Difendiamo la Terra di Mezzo
MOBA su console... si può fare!
Per molto tempo, la semplice idea che un MOBA potesse approdare su console pareva un'eresia, e prima di mettere le mani su Guardians of Middle-Earth sarebbe stato francamente difficile pensarla diversamente. Questa nuova escursione nella Terra di Mezzo videoludica dimostra invece che il Multiplayer Online Battle Arena è un genere che può avere un suo futuro anche al di fuori del PC, purché si sia disposti a scendere a patti con qualche limitazione.22 GUARDIANI PER DOMARLI Tanti erano i dubbi, e tutti legittimi, intorno alla necessità e alla possibilità di successo di un MOBA pensato per le console casalinghe, ma Monolith è stata in grado di scioglierli quasi tutti, raggiungendo un risultato forse insperato, anche se a dire il vero non del tutto soddisfacente.
I
personaggi disponibili sono un mix tra quelli estratti dalle opere di
Tolkien e altri inventati per l'occasione. I puristi avranno di che
inorridire
La difesa delle proprie torri e l'attacco a quelle avversarie è, sostanzialmente, il succo del gioco
22 GUARDIANI PER GHERMIRLI Risiede qui il difetto principale del gioco, una curva di apprendimento che inizialmente si presenta come una parete verticale a causa dell'eccessiva confusione delle battaglie, dovuta soprattuitto alla presenza a video di tonnellate di informazioni in contemporanea e alla molteplicità di compiti che bisogna svolgere nel corso di una partita a cui il gioco non prepara. Le prime partite online, ambiente già di per se piuttosto selettivo, si rivelano in molti casi un vero e proprio massacro. Sono limiti connaturati al genere, che potevano tuttavia essere aggirati tenendo a mente l'alta probabilità che Guardians of Middle Earth possa essere il primo e solo MOBA mai provato da buona parte dei giocatori su console.
La sezione illuminata in blu rappresenta l'area su cui può avere effetto l'attacco al momento selezionato
Quando però arriva il momento in cui finalmente si comprende appieno ciò che si sta facendo, come lo si sta facendo, e in risposta a quelli azioni dell'avversario bisognerebbe farlo, allora il gioco assume tutto un altro sapore. Trattandosi di un genere che prevede necessariamente lo scontro online tra due squadre, parte della propria soddisfazione personale deriva anche dalla fortuna di incontrare compagni – e avversari – leali e affiatati, in grado cioè di lavorare di squadra e non trasformare le partite in uno scontro tra cinque individui che cercano di massimizzare la propria prestazione mentre si scontrano contro altri cinque tizi che fanno altrettanto. Certo, non bisogna farsi abbattere dal primo impatto e sperare che la comunità online riesca a consolidarsi per rimanere viva abbastanza a lungo, ma la ricompensa è un'esperienza finalmente fresca e nuova, quanto meno per coloro declinano il videogioco solo su console