giovedì 25 aprile 2013

Rocketbirds: Hardboiled Chicken

L’eredità di Super Chicken

Hardboiled: il prototipo del pollo-Rambo.


Rocketbirds: Hardboiled Chicken, più che un gioco, una telenovela! La storia del pollo ribelle Hardboiled, approdata sul polpastrellatissimo schermo di PS Vita è basata, in realtà, su un browser-game in Flash (Rocketbords: Revolution!) e riedita in versione portatile a più di un anno dalla sua già seconda apparizione sullo Store PS3. Insomma, lo stilosissimo mix di grafica, musica Rock e azione old school è roba bollita e ribollita… ma nonostante tutto ancora gustosissima da assaporare!

La modalità Campagna in singolo può essere affrontata selezionando due differenti livelli di difficoltà, Normale e Hardboiled, ma il secondo è decisamente molto impegnativo e consigliato solo ad hardcore gamer in cerca di rogne e con una gran coordinazione oculomotoria! - Rocketbirds: Hardboiled Chicken
La modalità Campagna in singolo può essere affrontata selezionando due differenti livelli di difficoltà, Normale e Hardboiled, ma il secondo è decisamente molto impegnativo e consigliato solo ad hardcore gamer in cerca di rogne e con una gran coordinazione oculomotoria!

Certo, nel passaggio da PS3 a Vita è andata persa la modalità video 3D stereoscopica, ma possiamo assicurarvi che tutto il carattere rivoluzionario del pollo più tosto del momento è rimasto essenzialmente invariato… anzi, per certi versi, si è amplificato. E sì, perché Ratloop Asia, responsabile dello sviluppo di tutte le trascorse incarnazioni di Rocketbirds, non si è seduta sui proverbiali allori e, nonostante tutti gli apprezzamenti – compresi i nostri, in occasione della precedente recensione – ha pensato bene di espandere l’esperienza di combattimento con nuovi capitoli di gioco, ritocchi qua e là a quanto di buono già fatto, un nuovo Boss finale e una rinfrescata strategica a livello visivo e nel layout dei vecchi livelli e del sistema di controllo, che stavolta sfrutta anche i sensori di movimento e il touchpad posteriore di Vita. Per non parlare dell’introduzione di due personaggi nuovi di zecca, Sniper Budgie e Agent H, disponibili solo a chi ha già giocato Rocketbirds su PlayStation 3. Non solo, per invogliare e fidelizzare gli utenti di vecchia data, Ratloop Asia ha anche pianificato uno sconto del 20% sull’acquisto dell’edizione Vita per tutti coloro che le hanno già suonate ai pinguini soldato del pusillanime dittatore Putzki. La modalità cooperativa, già presente in passato, è stata modellata sulle peculiari doti di connettività della console portatile Sony, introducendo il Coop via Internet (online) e Diretto (Ad Hoc). Insomma, di motivi per gettarsi – o rigettarsi – nella mischia ce ne sono un bel po’…
Grazie ai sensori di movimento è possibile modificare leggermente la prospettiva della visuale di gioco, dedicandosi ad un’attività onanistica propria dei videogiocatori più attempati, i quali ricorderanno con un pizzico di malinconia i bei tempi in cui godevano nel contare i singoli livelli di parallasse… - Rocketbirds: Hardboiled Chicken
Grazie ai sensori di movimento è possibile modificare leggermente la prospettiva della visuale di gioco, dedicandosi ad un’attività onanistica propria dei videogiocatori più attempati, i quali ricorderanno con un pizzico di malinconia i bei tempi in cui godevano nel contare i singoli livelli di parallasse…
IL ROCK CHE LENISCE OGNI DIFETTO
Il raffinato stile grafico di Rocketbirds è sicuramente la cosa che colpisce maggiormente al primo impatto, anche se la legnosità di alcune animazioni e una percepibile scattosità (forse dovuta ad un frame-rate ballerino) nella gestione dell’inquadratura rovinano leggermente la festa. Nulla di grave, sia chiaro, perché la giocabilità nuda e cruda è un vero spasso, ma rimane il rammarico per la mancanza di un salto qualitativo anche a livello di programmazione che sarebbe potuto esserci, ma non c’è stato. Rocketbirds è essenzialmente uno sparatutto platform a scorrimento laterale, ma più che rievocare i fasti del celebre – e leggermente più recente – Metal Slug (1996), si attesta sulle frequenze del raffinato, ma forse più difficile da ricordare per tutti i lettori, Flashback (Delphine Software, 1992). D’altronde le avventure di Hardboiled iniziano in una foresta, proprio come nel succitato capolavoro d’altri tempi, e al primo ascensore/montacarichi attivato i galli cedroni più stagionati non potranno che percepire un “leggerissimo” senso di déjà vu. Tutto regolare, anche perché poi Rocketbirds andrà per la sua strada, garantendo comunque un gameplay al passo coi tempi, nonostante il feeling complessivo sia quello di un omaggio ad un modo di concepire gli Action che non fa quasi più parte del panorama ludico attuale. L’imperante umorismo in chiave B-movie è poi un’altra delle caratteristiche uniche di questa produzione, il cui vero cavallo di battaglia si rivela essere la componente audio: un’incredibile colonna sonora Alternatve Rock, opera dei New World Revolution, che sottolinea in modo magistrale i momenti in cui l’azione si fa più intensa. Strepitoso il video iniziale e il main theme, veramente da gustare col volume sparato a palla e un buon paio di auricolari o cuffie.
Fra gli Extra campeggia anche l’opzione PlayStation Store, canale preferenziale dal quale accedere direttamente ai contenuti aggiuntivi previsti per il gioco, per i quali gli utenti Plus riceveranno sicuramente agevolazioni e offerte speciali - Rocketbirds: Hardboiled Chicken
Fra gli Extra campeggia anche l’opzione PlayStation Store, canale preferenziale dal quale accedere direttamente ai contenuti aggiuntivi previsti per il gioco, per i quali gli utenti Plus riceveranno sicuramente agevolazioni e offerte speciali
In definitiva, Rocketbirds per PS Vita è una riedizione meritevole di essere presa seriamente in considerazione, anche da chi ha già assaporato la ricetta di gioco su PC o su PS3. Il gamplay, fra ammiccamenti al passato videoludico e nuove aggiunte (magari studiate specificatamente per la portatile made in Sony), si è rivelato sufficientemente solido e convincente. Un titolo low budget assolutamente da giocare, che nella peggiore delle ipotesi potreste scaricare a €7,99 e che getta le basi per un seguito dalle grandi potenzialità… quel Rocketbirds 2: Evolution apertamente annunciato in un filmato contenuto negli Extra di gioco, intitolato sibillinamente “I Due Rocketbirds”.

Dragon's Dogma - Dark Arisen

Capcom espande Dragon's Dogma

Una nuova sfida oltre i confini di Cassardis.


A poco meno di un anno dall’uscita di Dragon’s Dogma, torniamo a parlare di questa controversa avventura fantasy open world, che nonostante i suoi difetti grafici e le sue inspiegabili carenze sul versante multiplayer ha saputo conquistare il cuore degli appassionati del genere GdR. La formula originale è stata ampliata e rifinita da Capcom. Ma di cosa stiamo parlando esattamente?
Non si tratta di un DLC, ovvero di una semplice espansione scaricabile, dato che Capcom stavolta ha optato per la realizzazione di una nuova edizione del gioco sottotitolata Dark Arisen. Spaventati da questa scelta apparentemente discutibile? D’altronde chi non lo sarebbe dopo aver investito come minimo 60 ore di gioco nella crescita e potenziamento del proprio Arisen e dalla sua Legione di Pedine! Tranquilli, per prima cosa ci teniamo a precisare che Dark Arisen riconosce il file di salvataggio di Dragon’s Dogma ed esporta automaticamente il personaggio e le sue statistiche. Non solo, tutti gli Arisen della “vecchia guardia” riceveranno anche un bel gruzzoletto di Cristalli della Faglia, nuovi costumi etc. Ma se state leggendo queste righe sarete interessati più che altro ai nuovi contenuti che è in grado di offrire realmente questa riedizione di Dragon’s Dogma. Ebbene, vi troverete a fronteggiare una schiera notevole di nuovi temibili avversari – più di 25 per l’esattezza – che abiteranno una zona completamente nuova della mappa di gioco: la misteriosa Isola di Bitterblack, un luogo maledetto che ospita nel suo sottosuolo incredibili tesori, ma anche mostruose e potenti creature. Tutto questo alla ragionevole cifra di €39,99 con la possibilità, per chi non si fosse mai accostato prima all’avventura, di cominciare a giocarla comunque fin dall’inizio.
In Dark Arisen ogni Classe avrà a disposizione un nuovo set di abilità che  renderanno l’Arisen ancora più potente! - Dragon's Dogma
In Dark Arisen ogni Classe avrà a disposizione un nuovo set di abilità che renderanno l’Arisen ancora più potente!
La scelta di offrire tanto ben di Dio ad un prezzo più basso del solito ci ha convinti, anche in virtù del fatto che il gioco sarà disponibile sia in versione classica su disco, sia via digital delivery (con un leggero vantaggio temporale concesso alla piattaforma Sony per quanto riguarda la disponibilità online). Dark Arisen, proprio in virtù del fatto di non essere un semplice DLC, non è da considerarsi una mera espansione, ma una vera e propria operazione di fine tuning dell’originale Dragon’s Dogma, con tanto di nuovi equipaggiamenti, armi e armature, affiancate da nuove opzioni di personalizzazione, skill e devastanti abilità. Anche gli spostamenti, tanto criticati nella versione originale di Dragon’s Dogma, sono stati ottimizzati. Se siete, poi, degli appassionati dell’idioma del Sol Levante, sappiate che è stata anche integrata la possibilità di selezionare il doppiaggio giapponese.
UN’ISOLA CHE NON PERDONA
Sia chiaro, l’Isola di Bitterblack non sarà accessibile fin da subito e anzi dovrete sincerarvi di aver livellato per bene prima di accettare la missione della misteriosa donna di nome Orla che vi traghetterà in un vero e proprio incubo per chi non sarà un Arisen almeno di cinquantesimo livello! Parola di Capcom, che ha predisposto delle sfide veramente ardue, potenzialmente frustranti per giocatori che non hanno ben compreso le dinamiche di combattimento e di ottimizzazione del party di Pedine. Accettare la missione proposta da Orla significherà andare alla ricerca di frammenti di memoria, addentrandosi nei dungeon di Bitterblack, carichi di missioni secondarie e di sfide utilissime per recuperare preziosi oggetti e potenziare in particolar modo le armi. Ogni manciata di minuti verrete assaliti da nemici di ogni sorta e spesso avrete a che fare con veri e propri Boss di zona che metteranno a dura prova la vostra pazienza e perseveranza.
Iniziando un’avventura dal principio, avrete a disposizione un set ancora più  vasto di opzioni per creare il vostro personaggio - Dragon's Dogma
Iniziando un’avventura dal principio, avrete a disposizione un set ancora più vasto di opzioni per creare il vostro personaggio
La sconfitta non è rara nell’Isola di Bitterblack, visto il livello di difficoltà decisamente elevato, e dovrete far pace con voi stessi in caso di morte. In questo, Dark Arisen, ci ha ricordato per certi versi il sadico (a detta di alcuni, sopraffino) bilanciamento di difficoltà di Dark Soul. La fuga potrebbe essere percepita come alternativa alla morte, ma così facendo lascereste inevitabilmente irrisolti molti dei segreti di Bitterblack. Ve lo diciamo per esperienza personale… e pur tuttavia, la nostra permanenza sull’isola si è attestata intorno alle 15 ore di gioco, aggirandoci per un meandro di cunicoli, stretti corridoi interconnessi fra loro e con aree più vaste, infestate di nemici. Ciò che ci ha colpito è stato senz’ombra di dubbio il level design, così raffinato da dischiudersi gradualmente proseguendo nell’esplorazione, con l’apertura successiva di nuovi passaggi segreti utilissimi ad ottimizzare gli spostamenti. Bitterblack si è rivelata un pozzo di tesori, non solo legati alla memorie di Orla e quindi alla trama principale, ma anche potenti oggetti maledetti che sempre e solo Orla sarà in grado di purificare per renderli combinabili in modo da ottenere nuove skill e miglioramenti.
NESSUN ARISEN E’ PERFETTO
È stata concepita da Capcom anche una speciale modalità di gioco per chi ama definirsi hardcore gamer: una sorta di Time Trial, una sfida contro il tempo che a nostro avviso, però, corre il rischio di rendere l’esperienza di gioco fin troppo stressante, visto il già elevato livello di difficoltà. Purtroppo, ancora una volta è stata però disattesa la speranza dei fan di una modalità multiplayer, ma ci sembra anche improbabile che tale aggiunta potrà mai concretizzarsi senza andare a snaturare una formula di gioco ben precisa e il delicato bilanciamento del fighting system basato sulla I.A. delle Pedine. In definitiva, Dark Arisen è un’edizione riveduta e corretta di tutto rispetto, in cui l’impegnativa esplorazione di Bitterblack si incastona come un prezioso cameo, non necessario ma complementare all’avventura così com’era stata concepita inizialmente. L’isola potrà essere visitata a vostro piacimento, rappresentando un luogo di dannazione per chi non sarà all’altezza della situazione.
Nuove Pedine e un totale di quattordici nuovi personaggi vi attendono in questa  nuova iterazione di Dragon’s Dogma - Dragon's Dogma
Nuove Pedine e un totale di quattordici nuovi personaggi vi attendono in questa nuova iterazione di Dragon’s Dogma
Peccato solo che a questo imponente lavoro di “fine tuning” non sia corrisposto anche un miglioramento sul versante tecnologico, affetto come sempre da texture discutibili e problemi di animazione, frame rate ballerino nelle situazioni più concitate e così via, proprio come la versione originale di Dragon's Dogma. A controbilanciare tali storiche carenze ci pensa però il favoloso lavoro artistico di caratterizzazione del bestiario e il feeling complessivo di gioco, anche per merito di una evocativa gestione dell’illuminazione e degli effetti visivi delle magie, innegabilmente di grande spessore.

Dark Souls II

Preparatevi a morire di nuovo

Il punto della situazione sul seguito di Dark Souls .


Quando il teaser che annunciava l'arrivo di Dark Souls II è stato trasmesso durante gli ultimi VGA, i fan del primo capitolo sono stati scossi da brividi freddi lungo la schiena mentre sui loro volti si stampava un irrefrenabile sorriso. Contemporaneamente. Tanta la gioia per il ritorno di un gioco che ha saputo spiccare per difficoltà e complessità in un mare magnum di giochi che sembrano spesso infiniti tutorial, incastrati in un binario che guida il giocatore dall'inizio alla fine. Troppa la paura che questa caratteristica peculiare finisca annacquata per venire incontro a un pubblico più ampio possibile.
A peggiorare le cose è arrivata la notizia che il progetto non sarà supervisionato da Hidetaka Miyazaki, lead director di Demon e Dark Souls, ma da Yui Tanimura, il quale – nelle prime interviste – si è lasciato scappare la volontà di aprirsi a una maggiore accessibilità. Terrore. Raccapriccio. Per la macchina dell'odio che alimenta l'internètt, Dark Souls II è passato in una manciata di giorni da oggetto del desiderio a emblema della decadenza del mercato videoludico. A nessuno era venuto in mente che quando un giapponese parla di accessibilità bisogna tarare le sue affermazioni secondo il loro peculiare punto d'osservazione.
Un esempio delle aree aperte e luminose a cui si accennava. Il che non implica affatto che non siano piene di pericoli mortali, ovviamente - Dark Souls II
Un esempio delle aree aperte e luminose a cui si accennava. Il che non implica affatto che non siano piene di pericoli mortali, ovviamente
ACCESSIBILITÀ ALLA GIAPPONESE
Facciamo fare un flash forward alla nostra storia e arriviamo a oggi. Dal giorno dell'annuncio, è stato rilasciato un video con dieci minuti abbondanti di giocato, un trailer e una discreta quantità di screenshot, materiale sufficiente a sancire che Dark Souls II sia un parente molto stretto del suo predecessore, a cui va aggiunta la correzione di rotta di Tanimura. Accessibilità? Sì, ma non si intendeva che il gioco sarebbe diventato anche solo un po' più semplice. No, nulla di tutto questo. Si vuole solo snellire e rimuovere tutti quegli elementi che complicano senza motivo la vita del giocatore. Un esempio? Estendere all'intera avventura, fin dall'inizio, la possibilità di trasferirsi da un bonfire all'altro, come avveniva in alcune sezioni finali del primo Dark Souls, evitando così di dover intraprendere lunghe, tediose e inutili camminate per spostarsi. La via giapponese all'accessibilità dunque. Dark Souls II sarà ostico e profondo quanto il primo, potrà contare su un'ambientazione estesa quanto la precedente - ma con un numero superiore di quest - e sarà basato sullo stesso stile che si rifà al fantasy gotico nordeuropeo filtrato attraverso la sensibilità giapponese. Ma soprattutto non includerà un easy mode come da molti paventato. Un more of the same, insomma, e per una volta non potrebbe esserci notizia migliore. Non sarà però un seguito diretto. La storia vede il protagonista immerso in un regno, come sempre oscuro e decadente, avvolto da una maledizione che dovrà spezzare. Nessun collegamento diretto al primo capitolo dunque, e un nuovo approccio alla divisione in livelli, che dovrebbe garantire maggiore libertà e minore linearità.
I tunnel bui non mancheranno, non abbiate paura. Anzi, conoscendo From Software, abbiate  paura, molta paura!  - Dark Souls II
I tunnel bui non mancheranno, non abbiate paura. Anzi, conoscendo From Software, abbiate paura, molta paura!
In realtà, la presenza di qualche novità è già filtrata, nonostante la data d'uscita annunciata rimandi a un non meglio precisato momento del 2014. Sempre Tanimura ha dichiarato che sarà rivisto il sistema di respawn dei nemici, i quali in questo secondo capitolo dopo il salvataggio presso un bonfire non rinasceranno più nello stesso punto in cui erano comparsi originariamente, ma, a quanto pare, non saranno nemmeno generati casualmente. Al momento non si sa altro, ma a meno di non voler dar credito alle speculazioni e pensare che From Software possa stravolgere d'un tratto tutte le meccaniche di grinding dei predecessori, l'unica opzione valida è quella di una soluzione intermedia. La seconda novità riguarda invece l'introduzione di server dedicati, ma ancora una volta non è dato sapere quali nuove meccaniche o possibilità di gioco verranno introdotte di conseguenza nell'avventura.
IL BUIO DAVA UN TONO ALL'AMBIENTE
Grazie anche alla manciata di minuti di gameplay diffusa da From Software, è invece possibile valutare già da ora l'impatto che avrà la maggiore interattività ambientale prevista in Dark Souls II, dove una porta non rappresenterà più, semplicemente, una soglia da oltrepassare, ma potrà divenire l'unica barriera in grado di frapporsi tra voi è l'aberrante creatura alle sue spalle, o ancora un ostacolo da abbattere sfruttando magari proprio l'irruenza della mostruosa belva.
Questo incontro coi draghi illustra alla perfezione il nuovo risalto posto sull'interazione ambientale negli scontri coi nemici - Dark Souls II
Questo incontro coi draghi illustra alla perfezione il nuovo risalto posto sull'interazione ambientale negli scontri coi nemici
Le ombre torneranno a far paura, e nonostante la presenza di spiazzi aperti e luminosi, From Software ha garantito la presenza di tunnel e scenari al buio che necessiteranno di torce o incantesimi per essere esplorati. A giudicare dagli spezzoni mostrati finora, gli effetti di luce paiono già molto più convincenti che in passato, anche se ciò potrebbe essere dovuto al fatto che questo secondo capitolo è sviluppato su PC, e le immagini e i filmati diffusi finora arrivano proprio da questa versione: a questo proposito Tanimura ha tenuto a sottolineare che la versione PC sarà quella di partenza, e che verrà curata e ottimizzata per sfruttare le potenzialità della macchina, ammettendo esplicitamente la scarsa cura riservata alla precedente. Il gioco, a ogni modo, è annunciato per le console attuali, tuttavia nessuno probabilmente si stupirebbe di sentir parlare tra qualche mese di una doppia edizione per PS360 e PS4/720.
Dark Souls sta tornando, e non ha intenzione di fare sconti. Certo è lecito sognare che Hidetaka Miyazaki, sparito dai radar, sia al lavoro su un nuovo titolo che possa essere considerato l'erede spirituale della saga e non un semplice sequel. Ma ciò non toglie che il solo gioco, in tempi recenti, capace di affliggere il giocatore con un inquietante senso di spaesamento, privarlo di qualunque indicazione sul da farsi, e costringerlo a divertirsi accumulando migliaia di morti a partita, stia per tornare con il vecchio smalto e un bel “II” ricamato vicino al titolo. Se nutrite ancora qualche dubbio, cercate il filmato di gameplay e godetevi l'ultima scena. Il protagonista si trova su un ponte di legno sospeso e procede titubante verso un fortezza, arroccata sulla roccia e circondata da uno stormo di draghi in volo, quando d'improvviso una bestia alata si stacca dai suoi compagni e si getta in picchiata tranciando di netto le funi che sostengono il ponte. Il cavaliere precipita impotente nel vuoto. YOU DIED. Avete fino al 2014 per pensare a come sopravvivere.