinente quanto basta.
DIMMI COME GUIDI E TI DIRÒ CHI SEI
Dovendone tracciare un albero genealogico, DiRT Showdown risulterebbe probabilmente imparentato alla lontana con gli eventi Gymkhana introdotti, con grande successo di pubblico, in DiRT 3. Diciamo “alla lontana” perché da quel punto di partenza, Codemasters ha sviluppato una dimensione di gameplay del tutto autonoma, incentrata su un modello di guida molto più permissivo che in passato e introducendo una carneficina di lamiere e copertoni fatta di scontri devastanti, mostruosi incidenti e drifting estremo. Siamo certi che più d'uno tra voi ricorderà i due Destruction Derby (Psygnosis, PSone); ebbene, DiRT Showdown rappresenterà quanto di più vicino ci possa essere attualmente allo spirito di questi titoloni arcade d’altri tempi. A ben vedere, dunque, questo nuovo DiRT ha un progenitore comune con il recente Ridge Racer: Unbounded, ma rispetto al “nuovo corso” della serie Namco Bandai si piazza su una corsia di marcia ben distinta, risultando un’alternativa interessante.
Le varie modalità di gioco proposte vi metteranno alla guida di veri e propri scassoni da combattimento, ma questo non vuol dire che non guiderete più macchine dalla carrozzeria tirata a lucido, possibilmente arricchita da fenomenali livree. Il parco macchine appare vasto ed eterogeneo, proponendo estreme elaborazioni di muscle cars, spettacolari vetture da drifting (fra le quali spicca la rinomata Ford Fiesta da 650CV di Ken Block), e terrificanti intrecci di roll-bar concepiti solo per picchiare duro. In Showdown il bello sarà proprio potenziare gradualmente, di gara in gara, il proprio rottame preferito, agghindandolo per le feste con la livrea più tamarra disponibile e facendolo diventare un letale lottatore di Sumo su quattro ruote. Il riferimento alla nobile arte nipponica dello spintonarsi, peraltro, non è casuale: fra gli eventi proposti spicca infatti il Knock Out, ovvero una competizione tutti contro tutti durante la quale i piloti saranno posizionati su un’arena sopraelevata, con l’obiettivo di buttare giù dalla pista ottagonale gli altri veicoli per guadagnare punti. I soldi guadagnati vincendo ogni tipologia di evento potranno essere investiti per migliorare Potenza, Forza e Guidabilità delle vetture nel vostro garage.