Scopriamo insieme la nuova avventura dell'Uomo Pipistrello.
Dopo il successo delle due produzioni targate Rocksteady Studios
legate all'universo di Batman, Warner Bros. ha tolto i veli dal terzo
capitolo della saga con un coverage completo apparso sulle pagine del
nuovo numero di Game Informer, la rivista americana ben nota per le sue
rivelazioni in anteprima mondiale. Il nuovo episodio legato al celebre
personaggio dei fumetti DC Comics, intitolato Batman: Arkham Origins,
vedrà dunque un ritorno agli albori dell'Uomo Pipistrello e fungerà da
prequel agli eventi visti e vissuti in Arkham Asylum, mostrando una
Gotham City nella prima fase della sua storica decadenza e un Batman
ancora agli esordi della sua attività da vigilante. Ispirato ai fumetti
Batman: Year One e Legends of Dark Knight, il titolo è attualmente in
lavorazione su PC, PlayStation 3, Xbox 360 e Wii U, e sarà disponibile a
partire dal 25 ottobre negli Stati Uniti per poi debuttare qualche
settimana dopo nei negozi del vecchio continente.
Contrariamente agli altri due capitoli, lo sviluppo di Batman: Arkham
Origins è stato affidato al team Warner Bros. Montreal, già
responsabile dell'adattamento Arkham City Armoured Edition su Wii U,
che è stato preferito agli autori originali dei Rocksteady Studios.
Capitanato da Martin Carrier, ex-membro di Ubisoft, il team è attivo dal
2010 sulla scena videoludica ed è formato da tantissimi giovani
sviluppatori provenienti dagli studi Eidos, Electronic Arts e gli stessi
Ubisoft. Insieme hanno creato i progetti Looney Tunes Scooby-Doo Cartoon Universe e Lego Legends of Chima,
oltre alla succitata conversione di Batman: Arkham City sulla nuova
console Nintendo: proprio questo progetto avrebbe permesso alla software
house di trarre diversi benefici per il futuro sviluppo di Origins,
avendo familiarizzato abbastanza con il codice originariamente creato da
Rocksteady (che aveva dimostrato le potenzialità dell'Unreal Engine 3).
Eric Holmes, autore di Transformers: Megatron Origin e lead designer di
The Incredible Hulk: Ultimate Destruction, è la persona scelta per il
ruolo di leader creativo, complice la sua esperienza con gli studi Epic
Games e con il motore Unreal Engine 3.
Un
giovane Batman, quello protagonista di Akrham Origins, appostato a
sorvegliare le truppe del perfido Black Mask: la nuova avventura partirà
il giorno della vigilia di Natale, tanti anni prima degli eventi di
Arkham Asylum.
È la vigilia di Natale, Gotham City è rivestita di un candido bianco e
delle tipiche luci natalizie. A rovinare l'apparente quiete è un gruppo
di super criminali scatenati dal perfido Black Mask, uno dei villain
più apprezzati della saga a fumetti DC Comics, che ha messo una taglia
sulla testa di Batman allettando così i più letali killer della città,
come il temibile Deathstroke. Il Cavaliere Oscuro è così costretto a
investigare sulle cause che hanno spinto Black Mask a questa azione,
guardandosi nel frattempo le spalle da un'intera città che pullula di
pericolosi nemici. Fra i personaggi, è confermata la presenza di
Branden, leader della squadra SWAT di Gotham City incaricata di
catturare il vigilante, e del Pinguino (sensibilmente più giovane
rispetto ad Arkham City). Proprio in uno scontro con il malvagio
Cobblepot, Batman dimostra di essere all'inizio della sua “carriera” da
supereroe, lasciandosi prendere troppo la mano e commettendo degli
sbagli. Il team di sviluppo ha assicurato che il giovane Batman
commetterà più volte degli sbagli durante l'avventura, errori che non
vorrà ripetere una seconda volta.
WELCOME (BACK) TO THE NEW GOTHAM
Il pretesto del salto temporale è ideale per riscoprire una Gotham
City come non la si era mai vista: ancora agli albori della sua storica
decadenza, i quartieri della città non sono ancora così tetri e
fatiscenti come quelli visti in Arkham City. E poi c'è il quartiere di
New Gotham, una nuova parte della città che conta quartieri decisamente
più lussuosi e grattacieli molto più alti di Old Gotham, che pur
conserverà distretti già noti come Amusement Mile, Park Row e The
Bowery. Le due zone cittadine sono divise dal lunghissimo ponte di
Gotham City, che mette insieme quella che, a conti fatti, è una mappa
raddoppiata rispetto al precedente capitolo della saga. Una mappa così
vasta richiederà un nuovo mezzo di trasporto per raggiungere velocemente
un punto designato: il Batwing. Pur non essendo pilotabile
direttamente, il jet di Batman permetterà di spostarsi rapidamente fra i
vari “spot” cittadini, sebbene nel corso dell'avventura sarà richiesto
di eliminare alcune speciali torri di comunicazione che, con le loro
interferenze, disturbano il segnale del Batwing impedendone il
passaggio.
Un po' come accade in Far Cry 3, quindi, sarà necessario eliminare
queste torri per poter poi sorvolare la città nella sua interezza.
Diversamente dal titolo Ubisoft, però, il nostro Uomo Pipistrello dovrà
completare una serie di missioni speciali sfruttando le abilità di
esplorazione, risoluzione enigmi e combattimento. Alcune aree saranno
immediatamente disponibili, altre invece richiederanno determinati
gadget nel bat-arsenale o una più elevata esperienza. È proprio
girovagando per la nuova, immensa mappa di gioco che l'utente potrà
scoprire molteplici missioni secondarie, ancora più rilevanti rispetto
al passato. Ad esempio, gli eventi appartenenti al filone “Crime in
Progress” permetteranno a Batman di instaurare un rapporto di fiducia
con le forze di polizia di Gotham guidate dal corrotto Commissario Loeb,
delle quali il celebre Jim Gordon è ancora capitano. Le missioni “Most
Wanted”, dal canto loro, offriranno al giocatore la possibilità di
combattere contro i più temibili villain dell'universo DC, non
necessariamente connessi alla trama (un po' come accadeva nel precedente
capitolo): così facendo, Batman guadagnerà nuovi gadget che il fido
Alfred gli consegnerà al termine di ogni incarico.
Il
nemico numero uno della nuova avventura sarà una vecchia conoscenza
della serie a fumetti DC Comics: Black Mask. Per qualche oscuro motivo,
il criminale conosciuto con il vero nome di Roman Sionis metterà una
taglia sulla testa di Batman, ingaggiando otto super criminali.
Il team canadese ha deciso di non modificare eccessivamente lo
stereotipo di gioco che ha sancito il duplice successo di Rocksteady,
collaborando piuttosto con la software house nella creazione del terzo
capitolo della saga. Il punto focale dei combattimenti in Batman: Arkham
Origins resterà dunque il Free-Flow Combat System, che sarà espanso con
una maggiore profondità, nuovi livelli di difficoltà, diverse
opportunità durante gli scontri e varie tattiche difensive/offensive.
Warner Bros. Montreal ha inoltre assicurato che l'intelligenza
artificiale dei nemici sarà più elevata, costringendo Batman ad adottare
nuove tecniche e manovre differenti per completare gli scontri più
impegnativi.
UN DETECTIVE SEMPRE PIÙ IN FORMA
Tornerà anche la modalità Predatore, con il nostro eroe ancora una
volta intento a saltare fra gargoyle e sporgenze, a dilettarsi nei calci
al volo, e sopratutto a sfruttare una nuova arma, ribattezzata Remote
Claw. Questa permetterà di identificare due obiettivi su schermo (siano
essi oggetti o nemici), lanciare un uncino contro il primo target e
automaticamente un secondo (dotato di corda) sull'altro obiettivo,
arpionando entrambi e stringendoli bruscamente uno contro l'altro. Una
mossa utile per colpire un gruppo nutrito di avversari, ma non è da
scartare un possibile utilizzo alternativo durante l'avventura.
Dai dettagli trapelati da Game Informer, sembra che il team di sviluppo
voglia espandere ulteriormente la modalità Detective di Batman: Arkham
Origins. Per fare ciò, i ragazzi di Warner Bros. Montreal hanno
dichiarato di volersi ispirare alla serie Sherlock, in onda sull'ente
BBC, per dar vita a un processo di ricerca indizi decisamente ricco di
sfaccettature. Nel corso delle missioni, infatti, il Cavaliere Oscuro si
troverà ad affrontare molti più casi che richiederanno le sue
indiscusse abilità investigative: la modalità Detective permetterà così
di analizzare la scena del crimine molto più a fondo in cerca di prove o
indizi, verificando alcuni dati grazie al collegamento con il
Bat-Computer della Caverna, recandosi sul luogo incriminato più volte a
seconda delle abilità ottenute durante l'avventura.
Una volta identificati tutti gli indizi, il Bat-Computer offrirà una
simulazione virtuale della scena del crimine, che il giocatore potrà
guardare più volte gestendo autonomamente l'angolazione o la
visualizzazione in slow-motion, mettendo in pausa al momento desiderato
in modo da cercare dettagli potenzialmente utili alla risoluzione del
caso. Una modalità rinnovata che promette maggiore immersione nella
trama di Arkham Origins e una meno banale risoluzione dei casi
investigativi, come accadeva nei precedenti capitoli.
Non è tutto: la software house è intenzionata a mostrare le potenzialità
del gameplay del nuovo capitolo videoludico di Batman mettendo in
risalto le diverse sfaccettature più avanzate del sistema di controllo
nel corso dell'avventura. Come nei precedenti capitoli, anche Batman:
Arkham Origins potrà contare su un'esperienza di gioco progressivamente
più difficile che richiederà una padronanza delle abilità del Cavaliere
Oscuro sempre più avanzata.
Batman
contro Deathstroke, uno dei super villain di questa nuova avventura,
che tenterà di uccidere l'Uomo Pipistrello per incassare la taglia sulla
testa promossa dal malvagio Black Mask.
Al fine di evitare lunghissimi e tediosi tutorial iniziali, Warner
Bros. Montreal assicurerà nuove abilità e upgrade legati al
completamento di un determinato numero di combo, o di uccisioni
silenziose, e di qualsiasi altra attività secondaria possa permettere
all'Uomo Pipistrello di guadagnare punti esperienza. L'obiettivo è
quello di avvicinare la profondità del sistema di controllo della
modalità Challenge, in cui è necessaria una perfetta padronanza del
complesso gameplay ideato da Rocksteady, anche alla trama principale:
voci di corridoio evidenziano la possibilità che il giovane Batman possa
sfruttare la Bat-Caverna per allenarsi (a mo' delle missioni secondarie
VR dei precedenti capitoli) e progredire nel corso dell'avventura.
NON C'È DUE SENZA TRE?
Quando mancano più di sei mesi al debutto sul mercato, emergono i
primi dubbi sul terzo capitolo della saga dedicata al mitologico
personaggio creato da Bob Kane. Perché affidare una licenza così
importante e delicata, che aveva raggiunto l'apice del successo proprio
grazie al talento del team Rocksteady, a un nuovo sviluppatore? Perché
rischiare di rovinare un franchise che conta due dei migliori titoli
d'azione degli ultimi anni? Riusciranno gli studi Warner Bros. Montreal a
mantenere lo standard elevato del Free-Flow Combat System e a non
sbilanciare la formula del gameplay dei precedenti capitoli? Quel che
non è chiaro è il motivo per cui lo sviluppo di Arkham Origins è stato
affidato a un team che è riuscito solo discretamente a realizzare un
porting di un capolavoro (Batman: Arkham City del 2011) su Wii U (come
titolo di lancio dell'anno successivo), quando ufficialmente gli studi
Rocksteady non sono impegnati in altri progetti. Che la casa londinese
sia impegnata nella realizzazione di un nuovo capitolo della saga Batman
su PlayStation 4 e la nuova Xbox?
Al momento in cui scriviamo, non è dato saperlo. L'appuntamento con
Batman: Arkham Origins, in attesa di ulteriori rivelazioni ufficiali nei
prossimi giorni, è fissato all'E3 2013 di Los Angeles che si terrà il
prossimo giugno, quando Warner Bros. presenterà ufficialmente le nuove
avventure dell'Uomo Pipistrello.
Lo strategico a turni mostrato in video sulla console NVIDIA.
di Gianluigi Villecco, pubblicato il
NVIDIA ha pubblicato un nuovo video dedicato alla sua console portatile Project Shield, nell’ambito di una serie di trailer dimostrativi della console chiamata Android Thursdays, disponibili ogni settimana.
Questa volta possiamo dare un’occhiata ad Arma Tactics, uno
strategico a turni dove i giocatori controllano una squadra composta da 4
membri delle Special Forces. Il titolo promette una grande libertà
d’azione ed è ottimizzato per l’utilizzo di Tegra 4, cuore della console
NVIDIA.
Vi lasciamo quindi al video, ricordando che Project Shield dovrebbe essere disponibile sul mercato nel corso del mese di giugno.
Un'unica macchina per far girare decine di sistemi.
di Gianluigi Villecco, pubblicato il
Siete degli accaniti collezionisti di vecchie console, e vi piace
ogni tanto farci un giro perché odiate gli emulatori, ma vi spaventa il
caos di controller, prese & cavi che ingombra la vostra povera
stanza? Il buon Bacteria, un famoso hacker hardware, ha la soluzione
per voi.
Il geniale smanettone ha realizzato infatti Project Unity, che
consiste in un’unica gaming console in grado di far girare i titoli di
Sega Master System, Neo Geo MVS, GameCube, Dreamcast, Saturn,
Intellivision, Colecovision, Atari 7800, Turbografx 16, PS1/PS2, Mega
Drive, Nes, Super NES, Game Boy Advance, Nintendo 64 e Amstrad GX 4000.
Soltanto.
La cosa davvero soprendente di questa scatola delle meraviglie è che è
stata realizzare sulla base di un unico, autentico hardware, e non fa
nessun utilizzo di emulatori e unità poste in combo come in altri
esperimenti simili. Inoltre, è dotata di un unico cavo di alimentazione e
di uscita video, oltre a un controller custom che funziona
indipendentemente dal sistema di gioco selezionato. Il video che vi
mostriamo qui in basso spiega nel dettaglio il funzionamento di questo
gioiellino: non resta a questo punto che andare nei commenti, fare i
complimenti al nostro e chiedergli, già che c'è, di includere anche
l’Amiga, il Commodore 64, lo Spectrum e l’FM Towns.