A poco meno di un anno dall’uscita di Dragon’s Dogma, torniamo a
parlare di questa controversa avventura fantasy open world, che
nonostante i suoi difetti grafici e le sue inspiegabili carenze sul
versante multiplayer ha saputo conquistare il cuore degli appassionati
del genere GdR. La formula originale è stata ampliata e rifinita da
Capcom. Ma di cosa stiamo parlando esattamente?
Non si tratta di un DLC, ovvero di una semplice espansione scaricabile,
dato che Capcom stavolta ha optato per la realizzazione di una nuova
edizione del gioco sottotitolata Dark Arisen. Spaventati da questa
scelta apparentemente discutibile? D’altronde chi non lo sarebbe dopo
aver investito come minimo 60 ore di gioco nella crescita e
potenziamento del proprio Arisen e dalla sua Legione di Pedine!
Tranquilli, per prima cosa ci teniamo a precisare che Dark Arisen
riconosce il file di salvataggio di Dragon’s Dogma ed esporta
automaticamente il personaggio e le sue statistiche. Non solo, tutti gli
Arisen della “vecchia guardia” riceveranno anche un bel gruzzoletto di
Cristalli della Faglia, nuovi costumi etc. Ma se state leggendo queste
righe sarete interessati più che altro ai nuovi contenuti che è in grado
di offrire realmente questa riedizione di Dragon’s Dogma. Ebbene, vi
troverete a fronteggiare una schiera notevole di nuovi temibili
avversari – più di 25 per l’esattezza – che abiteranno una zona
completamente nuova della mappa di gioco: la misteriosa Isola di
Bitterblack, un luogo maledetto che ospita nel suo sottosuolo
incredibili tesori, ma anche mostruose e potenti creature. Tutto questo
alla ragionevole cifra di €39,99 con la possibilità, per chi non si
fosse mai accostato prima all’avventura, di cominciare a giocarla
comunque fin dall’inizio.
In Dark Arisen ogni Classe avrà a disposizione un nuovo set di abilità che renderanno l’Arisen ancora più potente!
La scelta di offrire tanto ben di Dio ad un prezzo più basso del
solito ci ha convinti, anche in virtù del fatto che il gioco sarà
disponibile sia in versione classica su disco, sia via digital delivery
(con un leggero vantaggio temporale concesso alla piattaforma Sony per
quanto riguarda la disponibilità online). Dark Arisen, proprio in virtù
del fatto di non essere un semplice DLC, non è da considerarsi una mera
espansione, ma una vera e propria operazione di fine tuning
dell’originale Dragon’s Dogma, con tanto di nuovi equipaggiamenti, armi e
armature, affiancate da nuove opzioni di personalizzazione, skill e
devastanti abilità. Anche gli spostamenti, tanto criticati nella
versione originale di Dragon’s Dogma, sono stati ottimizzati. Se siete,
poi, degli appassionati dell’idioma del Sol Levante, sappiate che è
stata anche integrata la possibilità di selezionare il doppiaggio
giapponese. UN’ISOLA CHE NON PERDONA
Sia chiaro, l’Isola di Bitterblack non sarà accessibile fin da subito e
anzi dovrete sincerarvi di aver livellato per bene prima di accettare la
missione della misteriosa donna di nome Orla che vi traghetterà in un
vero e proprio incubo per chi non sarà un Arisen almeno di cinquantesimo
livello! Parola di Capcom, che ha predisposto delle sfide veramente
ardue, potenzialmente frustranti per giocatori che non hanno ben
compreso le dinamiche di combattimento e di ottimizzazione del party di
Pedine. Accettare la missione proposta da Orla significherà andare alla
ricerca di frammenti di memoria, addentrandosi nei dungeon di
Bitterblack, carichi di missioni secondarie e di sfide utilissime per
recuperare preziosi oggetti e potenziare in particolar modo le armi.
Ogni manciata di minuti verrete assaliti da nemici di ogni sorta e
spesso avrete a che fare con veri e propri Boss di zona che metteranno a
dura prova la vostra pazienza e perseveranza.
Iniziando un’avventura dal principio, avrete a disposizione un set ancora più vasto di opzioni per creare il vostro personaggio
La sconfitta non è rara nell’Isola di Bitterblack, visto il livello
di difficoltà decisamente elevato, e dovrete far pace con voi stessi in
caso di morte. In questo, Dark Arisen, ci ha ricordato per certi versi
il sadico (a detta di alcuni, sopraffino) bilanciamento di difficoltà di
Dark Soul. La fuga potrebbe essere percepita come alternativa alla
morte, ma così facendo lascereste inevitabilmente irrisolti molti dei
segreti di Bitterblack. Ve lo diciamo per esperienza personale… e pur
tuttavia, la nostra permanenza sull’isola si è attestata intorno alle 15
ore di gioco, aggirandoci per un meandro di cunicoli, stretti corridoi
interconnessi fra loro e con aree più vaste, infestate di nemici. Ciò
che ci ha colpito è stato senz’ombra di dubbio il level design, così
raffinato da dischiudersi gradualmente proseguendo nell’esplorazione,
con l’apertura successiva di nuovi passaggi segreti utilissimi ad
ottimizzare gli spostamenti. Bitterblack si è rivelata un pozzo di
tesori, non solo legati alla memorie di Orla e quindi alla trama
principale, ma anche potenti oggetti maledetti che sempre e solo Orla
sarà in grado di purificare per renderli combinabili in modo da ottenere
nuove skill e miglioramenti. NESSUN ARISEN E’ PERFETTO È stata concepita da Capcom anche una speciale modalità di gioco per
chi ama definirsi hardcore gamer: una sorta di Time Trial, una sfida
contro il tempo che a nostro avviso, però, corre il rischio di rendere
l’esperienza di gioco fin troppo stressante, visto il già elevato
livello di difficoltà. Purtroppo, ancora una volta è stata però
disattesa la speranza dei fan di una modalità multiplayer, ma ci sembra
anche improbabile che tale aggiunta potrà mai concretizzarsi senza
andare a snaturare una formula di gioco ben precisa e il delicato
bilanciamento del fighting system basato sulla I.A. delle Pedine. In
definitiva, Dark Arisen è un’edizione riveduta e corretta di tutto
rispetto, in cui l’impegnativa esplorazione di Bitterblack si incastona
come un prezioso cameo, non necessario ma complementare all’avventura
così com’era stata concepita inizialmente. L’isola potrà essere visitata
a vostro piacimento, rappresentando un luogo di dannazione per chi non
sarà all’altezza della situazione.
Nuove Pedine e un totale di quattordici nuovi personaggi vi attendono in questa nuova iterazione di Dragon’s Dogma
Peccato solo che a questo imponente lavoro di “fine tuning” non sia
corrisposto anche un miglioramento sul versante tecnologico, affetto
come sempre da texture discutibili e problemi di animazione, frame rate
ballerino nelle situazioni più concitate e così via, proprio come la
versione originale di Dragon's Dogma. A controbilanciare tali storiche
carenze ci pensa però il favoloso lavoro artistico di caratterizzazione
del bestiario e il feeling complessivo di gioco, anche per merito di una
evocativa gestione dell’illuminazione e degli effetti visivi delle
magie, innegabilmente di grande spessore.
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