Abbiamo provato in esclusiva il metroidvania per iOS dei torinesi Mixed Bag.
di Antonio Pizzo, pubblicato il
Forse ricorderete di come nel post E3 losangelino dello scorso anno vi avessimo parlato
di un progetto indie nostrano per iOS chiamato Forma.8 e del piccolo
team che vi sta lavorando. Da quella chiacchierata con i torinesi Mixed
Bag sono passati diversi mesi, tempo servito per assimilare
apprezzamenti e critiche piovuti sul progetto, ancora ai primi passi al
momento della sua presentazione oltre oceano, e integrarli nei delicati
meccanismi che sorreggono un metroidvania vasto e avventuroso quale
Forma.8 ambisce ad essere. Il gioco è stato dunque sottoposto a diverse
piccole modifiche e aggiustamenti, sia strutturali che grafici, fino ad
assumere la forma quasi definitiva della beta che abbiamo potuto
testare.
Questo boss fight dovrebbe ricordare qualcosa ai fan Nintendo
IL MONDO IN PUNTA DI DITO Forma.8, prima di assumere la forma attuale di progetto videoludico
indipendente, nasce da una considerazione: l'assenza di un sistema di
controllo pensato per sfruttare realmente l'intero potenziale dei
dispositivi touch che non sia una mera riproposizione di meccaniche già
note, come un D-Pad virtuale, vuoto questo che comporta di conseguenza
la mancanza di giochi intrinsecamente pensati per queste piattaforme al
di là di rompicapo e passatempi. Il gioco dei torinesi Mixed Bag si
impone dunque di colmare questo vuoto, e la fa con tale semplicità ed
eleganza che viene da chiedersi perché nessuno ci abbia pensato prima.
Senza scendere eccessivamente nel dettaglio, la navicella protagonista
dell'avventura si controlla con la punta dei due pollici, quello
sinistro usato per muoversi, quello destro per attivare le armi, senza
preoccuparsi di centrare un punto preciso. Dopo un impatto un poco
straniante, si riesce ben presto a imporre allo sferico protagonista
qualunque movimento attraverso lievi spostamenti delle dita: il timido
impaccio con cui si affrontano i laser temporizzati nella fase iniziale è
ormai un lontano ricordo quando, sul finire della demo, ci si sorprende
a muoversi con navigata agilità tra geyser di lava. Per bombe e scudi
invece Mixed Bag ha scelto di richiamare gesture ormai entrate nel
lessico quotidiano dell'interazione touch, come il tap o lo swipe. Ma la
nota più importante è che ogni comando viene impartito semplicemente
sfiorando lo schermo, evitando dunque che la mano copra l'azione a video
più dello stretto necessario.
Come da tradizione, non mancano passaggi nascosti che permettono raccogliere bonus e potenziamenti extra
OLTRE LE DITA C'E' DI PIU'
Come già accennavamo prima, l'ideazione di un sistema di controllo
originale per dispositivi touch era strettamente connessa alla volontà
di creare un'avventura giocabile su tablet che, per meccaniche e
profondità, potesse essere considerata degna di attenzione anche da chi
videogioca da una vita, e non solo da chi ha scoperto il medium come
valida alternativa al tabellone che segnala i minuti di attesa della
metro. Misurando questa ambizione sulla base dell'area che abbiamo avuto
modo di provare, ci possiamo sbilanciare affermando che l'obiettivo
pare essere decisamente alla portata di Mixed Bag. La nostra prova si è
svolta nel primissimo livello di gioco, negli istanti immediatamente
successivi al contatto tra la sonda Forma.8, alla ricerca di energia per
alimentare l'astronave di provenienza, e il misterioso ambiente alieno,
eventi che nella versione finale saranno narrati attraverso un filmato.
L'esplorazione della struttura abbandonata in cui Forma.8 si risveglia e
della porzione di pianeta che ci è stato concesso perlustrare è
incentrata sulla ricerca di quattro elementi che combinati costituiscono
una chiave, ironia della sorte utile per sbloccare l'accesso al
cospetto di un misterioso e minaccioso nemico. Inizialmente la sonda
Forma.8 può contare solo sullo scudo per difendersi dalle presenze
ostili incontrate lungo i cunicoli in cui sarà costretta ad inoltrarsi,
ma già nel corso della demo il nostro arsenale si è ampliato
raccogliendo un modulo da una sonda simile alla nostra trovata
disattivata in un anfratto, grazie al quale Forma.8 ha guadagnato la
possibilità di sganciare bombe. Questi ordigni, al pari di ogni altro
elemento incontrato, sono soggetti alle leggi fisiche che governano
l'ambiente in cui ci muove, perciò così come è possibile – anzi,
necessario – spostare grossi oggetti per sgombrare il passaggio, allo
stesso modo le bombe possono essere lanciate da una parte all'altra
dello schermo sfruttando l'onda d'urto dello scudo. Come in ogni
metroidvania che si rispetti, il numero di strumenti a disposizione del
nostro personaggio – a proposito, è sorprendente come una semplice sfera
con due fanali possa generare una simile empatia – è destinato ad
espandersi, insieme ai luoghi da essi resi accessibili, ovviamente.
La scia lasciata dalla navicella rende bene l’idea delle traiettorie che è possibile imporle
Ma non pensate che siano sufficienti armi migliori per avanzare
indisturbati: se le meccaniche che governano il primo boss fight sono
indizio attendibile, la capacità di ragionare e decifrare le reazione
alle proprie azioni dell'ambiente circostante sarà un alleato
indispensabile. Non conosciamo ancora l'estensione completa dell'area di
gioco finale, ma l'area demo era già sufficientemente ampia da
perdersi. Per venire incontro a quelli dotati di scorso senso
dell'orientamento, al pari di chi scrive, il gioco completo prevederà
una mappa liberamente consultabile, mentre Mixed Bag non ha ancora
deciso se concedere più slot di salvataggio. La beta da noi provata in
ogni caso salvava in automatico, ma abbastanza frequentemente da
permettere anche partite fugaci ristrette in pochi minuti.
Buone notizie anche sul versante tecnico. Come potete notare
osservando gli screenshot Forma.8 è stato sottoposto a un intenso lavoro
di rifinitura grafica che ha riguardato sostanzialmente ogni elemento,
dai fondali disposti su diversi piani alle fonti di luce. Rispetto a
quanto visto un anno fa la palette di colori è decisamente più coesa e
l'aspetto nell'insieme ha guadagnato in personalità, senza perdere al
contempo il fascino dei classici a cui è evidentemente ispirato. Il
gioco è pensato per funzionare su ogni piattaforma iOS, dal iPhone 3G
all'iPad di ultima generazione e Mixed Bag sta lavorando per garantire
la massima fluidità su ogni dispositivo, anche se naturalmente su quelli
più datati, come l'iPad1 usato per il test, bisognerà rinunciare
all'Anti-Aliasing per ottenere i 60fps costanti.
Luci ed effetti hanno subito una notevole evoluzione nel corso delle beta testate
SI PUO’ FARE
Per mettere le mani sul gioco finale bisognerà attendere ancora un poco:
qualche mese, ci hanno detto i Mixed Bag, senza sbilanciarsi troppo di
fronte alle nostre richieste. L'approdo sull'App Store è previsto per
l'estate e di motivi per attendere Forma.8 con trepidazione ce ne sono
in abbondanza, al di là dell'orgoglio patriottico che si sfoggia sempre
in queste occasione. Il traguardo di un gioco concepito da subito per
dispositivi mobili, dotato di sistema di controllo originale al servizio
di un metroidavnia profondo e articolato alla pari delle avventure per
home console sarebbe di per se una sfida ambiziosa, ma ancora più ardua è
l’impresa di dimostrare che il mercato iOS è oggi abbastanza maturo da
apprezzare e premiare prodotti così ludicamente complessi. Noi siamo
fiduciosi, i ragazzi di Mixed Bag hanno la stoffa per superarle
entrambe.