domenica 8 aprile 2012

Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure

Cinque avventure nell'universo Pixar

I cartoni animati invadono Kinect.


Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure è un’esclusiva Kinect in uscita il 23 marzo dedicata a un pubblico giovane (molto giovane), che permette di entrare nel mondo di cinque pellicole animate Pixar. Nel corso di un recente evento milanese organizzato da Microsoft abbiamo avuto modo di assistere a una presentazione del gioco, scambiare quattro chiacchiere con i ragazzi di Asobo Studios e vestire per qualche minuto i panni di un personaggio Pixar.
Un racing game alla guida delle auto di Cars è uno dei cinque "mondi" offerti dal gioco - Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure
Un racing game alla guida delle auto di Cars è uno dei cinque "mondi" offerti dal gioco

VIAGGIO NELL’UNIVERSO PIXAR

Toy Story, Gli Incredibili, Up, Cars e Ratatouille sono i film Pixar in cui sono ambientate le avventure del nostro personaggio, un ragazzo (o una ragazza) che a seconda del livello prescelto può assumere le fattezze di un robot, di un supereroe, di un bambino, di una macchina o di un topo. Una volta creato il proprio alter ego in stile Pixar tramite una rapida opzione di scanning del proprio corpo/viso, si può entrare senza altri preamboli nel mondo preferito (ognuno composto da tre differenti episodi) e immergersi nell’atmosfera tipica delle pellicole Pixar. Le meccaniche di gioco sono piuttosto semplici e, ad eccezione delle sequenze dedicate a Cars, adottano soluzioni praticamente identiche. A prescindere quindi dal personaggio prescelto, l’obiettivo è sempre quello di giungere al termine del livello correndo, saltando, aggrappandosi a sporgenze e a corde. All’interno di ogni ambiente sono presenti semplici enigmi da risolvere e sono nascoste (in maniera più o meno semplici da individuare) delle monete d’oro che permettono di sbloccare nuovi contenuti che consentono, ad esempio, di raggiungere zone a prima vista inaccessibili. Per quanto riguarda il mondo di Cars invece, la struttura di gioco è quella tipica dei racing game; utilizzando un volante virtuale bisogna guidare la propria macchina in un percorso ricco di scorciatoie, saliscendi e biforcazioni, con la possibilità di utilizzare un turbo (o di saltare) per evitare le insidie presenti.

UN GIOCO DA BAMBINI

L’idea alla base di Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure è quella di creare un gioco per famiglie che possa essere utilizzato con soddisfazione da un bambino di cinque anni, ma che contenga al tempo stesso elementi di interesse anche per bambini più grandi. L’avventura si sviluppa quindi su più piani, con un primo strato (il semplice raggiungimento del traguardo) per nulla proibitivo e perfetto per un piccolo alle prime armi e un livello superiore (il recupero delle monete, la scoperta degli extra, l’ottenimento di punteggi record) che invece può essere interessante per bambini che hanno già un minimo di dimestichezza con i videogiochi. La volontà di creare un titolo per famiglie è confermata in maniera piuttosto evidente anche dalle scelte operate in fase di design della modalità multigiocatore. Tutte le avventure possono essere infatti vissute in cooperativa offline, mentre non sono state prese in considerazione opzioni competitive o online; l’idea è quindi chiaramente quella di divertirsi con fratelli/sorelle/genitori/amici nello stesso ambiente, senza dare vita a sfide o partite con sconosciuti.
Graficamente, almeno per gli standard dei giochi pensati per un pubblico molto giovane, Kinect Rush si comporta egregiamente - Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure
Graficamente, almeno per gli standard dei giochi pensati per un pubblico molto giovane, Kinect Rush si comporta egregiamente
Dal punto di vista prettamente tecnico, le sequenze che abbiamo provato hanno mostrato un livello di dettaglio nel complesso apprezzabile. La mano di Pixar in questi frangenti è evidente, con un comparto grafico che presenta una cura decisamente superiore rispetto a molti altri prodotti rivolti a un pubblico particolarmente giovane. Gradevole anche l’accompagnamento sonoro, che si avvale (almeno per quanto riguarda la versione originale, non abbiamo conferme riguardo a quella italiana) delle voci originali dei film. Apprezzabile l’implementazione di Kinect, con una risposta sufficientemente precisa ai comandi che contribuisce a garantire uno scorrimento dell’azione sempre fluido e privo di intoppi.

BERSAGLIO COLPITO!

Visto con gli occhi di un adulto, Kinect Rush: A Disney Pixar Adventure è un prodotto eccessivamente lineare e strutturato in maniera sin troppo semplice. È però facile capire come un bambino possa trovare affascinante la possibilità di interagire con i propri eroi avventurandosi nei mondi dei propri cartoni preferiti e come le meccaniche di gioco ideate dal team di Asobo siano ideali per fargli vivere un’esperienza gratificante. In quest’ottica, Kinect Rush sembra centrare in pieno il suo obiettivo e, se la versione definitiva confermerà quanto visto fino ad ora, diventerà un acquisto imprescindibile per chi ha dei figli appassionati dell’universo Pixar.

MUD - FIM Motocross World Championship

Tutta un'altra moto

Milestone torna nel fango, stavolta su due ruote.


Dopo anni spesi nelle simulazioni vere o presunte, il team milanese Milestone torna alle origini dell'epoca Screamer con un gioco off-road di stampo arcade. La differenza, però, sta nel fatto che parliamo di un titolo ispirato al motocross che comunque utilizza loghi, licenze, piloti e piste reali. Come si può coniugare questa doppia natura? Lo abbiamo scoperto alla presentazione del gioco, proprio nella sede del team di sviluppo.

troppo realismo può annoiare

Il problema di fondo, una volta acquisita la licenza MX1 e MX2, era rendere MUD più interessante dal punto di vista visivo rispetto alla concorrenza. Un difetto identificato dagli sviluppatori, in altri giochi di motocross, è la monotonia della grafica sopratutto negli scenari, per un'eccessiva fedeltà alle ambientazioni reali che di certo non brillano per ricchezza del paesaggio. La questione è stata risolta conservando il layout della pista ma prendendo varie licenze "artistiche" su quello che le sta attorno. Nel più classico stile arcade dei vecchi giochi da sala, troveremo grandi costruzioni, montagne e orizzonti che in realtà non esistono ma che danno al gioco un aspetto certamente più gradevole. Del resto, come annunciato in apertura, non siamo di fronte a una simulazione rigorosa bensì a un arcade con diversi elementi reali riscontrabili sopratutto in moto e piloti, nonché loghi e adesivi che caratterizzano ogni mezzo. Cuore del gioco, a livello di struttura delle gare, è la manovra chiamata "scrub", ovvero posizionare la moto lateralmente durante il salto per guadagnare all'atterraggio un breve effetto turbo e quindi un piccolo vantaggio sugli altri concorrenti. Ne abbiamo parlato direttamente con un vero pilota MX1 nell'intervista che trovate a questo indirizzo e, anche nel gioco, non è così semplice realizzarla senza cadere. Ma dà grande soddisfazione riuscire a piazzare un salto in scrub nei momenti in cui, magari, si lotta per le posizioni di testa. Oltre alle competizioni classiche concentrate sui primi arrivati a fine corsa, nel titolo completo ci sarà una sezione in stile freestyle che invece premia le evoluzioni, oltre al multiplayer solo via Internet.
Il dettaglio di moto e piloti è piuttosto elevato e si apprezza sopratutto da vicino - MUD - FIM Motocross World Championship
Il dettaglio di moto e piloti è piuttosto elevato e si apprezza sopratutto da vicino

quattro scalmanati sullo sterrato

Ma il cuore del gioco, come per altre uscite recenti targate Milestone, resta di nuovo la modalità carriera, qui ribattezzata MUD World Tour. Realizzata visivamente in stile fumetto, con un design che rimanda a MotorStorm Apocalypse, permette di scegliere tra quattro piloti che dovremo far evolvere attraverso le vittorie. In base ai risultati raggiunti, potremo migliorare varie caratteristiche legate allo stile di guida di ognuno, compresa la durata di potenziamenti quali l'energy drink. Quest'ultimo, rappresentato in fondo allo schermo come una lattina, si ricarica ad ogni giro (con una barra riempita a suon di trick) ed è una sorta di "nitro" che possiamo utilizzare già al via. Pur aumentando di parecchio la velocità, riduce di molto il controllo, quindi per pochi secondi possiamo praticamente andare solo dritti. Di conseguenza, va bilanciato insieme ai salti in scrub per inserire tutte e due le manovre nei momenti decisivi della gara. Tornando alla carriera, nell'arco della stagione potremo affrontare un ampio numero di competizioni, anche a checkpoint o eliminazione, guadagnando punti da distribuire su vari aspetti del pilota o nell'acquisto di accessori marchiati da sponsor reali. Ovviamente si parte dai team minori per arrivare a quelli più rappresentativi, a patto di ottenere buoni risultati e piazzamenti. Per quanto riguarda la scelta di gare disponibile, merita una citazione lo studio dietro alle sfide in arena, con scenari veramente fuori di testa. Uno su tutti, la pista ambientata sulla portaerei con tanto di velivoli parcheggiati e percorso obbligato sul bordo a strapiombo verso il mare.
Saltare, anche molto in alto, è facile, ma occhio all'atterraggio! - MUD - FIM Motocross World Championship
Saltare, anche molto in alto, è facile, ma occhio all'atterraggio!

primi giri di riscaldamento

Una prova diretta, sulla versione offerta alla stampa (al 75% dalla fine dei lavori) ha evidenziato un forte carattere arcade e una grande immediatezza dei comandi, oltre a un discreto impatto visivo. Non manca ovviamente quello che è diventato lo standard per i giochi su sterrato dall'ultimo Sega Rally, ovvero la deformazione del terreno che con il tempo si rovina e riporta i segni del nostro passaggio. Gli aspetti migliori si ritrovano nel dettaglio delle moto e nei movimenti dei piloti, sopratutto in campo PC, dove la maggiore pulizia della grafica e l'effetto 3D su schede Nvidia aumentano il coinvolgimento in gara. Le versioni PS3 e Xbox 360 sono apparse invece molto simili, con un leggero vantaggio della console Sony sul lato della fluidità, ma un dettaglio complessivamente alla pari. Per quanto riguarda il gameplay, MUD non tradisce le sue origini e risulta estremamente semplice da imparare, anche troppo per un giocatore esperto del genere racing. Nella versione provata, infatti, gli avversari erano molto malleabili e poco competitivi anche a livello Hard, mentre i mezzi avevano una manovrabilità talvolta surreale. Ad ogni modo, il team di sviluppo ha spiegato che molti aspetti, visuali comprese, sono ancora da perfezionare, sopratutto per quel che concerne l'intelligenza artificiale. Quel che è certo è che a livello visivo questo nuovo titolo non ha nulla da invidiare alle più blasonate serie statunitensi, anche in virtù della colonna sonora tipicamente "alternativa". Vedremo, nei prossimi incontri con il gioco, se la nuova moto targata Milestone riuscirà a saltare più in alto di tutti i rivali.