lunedì 24 dicembre 2012

Guardians of Middle-earth

Difendiamo la Terra di Mezzo

MOBA su console... si può fare!


Per molto tempo, la semplice idea che un MOBA potesse approdare su console pareva un'eresia, e prima di mettere le mani su Guardians of Middle-Earth sarebbe stato francamente difficile pensarla diversamente. Questa nuova escursione nella Terra di Mezzo videoludica dimostra invece che il Multiplayer Online Battle Arena è un genere che può avere un suo futuro anche al di fuori del PC, purché si sia disposti a scendere a patti con qualche limitazione.
22 GUARDIANI PER DOMARLI Tanti erano i dubbi, e tutti legittimi, intorno alla necessità e alla possibilità di successo di un MOBA pensato per le console casalinghe, ma Monolith è stata in grado di scioglierli quasi tutti, raggiungendo un risultato forse insperato, anche se a dire il vero non del tutto soddisfacente.
I personaggi disponibili sono un mix tra quelli estratti dalle opere di Tolkien e altri inventati per l'occasione. I puristi avranno di che inorridire - Guardians of Middle-earth
I personaggi disponibili sono un mix tra quelli estratti dalle opere di Tolkien e altri inventati per l'occasione. I puristi avranno di che inorridire
Lo scoglio principale rappresentato dal sistema di controllo è stato superato brillantemente, favorendo l'intuitività alla completezza. Poiché è impossibile pensare di replicare la precisione del mouse attraverso il pad la prima scelta è stata quella di eliminare gli attacchi diretti, ricorrendo quasi esclusivamente ad attacchi AOE (ad area). Soluzione più che comprensibile, considerando che in tutte quelle occasioni in cui è invece necessario dirigere un attacco verso un nemico specifico finirete per odiare la sensibilità dello stick analogico destro del vostro pad. Un po' meno intuitivo invece è il posizionamento delle abilità speciali sul dorsale, ma evidentemente bisognava fare di necessità virtù per evitare di complicare ulteriormente un'interfaccia che a primo acchito lascia basiti per l'immane quantità di informazioni con cui vi travolgerà.
La difesa delle proprie torri e l'attacco a quelle avversarie è, sostanzialmente, il succo del gioco - Guardians of Middle-earth
La difesa delle proprie torri e l'attacco a quelle avversarie è, sostanzialmente, il succo del gioco
Nonostante le diverse semplificazioni apportate rispetto ai più noti esponenti del genere giocabili su PC – per esempio la sostituzione degli upgrade presso la propria base con un sistema di gemme gestito autonomamente - Guardians of Middle-Earth si presenta come un gioco poco propenso a fare sconti ai novellini. Al termine del breve tutorial, muniti delle informazioni basilari acquisite nei minuti precedenti, si viene catapultati sui campi di battaglia online dove si verrà rapidamente trasformati in carne da cannone prima ancora che si possa avere una vaga idea di cosa stia succedendo a video.
22 GUARDIANI PER GHERMIRLI Risiede qui il difetto principale del gioco, una curva di apprendimento che inizialmente si presenta come una parete verticale a causa dell'eccessiva confusione delle battaglie, dovuta soprattuitto alla presenza a video di tonnellate di informazioni in contemporanea e alla molteplicità di compiti che bisogna svolgere nel corso di una partita a cui il gioco non prepara. Le prime partite online, ambiente già di per se piuttosto selettivo, si rivelano in molti casi un vero e proprio massacro. Sono limiti connaturati al genere, che potevano tuttavia essere aggirati tenendo a mente l'alta probabilità che Guardians of Middle Earth possa essere il primo e solo MOBA mai provato da buona parte dei giocatori su console.
La sezione illuminata in blu rappresenta l'area su cui può avere effetto l'attacco al momento selezionato - Guardians of Middle-earth
La sezione illuminata in blu rappresenta l'area su cui può avere effetto l'attacco al momento selezionato
D'altra parte, gli scaffali sono pieni di giochi in cui si può arrivare al finale premendo sostanzialmente solo uno o due tasti, e Guardians si rivolge invece a un altro tipo di utenza, vogliosa di cimentarsi con un gioco arduo, ma gratificante. Perché sì, Guardians ha delle richieste piuttosto elevate, soprattutto in termini di tempo e pazienza, tenendo presente che ci vorrà qualche giorno prima di riuscire a comprendere a sufficienza le meccaniche del gioco. E nel frattempo dovrete sopportare una discreta sequela di partite vissute in balia degli avversari, facendo probabilmente innervosire i giocatori in squadra con voi. A rendere ancora più doloroso il calvario, la sconfitta non si presenterà sotto forma di una rapida disfatta, ma piuttosto di una lenta agonia che può arrivare a durare più di un'ora qualora la partita non abbia una durata prefissata.
Mappa, timer, abilità, attacchi, compagni, nemici, gemme... le informazioni da tenere sott'occhio sono davvero tante - Guardians of Middle-earth
Mappa, timer, abilità, attacchi, compagni, nemici, gemme... le informazioni da tenere sott'occhio sono davvero tante
Quando però arriva il momento in cui finalmente si comprende appieno ciò che si sta facendo, come lo si sta facendo, e in risposta a quelli azioni dell'avversario bisognerebbe farlo, allora il gioco assume tutto un altro sapore. Trattandosi di un genere che prevede necessariamente lo scontro online tra due squadre, parte della propria soddisfazione personale deriva anche dalla fortuna di incontrare compagni – e avversari – leali e affiatati, in grado cioè di lavorare di squadra e non trasformare le partite in uno scontro tra cinque individui che cercano di massimizzare la propria prestazione mentre si scontrano contro altri cinque tizi che fanno altrettanto. Certo, non bisogna farsi abbattere dal primo impatto e sperare che la comunità online riesca a consolidarsi per rimanere viva abbastanza a lungo, ma la ricompensa è un'esperienza finalmente fresca e nuova, quanto meno per coloro declinano il videogioco solo su console

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