domenica 14 luglio 2013

Recensione di Street Fighter IV

A dieci anni dall’uscita del suo ultimo capitolo, la celebre saga di Street Fighter si arricchisce di un nuovo immancabile esponente: Street Fighter IV
Avendo a che fare con predecessori e spin off di indiscutibile qualità, l’ultimo nato di casa Capcom doveva proporsi con caratteristiche di prima qualità per mantenere alto il proprio nome. Street Fighter IV riesce nell’impresa offrendo lo stile di gioco bidimensionale e le meccaniche classiche della serie, animati da un motore di gioco tridimensionale di altissimo valore che rende ogni movenza dei nerboruti personaggi, una piccola opera d’arte.

Who will be the Champion?
Street Fighter IV è un prequel del terzo capitolo uscito nel 1999, e ripropone perciò i personaggi di Street Fighter II in aggiunta a sei personaggi esclusivi ed alcuni ritorni da differenti episodi della saga.
La lista originale dei personaggi presenti nel cabinato arcade da cui la versione arcade ha origine, vede protagoniste numerose vecchie conoscenze: Akuma, Balrog, Blanka, Chun Li, Dhalsim, Edmond Honda, Guile, Ken, Mike Bison, Ryu, Sagat, Vega e Zangief tornano nel torneo più famoso al mondo affiancati dai nuovi Abel, Crimson Viper, El Fuerte, Gouken, Rufus e Seth, il boss del gioco. Se la maggior parte di loro è giocabile immediatamente “out of the box”, si dovrà sudare prima di poter prendere il controllo dei fratelli Akuma e Gouken o di Seth; per ottenere uno alla volta i componenti del trio sarà necessario completare la modalità arcade con tutti i personaggi.
La lista di sbloccabili si amplia ulteriormente grazie alla presenza di sei personaggi esclusivi per la versione console, che andranno ottenuti a suon di KO, ovvero Cammy, Dan, Fei Long, Sakura, Rose e Gen, ognuno dei quali diverrà giocabile dopo aver completato la storia con specifici characters.

Controllo dell’Hado
La folta schiera di combattenti si sfiderà in battaglie basate sul gameplay storico, arricchito da determinanti novità: a disposizione di ogni personaggio vi è un particolare colpo chiamato Focus Attack, che permette di incassare una mossa avversaria e contrattaccare con potenza, in modo da stordire il nemico e aprire lo spazio ad una combo o ad una tecnica speciale. Ancora presente la barra special, composta ora da quattro tacche. Questa si riempirà sia colpendo l’avversario che subendo danni, permettendo l’utilizzo di tecniche uniche. Ognuna delle quattro tacche può essere consumata per realizzare le mosse speciali nella variante EX, più potente e valida di quella standard, oppure tutte e quattro insieme per dare il via ad una Super Combo, mossa caratteristica di ogni fighter.
La Super Combo non è però la tecnica più dannosa eseguibile: vi è infatti la Ultra Combo, realizzabile dopo il caricamento di un apposito indicatore “Revenge”, che si riempirà unicamente subendo danni, il che introduce la possibilità di ribaltare le sorti di ogni match, mantenendo alto il livello di attenzione necessario anche contro avversari quasi battuti.
Restando in tema di tecniche e mosse speciali, un plauso va al sistema di controllo, protagonista di miglioramenti evidenti: nonostante il comprensibile scetticismo iniziale, utilizzando lo stick analogico di Xbox 360 o il D-Pad di Playstation 3, l’immissione delle combinazioni utili a produrre le varie special mostra un margine d’errore ridotto ed una facilità di realizzazione molto superiore a quella trovata nel recente Super Street Fighter II HD Remix. Questo permette di realizzare Shoryuken ed in generale tecniche normalmente ardue per un controller standard con una buona semplicità. Persino le rotazioni di 360° necessarie all’esecuzione delle migliori mosse di Zangief, il Wrestler Russo, risultano di facile realizzazione, rendendolo finalmente un personaggio giocabile anche dai meno esperti, oltre che confermarlo un character letale se in mano a giocatori abili.
Qualora si preferisse comunque passare a sistemi di input appositi, ricordiamo che verranno distribuiti Arcade Fight Stick ufficiali, oltre che gamepad personalizzati per alcuni dei lottatori, dotati di D-PAD migliorato ed i 6 tasti attacco allineati come nei cabinati arcade.

Come in sala giochi? Meglio.
Come appena accennato, immancabile è la presenza dell’Arcade Mode, che darà modo di scoprire le motivazioni che spingono ogni personaggio a partecipare al torneo, affrontare una serie di avversari di difficoltà crescente sino al rivale principale di ognuno di loro, e gustare il finale dopo aver battuto il letale Seth. Apprezzabile la qualità dei filmati in alta risoluzione in puro stile manga che aprono e chiudono la storia dei vari personaggi. L’arcade mode, oltre che essere il modo più rapido per entrare nell’azione del gioco, è utile a rendere disponibili i personaggi sbloccabili oltre che ampliare la collezione di filmati ed art work di cui il titolo vanta una grande varietà.
Fortunatamente Street Fighter IV non difetta di una modalità Versus che permetta di sfidare un amico in multiplayer locale, guardare combattere CPU contro CPU o affrontare un avversario gestito dall’intelligenza artificiale a scelta; quest’ultima un’opzione la cui presenza appare scontata, ma che talvolta è stata omessa anche in picchiaduro di alta qualità.
Presente una divertente modalità Challenge, che racchiude in se Time Attack, Survival e Trial. Il Time Attack racchiude in tutto 25 sfide di difficoltà crescente divise tra Normale e Difficile; sarà necessario battere un numero prestabilito di avversari entro il tempo limite, ottenendo in qualche caso dei secondi bonus per le vittorie. La modalità Survival vede i combattenti sfidare una serie di avversari cercando di mantenere il limite di energia minimo richiesto per il completamento della sfida. Anche in questo caso le 25 sfide sono divise tra 20 di difficoltà normale e 5 difficile. Ultima delle challenge è la modalità Trial, che porterà il giocatore nell’arena dell’allenamento mettendolo alla prova con la realizzazione delle tecniche speciali di ogni personaggio. Ognuno dei fighters dovrà affrontare 10 sfide divise tra normali e difficili. Terminare alcune di queste modalità servirà a sbloccare succulenti bonus quali numerosi colori alternativi per tutti i personaggi.

All around the world
Se affrontare le modalità single player o multiplayer locale non fosse sufficiente, Street Fighter IV propone l’immancabile supporto online per sfidare i combattenti di tutto il mondo; la vera essenza di essere uno Street Fighter. Nel dettaglio, il comparto online offre partite del giocatore o classificate. Assolutamente valida l'idea di inserire l'inedito sistema di Sfide Arcade: la funzione permette di essere sfidati in qualunque momento si stia giocando in single player contro la CPU, da combattenti umani online, parallelamente a quanto accadeva in sala giochi quando il ragazzo vicino infilava la moneta per sfidarci e prendere il nostro posto nella scalata al boss finale; questo permette di giocare per ore combattendo CPU e umani senza spezzare il ritmo neppure per un secondo.
La possibilità di filtrare le partite per stabilità della connessione oltre che per lingua o abilità del giocatore lima il rischio di lag e partite poco fluide. Dopo numerosi match all'attivo possiamo affermare che la qualità del comparto è altissima: anche affrontado avversari con i quali il livello di stabilità stimato è molto basso, non si registrano livelli di lag che impediscano un regolare incontro.
Giocare e vincere online permetterà di accumulare punti che sbloccheranno via via titoli ed icone differenti da attribuire alla propria scheda giocatore, oltre che inserire il giocatore nelle classifiche internazionali consultabili dall’apposito menu. Peccato per la mancanza di una modalità torneo, che sarebbe stata gradita.

Binomio di stile e tecnica
Il comparto tecnico del gioco è di primissimo livello; se lo stile grafico adottato sta facendo innamorare molti giocatori scontentandone altri rendendosi soggettivamente apprezzabile, è invece oggettivo che la qualità alla base sia elevata: i movimenti dei personaggi sono fluidi e l’azione di gioco risulta sempre incalzante senza alcun rallentamento. Nota di merito agli splenditi scenari animati che fanno da sfondo alle battaglie, anche se delude in parte constatare che questi non sono abbastanza da poter dedicare ad ogni personaggio il relativo stage, con la conseguenza che le battaglie avvengono in scenari che non sempre mostrano un legame logico con il personaggio affrontato, come diversamente accadeva in tutti i passati capitoli della serie.
Per quanto riguarda il comparto audio, per il quale ci saremmo aspettati remix delle storiche melodie come avviene in SSFII HD Remix, sono invece presenti brani originali apprezzabili, ognuno dei quali accompagna direttamente lo scenario dell’incontro senza dipendere in alcun modo dagli sfidanti implicati. L’andamento del combattimento è scandito dal cambio di ritmo delle musiche in tempo reale. Interessante la possibilità di scegliere se usare le voci giapponesi o inglesi per filmati e parlato in-game, che si amplierà ulteriormente sbloccando l’opzione per modificare la lingua per ognuno dei singoli personaggi.

Anteprima di Grand Theft Auto V

Londra - Esistono veramente poche case capaci di catalizzare l'attenzione dell'intero mercato con ogni uscita e una di queste è senza dubbio alcuno Rockstar. Basta un fugace sguardo al portfolio della compagnia per vedere in lista titoli del calibro di Max Payne 3 e Red Dead Redemption, prodotti dal valore qualitativo davvero notevole. Tuttavia è con Grand Theft Auto che la compagnia ha frantumato qualsiasi record di vendita e se pensiamo che nel mondo la serie ha venduto più di venticinque milioni di copie, il quadro generale diventa chiarissimo: pochi prodotti sviluppati con cura, aggiungendo un'attenzione particolare per i gusti e le necessità dei super appassionati.
È così che si costruisce un successo stabile e duraturo negli anni ed il nuovo GTA V sembra volersi mantenere proprio su questa rotta.
Rockstar non è comunque compagnia da sedersi sugli allori, quindi questo nuovo capitolo si appresta a stupire ancora una volta grazie a feature completamente nuove e idee davvero rivoluzionarie per il genere. Siamo volati fino a Londra per vedere con i nostri occhi lo stato dei lavori e vi possiamo assicurare che procedono davvero alla grandissima.



Tre protagonisti nuovi di pacca
La più grande novità di Grand Theft Auto V è ormai nota da tempo e il trailer rilasciato in questi giorni ne ha solo delineato ulteriormente le caratteristiche. Tre nuovi protagonisti sono pronti a irrompere sulla scena, prendere il controllo della città e conquistare i giocatori: Trevor, Michael e Franklin sono tre fortissime personalità, caratterizzate in puro stile Rockstar, con background molto interessanti capaci di differenziarli l'uno dall'altro in maniera nettissima.
Franklin è un giovane ragazzo di colore, appassionato di auto, amante della velocità e invischiato quindi nel traffico di bolidi a quattro ruote per conto di Simeon Yetari, un concessionario armeno spietato.
Affiancato dal suo amico Lamar entrerà nel trio quasi per caso, conoscendo Michael proprio durante uno dei suoi furti.
Michael invece sembra essere uscito da parecchio dal tunnel delle rapine in banca, di cui era maestro solo qualche anno prima, e il suo ingresso nelle agenzie federali come informatore lo ha tagliato fuori dai giochi per un bel pezzo. Purtroppo la vita gli sta scivolando tra le mani velocemente, e un matrimonio fallimentare, il distacco sempre più marcato con i due figli Tracey e Jimmy e un serio problema di alcool lo stanno per rigettare nel giro.
Michael è probabilmente il personaggio dalla storia più curata per quanto Rockstar ci ha mostrato ed anche quello a cui i giocatori si affezioneranno maggiormente. La sua posizione agiata, in una villa di lusso a VineWood gli ha permesso di apprezzare i piaceri della vita libera, ma i vecchi ricordi continuano a tormentarlo e l'incontro con gli altri due protagonisti aprirà porte che dovevano restare chiuse. Ci aspettiamo grandi cose da lui.
Per ultimo, ma non per importanza, troviamo Trevor, un pazzo scatenato che dalla vita non ha mai ricevuto un granché. Come se fosse l'anima cattiva di Michael, con il quale ha lavorato in passato ad alcuni colpi, Trevor vive in una roulotte decadente a Blaine County, tra bande violente e situazioni al limite.



In Aria
Dopo una breve introduzione sulle personalità principali del titolo gli sviluppatori hanno spento le luci, ci hanno fatto accomodare e ci hanno presentato la loro nuova creatura giocata in diretta. Il primo personaggio preso in mano è stato proprio Franklin, posizionato su un elicottero a un chilometro di distanza dal suolo. La vista, da lasciare a bocca aperta, lasciava intravedere tutta la zona collinare alle spalle di Los Santos. Potevamo vedere il mare in lontananza e le luci della città che brillavano sullo sfondo, davvero troppo lontane per pensare anche minimamente di raggiungerle in tempi ragionevoli. Mentre assistevamo a tutto questo meravigliati della pulizia grafica, Franklin si è lanciato dall'elicottero nel vuoto. Ottimo il senso di vertigini provato con il suolo che si avvicinava in maniera rapida e pericolosa al nostro corpo in caduta libera. L'apertura del paracadute ci ha fatto finalmente prendere fiato desiderando ardentemente di poter strappare il pad dalle mani di chi aveva la fortuna in quel momento di muoversi in un mondo credibile e vivo.
Vivo è la parola perfetta per descrivere quanto stava accadendo a schermo: con pace e tranquillità sotto di noi i cerbiatti si rincorrevano tra alberi e cespugli, e da un aeroporto militare in lontananza decollavano i jet militari in ricognizione mentre ci infilavamo volando nei canaloni naturali sfrecciando accanto a rocce e arbusti. Arrivati a terra e sganciato il paracadute la vita scorreva come se nulla fosse, due pescatori tentavano di catturare le loro prede sulla riva di un fiume e altri due escursionisti molto pacatamente ci hanno salutato mentre ci passavano accanto. Una situazione paradisiaca che avrebbe tranquillamente potuto trasformarsi in inferno se solo lo avessimo voluto.



In Acqua
Tutto a un tratto però, mentre ormai eravamo completamente rapiti, è arrivato lo switch del personaggio: uno zoom brutale ha portato la visuale a volo d'uccello sulla zona e un semplice menù radiale ha permesso di scegliere verso quale altro protagonista spostarsi.
La cosa che più ci ha colpito è stata ovviamente l'immensità della mappa. Anche con la visione generale era praticamente impossibile vederla in maniera completa. Se volete qualche dettaglio specifico vi basti sapere che stiamo parlando di qualcosa come cinque volte l'intero mondo di Red Dead Redemption, una dimensione maggiore di quanto visto in GTA San Andreas, GTA IV e RDR sommati tra loro. Se avevate paura di trovarvi un una città dall'area limitata a causa del maggior dettaglio grafico, beh, potete dormire sonni tranquilli. Le dimensioni contano e Rockstar questo lo sa benissimo.
Tornando alla nostra avventura, eravamo ora nei panni di Trevor, addormentato su una spiaggia di Alamo Sea, in mutande e canottiera tra cadaveri di gang rivali (qualcosa la sera prima deve essere andato terribilmente storto). Il pretesto è quello giusto per allontanarsi in fretta e furia con il primo mezzo a disposizione: un veloce motoscafo attraccato vicino a riva.
Colpiscono subito il nostro occhio il realistico moto ondoso delle onde, la trasparenza dell'acqua e la fisica della stessa, grazie alla quale la nostra imbarcazione sobbalza ad ogni più lieve increspatura, sfrecciando di fianco a moto d'acqua e bagnanti.
Arrivati al largo il motore si spegne, gettiamo l'ancora e in men che non si dica indossiamo maschera, bombole e pinne. L'esplorazione marina ci attende. Ogni barca infatti avrà al suo interno un set completo per lo scuba diving e qualsiasi zona del mare potrà liberamente essere esplorata. Ci immergiamo quindi tra pesci colorati e bollicine avvicinandoci a un fondale che nulla ha da invidiare a quanto visto su terraferma. Un relitto attende la nostra esplorazione ma l'arrivo di un paio di squali non troppo ben intenzionati ci fa optare per tornare a galla, cullati dal moto ondoso mentre il sole si riflette sul mare alto sull'orizzonte, offrendoci ancora una volta un panorama stupendo.



Sulla terra ferma
Nuovo cambio di protagonista, ci troviamo questa volta nei panni di Michael che ci ricorda veramente tantissimo il buon Max Payne, sia esteticamente sia nei modi di fare e, questo lo vedremo dopo, anche nello stile di combattimento.
A Vinewood ci troviamo a dover affrontare la nostra prima vera missione, una giovane vip è assediata dai paparazzi che non la lasciano uscire da un vicolo e noi, da veri galantuomini ci offriremo per portarla al sicuro, ovviamente con la sua macchina. Un bolide mostruoso parcheggiato poco distante attende solo di essere spremuto fino all'ultimo cavallo, cosa che purtroppo non è stata possibile fare. A quanto pare gli sviluppatori non avevano voglia di mettere tutte le carte in tavola fin da subito e quindi si sono limitati a guidare prudentemente, rispettando il traffico e senza travolgere nessuno, d'altra parte il background di Michael lo vuole ancora pulito e fuori dal crimine...
Se pensiamo però che GTA V include la più vasta selezione di veicoli di qualsiasi titolo precedente di Grand Theft Auto, così come per le armi, possiamo stare tranquilli che il caos non mancherà di certo.
La città è sempre in movimento e, nonostante l'avventura si svolgesse di notte, le strade pullulavano di persone intente a vivere la loro vita normalmente. Il titolo mette in campo una grandissima quantità di personaggi dalle personalità uniche, tra le quali spicca anche un cosplayer di uno Space Ranger, già noto ai fan per un'apparizione in GTA IV. Un titolo quindi curatissimo dal punto di vista dell'ambientazione che promette di voler stabilire nuovi canoni quanto a vastità e cura per i dettagli. Rockstar è riuscita a conquistarci ancora una volta.