Un futuro distopico colpisce Parigi: scopriamo insieme la nuova avventura Capcom.
Dopo una gestazione quantomeno travagliata, uno dei titoli più
interessanti del panorama videoludico primaverile si appresta lentamente
a raggiungere la sua forma completa: si tratta di Remember Me, il nuovo
franchise targato Capcom precedentemente conosciuto con il nome in
codice “Adrift”. Presentato come esclusiva Sony del catalogo PlayStation
3 in occasione della Gamescom 2011, il gioco d'azione sviluppato da
Dontnod fu scartato senza troppe spiegazioni dall'azienda giapponese
mettendo seriamente a rischio le possibilità di pubblicazione del
progetto. Come nella migliore delle favole, quando tutto sembrava ormai
perduto ecco arrivare la casa di Resident Evil, che ha creduto
fortemente nelle potenzialità del brand acquisendone i diritti e
finanziandone lo sviluppo. A meno di un mese dal debutto nei negozi,
Capcom ci ha inviato un codice preliminare del gioco in versione
PlayStation 3 per valutare l'evoluzione del concept di Remember Me.
2084, Neo-Parigi. Una misteriosa catastrofe ha raso al suolo la città
originale. La capitale francese, così come la conoscevamo, non esiste
più. È cambiata, si è evoluta. Nuovi edifici sono sorti sui resti di
monumenti storici come la Torre Eiffel, l'Arco di Trionfo e la
Cattedrale di Notre Dame. Un mondo che ricorda a tratti la visione
distopica di “Blade Runner” e “Strange Days”, missata magistralmente con
l'essenza dell'opera “1984” di Orwell, che ha chiaramente ispirato il
team Dontnod. Il primo approccio con Remember Me è nel cuore della
Bastiglia, trasformata per l'occasione in un carcere di massima
sicurezza dove la bella protagonista Nilin, ex-cacciatrice di ricordi,
viene imprigionata e “svuotata” dalla multinazionale Memorize, che
controlla il mercato delle memorie di ogni singolo abitante di
Neo-Parigi. Quando sta per essere ridotta in stato vegetale, Nilin viene
contattata dal misterioso Edge e condotta verso la libertà.
La
bella Nilin, ex-cacciatrice di ricordi, è la protagonista delle
avventure di Remember Me: nel prologo, sarà svuotata dei suoi ricordi e
imprigionata nel carcere di massima sicurezza della Bastiglia
Recuperando lentamente la cognizione delle proprie abilità, Nilin
riesce a evadere dalla Bastiglia sfuggendo alle grinfie di un perfido e
imponente mech armato fino ai denti. Dopo una fuga al cardiopalma e una
spettacolare cut-scene, si chiude il breve ma intenso prologo (o
Episodio Zero) di Remember Me che sancisce il ritorno nella città di
Neo-Parigi. Sotto la guida di Edge, Nilin dovrà recuperare la memoria e
riprendere la personale lotta alla Memorize, nel tentativo di liberare
la città da un alone di oppressione ormai deprimente e insopportabile.
COMBATTIMENTI DA LABORATORIO
Slum 404, uno dei bassifondi di Deep Paris. Neanche il tempo di
muovere i primi passi nella città, che ecco arrivare i primi guai: si
tratta dei Leapers, cittadini il cui cervello è stato sovraccaricato da
un numero eccessivo di memorie altrui, portandoli alla pazzia. Per
difendersi dagli attacchi nemici, Nilin rimembra di essere una grande
guerriera e accede a una delle più importanti peculiarità di Remember
Me, il Laboratorio delle Combo. Si tratta di un particolare menu,
accessibile con il tasto Select, che consente al giocatore di
personalizzare le schema degli attacchi modificandone la struttura a
piacimento con l'ausilio di quattro diversi tipi di colpi (chiamati
Pressen), relativi alla Potenza, alla Rigenerazione, al Raffreddamento e
al Concatenamento. Ogni combo può essere modificata a piacimento dal
giocatore innestando diversi Pressen (Dontnod ne ha promessi ben 24
differenti, che si guadagneranno con il prosieguo delle avventure) nella
sequenza offensiva. Il tutto si traduce in un sistema di combattimento
che emula per molti versi lo straordinario lavoro di Rocksteady con la
saga Batman, ma che può vantare una maggiore profondità grazie alle
combo personalizzabili in base allo stile di gioco dell'utente.
Ai classici attacchi rapidi (tasto Quadrato) e potente (Triangolo) si
alterna una utile schivata (ottenibile con il movimento dello stick
analogico sinistro insieme al tasto X) che permette di evitare gli
attacchi nemici senza interrompere l'efficacia della mossa. È
fondamentale, a questo punto, scegliere la giusta posizione dei Pressen
nella sequenza della combo. In questa versione preliminare, abbiamo
utilizzato un primo attacco basato esclusivamente su Pressen Potenza e
un secondo che vede alternare Pressen Rigenerazione e Raffreddamento: se
la prima combo è risultata più adatta per rompere la guardia di nemici
corazzati e ottenere un danno maggiore, la seconda ci ha permesso di
colpire i nemici e recuperare preziosi punti per ricaricare l'energia di
Nilin durante i combattimenti, oppure ridurre i tempi di ripristino di
particolari tecniche speciali chiamate Sensen, utilizzabili con la
pressione del tasto L2. Nel caso della demo, abbiamo testato la
particolare Sensen Fury, sorta di modalità berserk della durata di pochi
istanti, grazie alla quale Nilin potrà sferrare devastanti e micidiali
attacchi e sconfiggere velocemente i nemici. La stessa tecnica richiede
un tempo di ripristino di 60 secondi, riducibile utilizzando un Pressen
Raffreddamento in una combo.
Uno
scorcio di Piazza Saint-Michel, dove la protagonista dovrà cercare un
informatore: peccato che l'interazione fra Nilin e la città sia limitata
ai minimi storici, con una città così bella e caratterizzata, ci
saremmo aspettati qualcosina in più...
Nel nostro test, abbiamo riscontrato almeno inizialmente qualche
difficoltà nel mettere in pratica la profondità del sistema di
controllo, con la sensazione che sia piuttosto importante valutare il
giusto timing nell'alternanza fra colpi e schivate così da ottenere
combo efficaci e sfruttare adeguatamente i Pressen. Il rischio di
ricorrere in un button-smashing frenetico è forte, ma fortunatamente
bastano poche sessioni di gioco per adattarsi al ritmo dei combattimenti
e padroneggiare al meglio lo schema ideato dai ragazzi di Dontnod.
BENVENUTI A NEO-PARIGI
Sconfitta la minaccia dei Leapers, abbiamo seguito le indicazioni di
Edge per poter raggiungere il bar di Tommy, ex-partner di Nilin nella
sua lotta contro la Memorize, esplorando l'accattivante città di
Neo-Parigi. Il risultato raggiunto dal team creativo è stupefacente: la
distopica capitale francese vanta uno stile unico, a partire
dall'architettura degli edifici fino alla conformazione delle sue
strade, con un livello di dettagli degno di nota. L'atmosfera che si
respira evidenzia il contrasto fra una location che conserva alcuni dei
tratti somatici tipicamente parigini e il disagio della catastrofe,
l'oppressione della popolazione, l'evoluzione tecnologica e robotica che
ha portato al quasi totale annullamento dell'essenza umana. Passo dopo
passo, Nilin ricorda di essere anche un'esperta acrobata sfoggiando una
invidiabile capacità di appendersi sui cornicioni, dondolare sui pali e
saltare fra i tetti di Neo-Parigi, raggiungendo la destinazione
attraverso un lungo tour guidato.
La prima impressione è che Remember Me sia un'avventura che viaggia
su binari ben precisi, essenzialmente limitata dal team di sviluppo a un
solo percorso da seguire riducendo la componente esplorativa a pochi
collezionabili extra (fra l'altro facilmente identificabili) e la città
di Neo-Parigi, che pur vanta una grande personalità negli ambienti e
nella sua popolazione, a un semplice contorno privo di interazione. Non è
possibile arrampicarsi o saltare liberamente per la città, ma solo in
punti prestabiliti. A questo, c'è da aggiungere che il gioco ci tiene
per mano dall'inizio alla fine della nostra avventura: se da una parte
la voce di Edge (o di altri personaggi nel corso della trama) ci informa
costantemente dell'andamento, della direzione da seguire e della
risoluzione di un obiettivo, dall'altra l'HUD evidenzia fin troppo bene
la zona di interesse da raggiungere: capita mentre Nilin si arrampica su
una grondaia oppure salta da un tetto all'altro, che l'interfaccia
mostri chiaramente con quale punto interagire, togliendo al giocatore il
gusto di studiare l'ambiente, pianificare un salto, sbagliare,
ricominciare, tentare un altro approccio.
I
combattimenti rivestono un ruolo chiave nell'essenza del gameplay:
tramite il Laboratorio delle Combo, il giocatore potrà personalizzare i
propri attacchi utilizzando quattro tipi di Pressen diversi, la cui
efficacia varia a seconda della tipologia scelta
Sfortunatamente, almeno nella versione in nostro possesso, non è
possibile disattivare gli aiuti dell'HUD in nessun modo, ma si spera che
l'edizione completa di Remember Me possa offrire al giocatore la
possibilità di scegliere se abilitare o meno gli indicatori, così da
conferire quantomeno maggiore profondità all'esplorazione - già di per
sé volutamente limitata – e non ridurre quella che all'apparenza sembra
un plot interessante e ricco di spunti a una banale avventura
telecomandata.
COME TI MIXO UN RICORDO
Quello che sicuramente ci ha più colpito di Remember Me è la sezione
dei Remix dei Ricordi, una delle particolari abilità di Nilin che,
grazie a un guanto hi-tech, riesce a penetrare nella mente di alcuni
personaggi, assimilarne i ricordi e modificarli a proprio uso e consumo,
così da cambiare il corso degli eventi a piacimento. Nella versione
preliminare testata, ci siamo imbattuti nel primo dei quattro Remix che
saranno disponibili nel gioco finale. Si tratta di una componente del
gameplay assolutamente non convenzionale, dove assistere a una
particolare scena filmata che rivive il ricordo di un personaggio della
trama. Dopo la prima visualizzazione, si può riavvolgere in ogni momento
il filmato con l'ausilio dello stick analogico sinistro (muovendolo in
senso antiorario), gestendo la telecamera virtuale con la levetta destra
in cerca di qualche dettaglio o incongruenza della memoria con cui
interagire per cambiare l'esito della vicenda e raggiungere l'obiettivo
prefissato. Importante sottolineare che durante questi momenti, Nilin
non sarà fisicamente parte del ricordo ma potrà esclusivamente
influenzarlo cambiando gli elementi in gioco.
Il risultato finale è davvero impressionante: le interazioni
possibili durante il Remix sono molteplici e permettono di cambiare in
modo sempre diverso l'esito di un ricordo, così che il giocatore possa
riavvolgere più e più volte la scena e scegliere la combinazione di
elementi più adatta alla sua risoluzione. Si tratta di un aspetto
quantomeno innovativo, che va in qualche modo a bilanciare l'eccessiva
linearità delle fasi esplorative e che garantisce una boccata d'aria
fresca nel gameplay. Modificando il ricordo di un personaggio, siamo
riusciti a trasformare il suo odio per Nilin in desiderio di vendetta
nei confronti della Memorize, portandolo a divenire nostro alleato nella
lotta contro la multinazionale. Nel prosieguo della nostra avventura
con la versione preliminare, ci siamo concessi un giro nell'accattivante
distretto di Saint-Michel scoprendo come rivivere i ricordi di altri
personaggi per aprire porte e muoversi secondo un itinerario altrimenti
invisibile, fino a raggiungere il momento dello scontro con il primo
boss di Remember Me.
Uno
dei momenti senza dubbio più riusciti dell'intera avventura, il Remix
dei Ricordi: tramite questa componente, sarà possibile entrare nella
testa di alcuni personaggi e modificarne i ricordi, riavvolgendo la
scena e interagendo con dettagli e incongruenze della memoria
Al termine della demo, le sensazioni sono estremamente positive: ci
troviamo di fronte a un nuovo franchise che si distingue dalla massa di
giochi d'azione moderni introducendo tante idee intriganti: il sistema
di combattimento personalizzabile promette di donare grande profondità e
“intimità” con il giocatore, potendo adattare i vari Pressen al proprio
stile offensivo e difensivo. La città, seppur nell'abusato contesto
post-apocalittico, è splendidamente caratterizzata e mostra un
affascinante contrasto fra i monumenti storici parigini e l'opprimente
progresso ed evoluzione della tecnologia. La possibilità di interagire
con i ricordi e modificarne l'essenza consente di evadere dal classico
stereotipo di gioco d'azione e sperimentare qualcosa di nuovo. Anche a
livello tecnico il gioco ha mostrato un lavoro certosino del team
Dontnod, con un sapiente utilizzo dell'Unreal Engine e un comparto
sonoro che sembra accompagnare con grande carattere le avventure di
Nilin.
Cosa Sony abbia visto di sbagliato nel concept della software house
francese non è dato saperlo, di sicuro c'è che a meno di un mese dal
debutto nei negozi, il nuovo brand targato Capcom si presenta al
pubblico vivo e vegeto, forte e sicuro dei propri mezzi. Speriamo solo
che nella versione finale il team di sviluppo possa correggere alcuni
dei difetti che minano l'esperienza di gioco attuale, come un'eccessiva
linearità nella sezione esplorativa, troppo spesso guidata da continui
suggerimenti dell'HUD che ne limitano la già scarsa componente
free-roaming. Restate sintonizzati sulle pagine di Videogame.it: nei
prossimi giorni, infatti, pubblicheremo un'esauriente analisi di
Remember Me che svelerà l'essenza finale della produzione Capcom.