Il percorso di avvicinamento all’uscita di Hitman Absolution
prosegue a ritmo serrato e senza momenti di pausa. Dopo aver assistito a
una prima presentazione negli uffici milanesi di Halifax, siamo tornati
sul “luogo del delitto” per mettere le mani su una versione preview che
ci ha permesso di vestire i panni dell’Agente 47 e vivere le fasi
iniziali della sua nuova avventura…
UN ASSASSINO TRA LA FOLLA
Superata la sequenza iniziale, che svolge il doppio compito
introduzione alla storia (su cui non abbiamo intenzione di soffermarci
per evitare il rischio di pericolosi spoiler) e di tutorial, siamo
entrati subito nel vivo dell’azione affrontando in rapida successione
una serie di missioni che ci hanno permesso di attraversare alcune zone
già presentate dagli sviluppatori nel corso degli ultimi mesi (la
Chinatown di Chicago, la biblioteca) e porzioni ancora inedite della
città. Gli obiettivi da portare a termine erano fondamentalmente
suddivisi in due filoni, ovvero l’eliminazione di specifici personaggi e
il raggiungimento di particolari punti sia per fuggire dai nemici che
per recuperare informazioni di vitale importanza.
Ogni
livello offre diverse soluzioni per giungere all'obiettivo finale.
L'eliminazione dei bersagli può avvenire in maniera diretta oppure
utilizzando ciò che ci circonda
La componente stealth si è confermata assoluta protagonista della
struttura di gioco, con le notevoli possibilità offerte dall’ambiente
circostante a garantire una libertà d’azione e un potere decisionale di
tutto rispetto; anche se le missioni a cui abbiamo preso parte non si
sono mai sviluppate in aree particolarmente ampie abbiamo sempre trovato
diverse opzioni a nostra disposizione, tutte con la medesima
possibilità di riuscita. Osservare con attenzione tutto quanto circonda
l’agente 47 è un’operazione di vitale importanza e, insieme alla
pianificazione di ogni singola mossa, può fare la differenza tra
un’operazione portata a termine senza inutili spargimenti di sangue e
una pericolosa sparatoria tra la folla. L’uccisione del “Re di
Chinatown”, sequenza mostrata più volte dagli sviluppatori, è
esemplificativa di quanto appena scritto; in un’area aperta composta da
una zona centrale e da alcune vie laterali in cui si muovono decine di
ignari passanti sono disponibili soluzioni di ogni genere, dalle più
dirette e visivamente spettacolari alle più subdole e inaspettate. Si
vuole risolvere la faccenda con “il botto”? Semplice, basta piazzare
dell’esplosivo sulla macchina del “Re”, farne partire l’allarme e
attendere che il nostro bersaglio si avvicini per far scattare il
detonatore. Si vuole colpire dalla distanza? Altrettanto semplice, basta
recarsi in un punto sopraelevato e sfruttare un fucile da cecchino. Si
vuole far apparire la morte come uno sfortunato incidente? Basta sparare
a una carrucola che sostiene un carico di tubi metallici mentre il
nostro obiettivo si trova sotto di essa.
Il colpo d’occhio e il guizzo fantasioso che possono permettere di
individuare tutte queste soluzioni alternative al classico colpo di
pistola sparato a bruciapelo sono agevolate dall’istinto, un’abilità
speciale (gestita tramite un’apposita barra energetica) che permette di
attivare una sorta di visione a infrarossi con indicazioni sul
posizionamento di nemici e di oggetti utili. L’istinto può poi essere
utilizzato per incrementare le possibilità di passare inosservati nei
pressi di npc che indossano il nostro stesso abbigliamento e per
attivare il point shooting, una sorta di bullet time che consente di
selezionare i bersagli e di sparare in rapida sequenza riducendo al
minimo le chance di attacco dei nemici.
UNA MISSIONE SENZA SBAVATURE
Oltre a proporre un obiettivo principale legato allo sviluppo della
trama, ogni missione offre alcune sfide che possono essere portate a
termine soddisfacendo particolari requisiti di gioco. Alcune di queste
sfide sono comuni ad ogni livello (ad esempio giungere alla conclusione
senza mai indossare alcun tipo di travestimento), mentre altre
riguardano situazioni particolari e variano da ambientazione ad
ambientazione. All’interno della biblioteca, ad esempio, si potranno
ottenere punti extra facendo crollare un candelabro su un poliziotto,
cogliendo di sorpresa un nemico e nascondendone il corpo in una cassa,
utilizzando un particolare poliziotto come scudo umano, fuggendo senza
essere mai individuati oppure creando dei diversivi (come l’accensione
di una radio) capaci di distrarre per alcuni istanti gli npc. Tutti gli
obiettivi secondari completati, uniti alle prestazioni nella missione
principale confluiscono nella valutazione finale che accompagna la
conclusione di ogni livello; in linea generale, Hitman Absolution è un
titolo che premia le capacità del giocatore di agire nella maniera più
“pulita” possibile e in cui l’uccisione indiscriminata dei nemici porta
all’assegnazione di un “malus” che può inficiare in maniera più o meno
consistente la performance.
Lo svolgersi dell'azione è accompagnato da musiche che mutano in maniera dinamica in base a quanto sta accadendo su schermo
Partendo da questo presupposto, è comunque importante sottolineare come
Hitman Absolution offra una notevole gamma di soluzioni nelle fasi di
eliminazione dei nemici. L’agente 47 dispone infatti di un arsenale
decisamente corposo e che comprende, oltre alla sua dotazione personale,
tutte le armi e gli oggetti recuperati nel corso dell’avventura. Non
solo pistole e fucili quindi, ma anche coltelli pronti a infilarsi nel
cranio dei malcapitati nemici dopo essere stati scagliati con
incredibile precisione da metri di distanza. L’ambiente circostante può
inoltre fungere da “aiutante” (ad esempio, sorprendendo un nemico alle
spalle nei pressi di una balaustra si può decidere di lanciarlo oppure
di stordirlo), così come è possibile utilizzare un npc come un vero e
proprio scudo umano per proteggersi temporaneamente.
A TU PER TU CON L’ASSASSINO
Il nostro incontro con l’agente 47 si è protratto per quasi quattro
ore, con una serie di spostamenti nella città di Chicago che ci hanno
portato a visitare un albergo, ad attraversare una biblioteca, a
infiltrarci in una casa durante una retata della narcotici, a indugiare
per qualche minuto all’interno di un night club e a fuggire da una
fermata della metropolitana pattugliata da decine di agenti. Sorvolando
su alcuni espedienti che i programmatori hanno dovuto inserire per
consentire lo sfruttamento di alcune meccaniche di gioco (i nemici hanno
tutti la stessa taglia dell’agente 47 e ogni ambientazione è piena di
cassonetti o di oggetti analoghi in cui nascondere i cadaveri dei
nemici) l’impressione è che Hitman Absolution riesca in pieno nel suo
obiettivo. Si tratta di un titolo dal ritmo piuttosto compassato, capace
di regalare grandi soddisfazioni grazie alla buona quantità di varianti
disponibili e in cui le fasi di pianificazione e di osservazione sono
tanto importanti quanto l’azione stessa. L’unico elemento che ha destato
un minimo di perplessità è stata l’intelligenza artificiale dei nemici,
che in alcuni frangenti sono apparsi piuttosto distratti e poco
reattivi; a questo riguardo è però importante sottolineare la presenza
di cinque livelli di difficoltà che, a detta degli sviluppatori,
dovrebbero garantire una sfida adeguata sia per i principianti che per
gli appassionati del genere stealth.
A questo punto non ci resta che attendere il 20 novembre (qualche giorno
prima per la recensione) per capire se le ottime sensazioni provate
durante questa sessione di preview saranno confermate anche nella
versione definitiva e per scoprire se il ritorno in scena dell’agente 47
potrà essere considerato un trionfo oppure no.
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