Rocketbirds: Hardboiled Chicken, più che un gioco, una
telenovela! La storia del pollo ribelle Hardboiled, approdata sul
polpastrellatissimo schermo di PS Vita è basata, in realtà, su un
browser-game in Flash (Rocketbords: Revolution!) e riedita in versione
portatile a più di un anno dalla sua già seconda apparizione sullo Store
PS3. Insomma, lo stilosissimo mix di grafica, musica Rock e azione old
school è roba bollita e ribollita… ma nonostante tutto ancora
gustosissima da assaporare!
La
modalità Campagna in singolo può essere affrontata selezionando due
differenti livelli di difficoltà, Normale e Hardboiled, ma il secondo è
decisamente molto impegnativo e consigliato solo ad hardcore gamer in
cerca di rogne e con una gran coordinazione oculomotoria!
Certo, nel passaggio da PS3 a Vita è andata persa la modalità video 3D
stereoscopica, ma possiamo assicurarvi che tutto il carattere
rivoluzionario del pollo più tosto del momento è rimasto essenzialmente
invariato… anzi, per certi versi, si è amplificato. E sì, perché Ratloop
Asia, responsabile dello sviluppo di tutte le trascorse incarnazioni di
Rocketbirds, non si è seduta sui proverbiali allori e, nonostante tutti
gli apprezzamenti – compresi i nostri, in occasione della precedente
recensione – ha pensato bene di espandere l’esperienza di combattimento
con nuovi capitoli di gioco, ritocchi qua e là a quanto di buono già
fatto, un nuovo Boss finale e una rinfrescata strategica a livello
visivo e nel layout dei vecchi livelli e del sistema di controllo, che
stavolta sfrutta anche i sensori di movimento e il touchpad posteriore
di Vita. Per non parlare dell’introduzione di due personaggi nuovi di
zecca, Sniper Budgie e Agent H, disponibili solo a chi ha già giocato
Rocketbirds su PlayStation 3. Non solo, per invogliare e fidelizzare gli
utenti di vecchia data, Ratloop Asia ha anche pianificato uno sconto
del 20% sull’acquisto dell’edizione Vita per tutti coloro che le hanno
già suonate ai pinguini soldato del pusillanime dittatore Putzki. La
modalità cooperativa, già presente in passato, è stata modellata sulle
peculiari doti di connettività della console portatile Sony,
introducendo il Coop via Internet (online) e Diretto (Ad Hoc). Insomma,
di motivi per gettarsi – o rigettarsi – nella mischia ce ne sono un bel
po’…
Grazie
ai sensori di movimento è possibile modificare leggermente la
prospettiva della visuale di gioco, dedicandosi ad un’attività
onanistica propria dei videogiocatori più attempati, i quali
ricorderanno con un pizzico di malinconia i bei tempi in cui godevano
nel contare i singoli livelli di parallasse…
IL ROCK CHE LENISCE OGNI DIFETTO Il raffinato stile grafico di Rocketbirds è sicuramente la cosa che
colpisce maggiormente al primo impatto, anche se la legnosità di alcune
animazioni e una percepibile scattosità (forse dovuta ad un frame-rate
ballerino) nella gestione dell’inquadratura rovinano leggermente la
festa. Nulla di grave, sia chiaro, perché la giocabilità nuda e cruda è
un vero spasso, ma rimane il rammarico per la mancanza di un salto
qualitativo anche a livello di programmazione che sarebbe potuto
esserci, ma non c’è stato. Rocketbirds è essenzialmente uno sparatutto
platform a scorrimento laterale, ma più che rievocare i fasti del
celebre – e leggermente più recente – Metal Slug (1996), si attesta
sulle frequenze del raffinato, ma forse più difficile da ricordare per
tutti i lettori, Flashback (Delphine Software, 1992). D’altronde le
avventure di Hardboiled iniziano in una foresta, proprio come nel
succitato capolavoro d’altri tempi, e al primo ascensore/montacarichi
attivato i galli cedroni più stagionati non potranno che percepire un
“leggerissimo” senso di déjà vu. Tutto regolare, anche perché poi
Rocketbirds andrà per la sua strada, garantendo comunque un gameplay al
passo coi tempi, nonostante il feeling complessivo sia quello di un
omaggio ad un modo di concepire gli Action che non fa quasi più parte
del panorama ludico attuale. L’imperante umorismo in chiave B-movie è
poi un’altra delle caratteristiche uniche di questa produzione, il cui
vero cavallo di battaglia si rivela essere la componente audio:
un’incredibile colonna sonora Alternatve Rock, opera dei New World
Revolution, che sottolinea in modo magistrale i momenti in cui l’azione
si fa più intensa. Strepitoso il video iniziale e il main theme,
veramente da gustare col volume sparato a palla e un buon paio di
auricolari o cuffie.
Fra
gli Extra campeggia anche l’opzione PlayStation Store, canale
preferenziale dal quale accedere direttamente ai contenuti aggiuntivi
previsti per il gioco, per i quali gli utenti Plus riceveranno
sicuramente agevolazioni e offerte speciali
In definitiva, Rocketbirds per PS Vita è una riedizione meritevole di
essere presa seriamente in considerazione, anche da chi ha già
assaporato la ricetta di gioco su PC o su PS3. Il gamplay, fra
ammiccamenti al passato videoludico e nuove aggiunte (magari studiate
specificatamente per la portatile made in Sony), si è rivelato
sufficientemente solido e convincente. Un titolo low budget
assolutamente da giocare, che nella peggiore delle ipotesi potreste
scaricare a €7,99 e che getta le basi per un seguito dalle grandi
potenzialità… quel Rocketbirds 2: Evolution apertamente annunciato in un
filmato contenuto negli Extra di gioco, intitolato sibillinamente “I
Due Rocketbirds”.
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