Quando la città non è solo una giungla d'asfalto...
di Marco Ravetto, pubblicato il
Lo showcase organizzato da Electronic Arts a Londra tra il 19 e
il 20 aprile ha mostrato agli addetti ai lavori diversi giochi che
possono aspirare al titolo di blockbuster. Oltre al già citato SimCity e
al nuovo capitolo di una famosa simulazione calcistica (non facciamo
nomi, visto che potremo parlarne solamente dopo la metà di maggio…), la
presentazione che ci ha colpito maggiormente è stata senza dubbio quella
di Crysis 3. Pur non avendo la possibilità di toccare con mano la nuova
creazione di Crytek, quanto è stato mostrato e descritto da Rasmus
Hojengaard (director of creative development di Crytek) è riuscito
infatti a catturare non solo il nostro interesse, ma anche quello delle
decine di giornalisti presenti all’evento.
IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
Prima di entrare nei dettagli di quanto visto nella demo è doveroso
spendere qualche parola riguardo alla trama anche se, a onor del vero,
sono ancora molti gli elementi oscuri riguardanti questo terzo episodio
della serie targata Crytek. Punti saldi confermati al momento sono la
presenza di Prophet nel ruolo di protagonista e il fatto che l’avventura
sarà ambientata nel 2047, ovvero circa un ventennio dopo gli eventi
narrati nel capitolo precedente. Stando alle parole di Rasmus Hojengaard
si tratterà di una storia di vendetta e redenzione, con Prophet
impegnato in una missione che lo condurrà a perlustrare una nuova
gigantesca struttura, il “nanodome”, costruita dalla Cell Corporation
per racchiudere la città di New York con l’obiettivo (perlomeno
fittizio) di contenere la minaccia aliena. All’interno del Liberty Dome
(è questo il nuovo nome con cui è conosciuta la Grande Mela) saranno
presenti sette differenti zone, assimilabili a diversi quartieri (nella
presentazione a cui abbiamo assistito è stata mostrata Chinatown) e
denominate Seven Wonders. Queste “sette meraviglie” saranno dotate di un
look piuttosto particolare, conseguenza diretta di una delle
caratteristiche dei nanodrome; queste strutture avranno infatti la
capacità di accelerare la crescita della vegetazione, con il risultato
di trasformare in un brevissimo lasso di tempo l’aspetto della città.
Gli enormi grattacieli e i palazzi fatiscenti, ormai abbandonati al
proprio destino, saranno quindi ricoperti da piante rampicanti, mentre
le strade saranno avvolte nella natura incontaminata.
Il
"composed bow" sarà una delle principali aggiunte all'arsenale di
Crysis 3. La sua caratteristica più interessante è la possibilità di
utilizzarlo anche in modalità stealth
VECCHI NEMICI, NUOVE ARMI…
La prima parte della demo è stata dedicata a una sequenza stealth in
cui Prophet ha affrontato una serie di nemici singoli prima in un
ambiente chiuso, poi all’aperto. Abbiamo assistito ad alcune
eliminazioni ravvicinate ma il vero protagonista di questa fase è stato
il composed bow, un arco dotato di alcune caratteristiche
particolarmente interessanti. Oltre a essere un ottimo (e silenzioso)
compagno per gli attacchi dalla distanza, l’utilizzo dell’arco può
avvenire anche in stealth mode, fatto che permette di adottare nuove
strategie di combattimento anche con avversari che si trovano a una
certa distanza. Abbandonati i movimenti furtivi e gli spostamenti
silenziosi, Prophet si è trovato di fronte a una serie di alieni che
presidiavano una costruzione. Dopo aver sfruttato le capacità di
“hackeraggio” a disposizione della nanotuta per attivare una postazione
di difesa e confondere i nemici, il nostro eroe si è mosso con decisione
verso gli obiettivi dando vita a un confronto a fuoco visivamente
spettacolare, che nelle meccaniche non è sembrato differenziarsi in
maniera evidente da quanto visto in passato.
Lo scontro a fuoco con i Ceph ha messo in risalto un altro elemento
degno di interesse, che amplierà ulteriormente l’arsenale a nostra
disposizione; per la prima volta nella serie sarà infatti possibile
impadronirsi della tecnologia aliena e utilizzarla a proprio vantaggio.
Nel corso della sequenza a cui abbiamo assistito, Prophet ha preso
possesso di un cannone alieno e ha sfruttato la superiore potenza di
fuoco per eliminare in maniera più agevole i nemici. Parlando di questa
nuova opzione, Rasmus Hojengaard ha sottolineato come ogni arma Ceph
sarà scartata automaticamente una volta rimasta senza munizioni e come
il team stia valutando in che modo gestire l’interazione tra la nanotuta
e le armi aliene; per compensare almeno in parte il maggiore potere
distruttivo di queste ultime, è infatti possibile che siano implementate
delle interferenze tra i due dispositivi per ridurre almeno in maniera
temporanea le capacità di cui è dotata la nostra corazza
ultratecnologica. Sempre a proposito di armi, è stata confermata la
presenza di un sistema di personalizzazione che permetterà di modificare
ogni modello disponibile; non sono purtroppo disponibili informazioni
precise riguardo il livello di customizzazione dato che, a precisa
richiesta, ci è stato risposto che saranno rilasciate informazioni più
dettagliate a riguardo nei prossimi mesi.
L'ambientazione
di gioco si svilupperà sia in ampiezza che in altezza. Proprio per
questo motivo, sarò possibile avvicinarsi ai nemici utilizzando tattiche
differenti
TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO…
Conclusa la demo con Prophet che fronteggiava una serie di nemici
dall’aspetto tutt’altro che rassicurante, Rasmus Hojengaard ha
rilasciato alcune dichiarazioni riguardo differenti aspetti di gioco.
Dopo aver sottolineato come uno degli obiettivi del team di sviluppo sia
quello di realizzare un titolo più ricco di contenuti rispetto al
passato, ma non per questo meno accessibile, il director of creative
development di Crytek ha rivolto il suo interesse verso il nanodome e la
nuova versione della città di New York che avremo modo di visitare.
Stando alle parole di Hojengaard, il mix di natura selvaggia e di
elementi cittadini che caratterizzerà Crysis 3 permetterà di riunire in
un’unica ambientazione tutte le caratteristiche migliori dei suoi
predecessori. Questo vuol dire che l’azione avrà uno sviluppo ad ampio
respiro come il primo Crysis, affiancato dalla “verticalità” che
caratterizzava il secondo episodio; il risultato finale dovrebbe quindi
essere una maggiore libertà di movimento, che permetterà di approcciare
le varie situazioni di gioco adottando differenti strategie a seconda
della propria indole.
Pochi minuti di demo sono stati quindi sufficienti a mostrare alcune
delle caratteristiche principali di Crysis 3 e a farci entrare in
contatto con un nuovo mondo decisamente accattivante. Anche se
l’ambientazione notturna del livello da noi visionato non ci ha permesso
di apprezzare appieno la cura nei dettagli, l’impatto visivo è parso
notevole e la scelta di unire cemento e vegetazione è senza dubbio
interessante. Inutile dire che nei prossimi mesi seguiremo con estrema
attenzione lo sviluppo del nuovo titolo Crytek, nella speranza di
ottenere informazioni su caratteristiche di gioco non mostrate a Londra
(multigiocatore in primis), visionare nuove ambientazioni e scoprire la
data d’uscita, attualmente prevista per la primavera del 2013.
La potenza dell’EGO Engine al servizio dell’anima arcade di DiRT.
di Francesco Sica, pubblicato il
I più distratti potrebbero pensare di avere di fronte
un’anteprima di DiRT 4, ma Showdown è tutto fuorché l’ennesimo,
prevedibile (e comunque attesissimo) capitolo della saga rallystica di
Codemasters. Eseguita una brusca derapata creativa, DiRT: Showdown scoda
verso l’arcade puro, con una scelta destinata inevitabilmente a far
storcere il naso a molti, ma che in definitiva non danneggia il buon
nome della serie, limitandosi a esaltare una delle sue due anime.
Cromatismi e illuminazione sono quelli particolari e riconoscibilissimi propri del motore EGO
La svolta arcade, va detto per tranquillizzare i più diffidenti, non
significa che il titolo sia di profilo minore: al contrario, sin dai
primi menu di gioco, Showdown trasmette con forza la sensazione di
trovarsi di fronte a un titolo curatissimo e ambizioso, di quelli capaci
di stregare letteralmente i patiti di guida al pari dell’evento racing
ipersimulativo dell’anno… E infatti le prime schermate delle opzioni di
gioco propongono sullo sfondo quello che appare essere un raduno di
epiche proporzioni, dove tutti i fan della velocità su quattro ruote si
sono ritrovati per vedere qualcosa di inusuale e di spettacolare: una
lotta all’ultimo semiasse fra veicoli di qualsiasi genere. Anche la
componente sonora, tarata sulle frequenze dello speed metal e dell’hard
rock, ma senza disprezzare incursioni nella techno più sfrenata e nella
musica elettronica contemporanea, stimola la produzione di adrenalina e
mette da subito nel giusto stato d’animo per affrontare un po’ di
derapate. Lo stato di lavorazione del codice testato è già piuttosto
avanzato, tanto che è stato implementato perfino il doppiaggio in
italiano del commentatore, sorprendentemente graffiante e pertinente
quanto basta. DIMMI COME GUIDI E TI DIRÒ CHI SEI
Dovendone tracciare un albero genealogico, DiRT Showdown risulterebbe
probabilmente imparentato alla lontana con gli eventi Gymkhana
introdotti, con grande successo di pubblico, in DiRT 3. Diciamo “alla
lontana” perché da quel punto di partenza, Codemasters ha sviluppato una
dimensione di gameplay del tutto autonoma, incentrata su un modello di
guida molto più permissivo che in passato e introducendo una carneficina
di lamiere e copertoni fatta di scontri devastanti, mostruosi incidenti
e drifting estremo. Siamo certi che più d'uno tra voi ricorderà i due
Destruction Derby (Psygnosis, PSone); ebbene, DiRT Showdown
rappresenterà quanto di più vicino ci possa essere attualmente allo
spirito di questi titoloni arcade d’altri tempi. A ben vedere, dunque,
questo nuovo DiRT ha un progenitore comune con il recente Ridge Racer:
Unbounded, ma rispetto al “nuovo corso” della serie Namco Bandai si
piazza su una corsia di marcia ben distinta, risultando un’alternativa
interessante.
Le varie modalità di gioco proposte vi metteranno alla guida di veri e
propri scassoni da combattimento, ma questo non vuol dire che non
guiderete più macchine dalla carrozzeria tirata a lucido, possibilmente
arricchita da fenomenali livree. Il parco macchine appare vasto ed
eterogeneo, proponendo estreme elaborazioni di muscle cars, spettacolari
vetture da drifting (fra le quali spicca la rinomata Ford Fiesta da
650CV di Ken Block), e terrificanti intrecci di roll-bar concepiti solo
per picchiare duro. In Showdown il bello sarà proprio potenziare
gradualmente, di gara in gara, il proprio rottame preferito,
agghindandolo per le feste con la livrea più tamarra disponibile e
facendolo diventare un letale lottatore di Sumo su quattro ruote. Il
riferimento alla nobile arte nipponica dello spintonarsi, peraltro, non è
casuale: fra gli eventi proposti spicca infatti il Knock Out, ovvero
una competizione tutti contro tutti durante la quale i piloti saranno
posizionati su un’arena sopraelevata, con l’obiettivo di buttare giù
dalla pista ottagonale gli altri veicoli per guadagnare punti. I soldi
guadagnati vincendo ogni tipologia di evento potranno essere investiti
per migliorare Potenza, Forza e Guidabilità delle vetture nel vostro
garage.