domenica 4 novembre 2012

Hitman Absolution

Il percorso di avvicinamento all’uscita di Hitman Absolution prosegue a ritmo serrato e senza momenti di pausa. Dopo aver assistito a una prima presentazione negli uffici milanesi di Halifax, siamo tornati sul “luogo del delitto” per mettere le mani su una versione preview che ci ha permesso di vestire i panni dell’Agente 47 e vivere le fasi iniziali della sua nuova avventura…

UN ASSASSINO TRA LA FOLLA

Superata la sequenza iniziale, che svolge il doppio compito introduzione alla storia (su cui non abbiamo intenzione di soffermarci per evitare il rischio di pericolosi spoiler) e di tutorial, siamo entrati subito nel vivo dell’azione affrontando in rapida successione una serie di missioni che ci hanno permesso di attraversare alcune zone già presentate dagli sviluppatori nel corso degli ultimi mesi (la Chinatown di Chicago, la biblioteca) e porzioni ancora inedite della città. Gli obiettivi da portare a termine erano fondamentalmente suddivisi in due filoni, ovvero l’eliminazione di specifici personaggi e il raggiungimento di particolari punti sia per fuggire dai nemici che per recuperare informazioni di vitale importanza.
Ogni livello offre diverse soluzioni per giungere all'obiettivo finale. L'eliminazione dei bersagli può avvenire in maniera diretta oppure utilizzando ciò che ci circonda - Hitman Absolution
Ogni livello offre diverse soluzioni per giungere all'obiettivo finale. L'eliminazione dei bersagli può avvenire in maniera diretta oppure utilizzando ciò che ci circonda
La componente stealth si è confermata assoluta protagonista della struttura di gioco, con le notevoli possibilità offerte dall’ambiente circostante a garantire una libertà d’azione e un potere decisionale di tutto rispetto; anche se le missioni a cui abbiamo preso parte non si sono mai sviluppate in aree particolarmente ampie abbiamo sempre trovato diverse opzioni a nostra disposizione, tutte con la medesima possibilità di riuscita. Osservare con attenzione tutto quanto circonda l’agente 47 è un’operazione di vitale importanza e, insieme alla pianificazione di ogni singola mossa, può fare la differenza tra un’operazione portata a termine senza inutili spargimenti di sangue e una pericolosa sparatoria tra la folla. L’uccisione del “Re di Chinatown”, sequenza mostrata più volte dagli sviluppatori, è esemplificativa di quanto appena scritto; in un’area aperta composta da una zona centrale e da alcune vie laterali in cui si muovono decine di ignari passanti sono disponibili soluzioni di ogni genere, dalle più dirette e visivamente spettacolari alle più subdole e inaspettate. Si vuole risolvere la faccenda con “il botto”? Semplice, basta piazzare dell’esplosivo sulla macchina del “Re”, farne partire l’allarme e attendere che il nostro bersaglio si avvicini per far scattare il detonatore. Si vuole colpire dalla distanza? Altrettanto semplice, basta recarsi in un punto sopraelevato e sfruttare un fucile da cecchino. Si vuole far apparire la morte come uno sfortunato incidente? Basta sparare a una carrucola che sostiene un carico di tubi metallici mentre il nostro obiettivo si trova sotto di essa.
Il colpo d’occhio e il guizzo fantasioso che possono permettere di individuare tutte queste soluzioni alternative al classico colpo di pistola sparato a bruciapelo sono agevolate dall’istinto, un’abilità speciale (gestita tramite un’apposita barra energetica) che permette di attivare una sorta di visione a infrarossi con indicazioni sul posizionamento di nemici e di oggetti utili. L’istinto può poi essere utilizzato per incrementare le possibilità di passare inosservati nei pressi di npc che indossano il nostro stesso abbigliamento e per attivare il point shooting, una sorta di bullet time che consente di selezionare i bersagli e di sparare in rapida sequenza riducendo al minimo le chance di attacco dei nemici.

UNA MISSIONE SENZA SBAVATURE

Oltre a proporre un obiettivo principale legato allo sviluppo della trama, ogni missione offre alcune sfide che possono essere portate a termine soddisfacendo particolari requisiti di gioco. Alcune di queste sfide sono comuni ad ogni livello (ad esempio giungere alla conclusione senza mai indossare alcun tipo di travestimento), mentre altre riguardano situazioni particolari e variano da ambientazione ad ambientazione. All’interno della biblioteca, ad esempio, si potranno ottenere punti extra facendo crollare un candelabro su un poliziotto, cogliendo di sorpresa un nemico e nascondendone il corpo in una cassa, utilizzando un particolare poliziotto come scudo umano, fuggendo senza essere mai individuati oppure creando dei diversivi (come l’accensione di una radio) capaci di distrarre per alcuni istanti gli npc. Tutti gli obiettivi secondari completati, uniti alle prestazioni nella missione principale confluiscono nella valutazione finale che accompagna la conclusione di ogni livello; in linea generale, Hitman Absolution è un titolo che premia le capacità del giocatore di agire nella maniera più “pulita” possibile e in cui l’uccisione indiscriminata dei nemici porta all’assegnazione di un “malus” che può inficiare in maniera più o meno consistente la performance.
Lo svolgersi dell'azione è accompagnato da musiche che mutano in maniera dinamica in base a quanto sta accadendo su schermo - Hitman Absolution
Lo svolgersi dell'azione è accompagnato da musiche che mutano in maniera dinamica in base a quanto sta accadendo su schermo
Partendo da questo presupposto, è comunque importante sottolineare come Hitman Absolution offra una notevole gamma di soluzioni nelle fasi di eliminazione dei nemici. L’agente 47 dispone infatti di un arsenale decisamente corposo e che comprende, oltre alla sua dotazione personale, tutte le armi e gli oggetti recuperati nel corso dell’avventura. Non solo pistole e fucili quindi, ma anche coltelli pronti a infilarsi nel cranio dei malcapitati nemici dopo essere stati scagliati con incredibile precisione da metri di distanza. L’ambiente circostante può inoltre fungere da “aiutante” (ad esempio, sorprendendo un nemico alle spalle nei pressi di una balaustra si può decidere di lanciarlo oppure di stordirlo), così come è possibile utilizzare un npc come un vero e proprio scudo umano per proteggersi temporaneamente.

A TU PER TU CON L’ASSASSINO

Il nostro incontro con l’agente 47 si è protratto per quasi quattro ore, con una serie di spostamenti nella città di Chicago che ci hanno portato a visitare un albergo, ad attraversare una biblioteca, a infiltrarci in una casa durante una retata della narcotici, a indugiare per qualche minuto all’interno di un night club e a fuggire da una fermata della metropolitana pattugliata da decine di agenti. Sorvolando su alcuni espedienti che i programmatori hanno dovuto inserire per consentire lo sfruttamento di alcune meccaniche di gioco (i nemici hanno tutti la stessa taglia dell’agente 47 e ogni ambientazione è piena di cassonetti o di oggetti analoghi in cui nascondere i cadaveri dei nemici) l’impressione è che Hitman Absolution riesca in pieno nel suo obiettivo. Si tratta di un titolo dal ritmo piuttosto compassato, capace di regalare grandi soddisfazioni grazie alla buona quantità di varianti disponibili e in cui le fasi di pianificazione e di osservazione sono tanto importanti quanto l’azione stessa. L’unico elemento che ha destato un minimo di perplessità è stata l’intelligenza artificiale dei nemici, che in alcuni frangenti sono apparsi piuttosto distratti e poco reattivi; a questo riguardo è però importante sottolineare la presenza di cinque livelli di difficoltà che, a detta degli sviluppatori, dovrebbero garantire una sfida adeguata sia per i principianti che per gli appassionati del genere stealth.
A questo punto non ci resta che attendere il 20 novembre (qualche giorno prima per la recensione) per capire se le ottime sensazioni provate durante questa sessione di preview saranno confermate anche nella versione definitiva e per scoprire se il ritorno in scena dell’agente 47 potrà essere considerato un trionfo oppure no.

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