Treyarch ci ha mostrato il nuovo Call of Duty. Ecco tutti i dettagli.
A un mese dall'approdo sugli scaffali del nuovo capitolo di Call
of Duty: Black Ops II, abbiamo avuto modo di incontrare Treyarch e
scambiare quattro chiacchiere con Jay Puryear – brand manager della
compagnia – che ha fatto il punto della situazione sulle tre principali
modalità di gioco, svelandoci alcune novità sul comparto multiplayer e
confermando i rumor trapelati sull'attesissima modalità Zombie. ZOMBIES ARE BACK
Piatto forte della presentazione è stata la presentazione dello Zombie
Mode che ora offre diverse modalità di gioco. La principale è stata
ribattezzata Tranzit, nuovo nome per lo Story Mode che riprende le fila
del discorso da quanto successo del primo Black Ops, Rezurrection. Nuovi
zombie, nuovi personaggi, e il più esteso mondo di gioco invaso da
zombie mai visto – a detta di Treyarch! (ma gli sviluppatori di DayZ
potrebbero avere qualcosa da obiettare) - per questa modalità che potrà
essere affrontata da 1 a 4 giocatori in cooperativa. Da quanto si è
potuto intuire, Tranzit prevede più scenari collegati tra loro che
potranno essere raggiunti anche attraverso l'uso di un pullman, ma
tuttavia ancora non è chiaro se questo verrà guidato dalla CPU o
lasciato al diretto controllo del giocatore. Le ambientazioni inoltre
offriranno dei Buildables, oggetti che potranno essere combinati
tra loro per trasformarsi in strumenti utili alla sopravvivenza. Anche
su questo dettaglio tuttavia Treyarch non si è sbottonata più di tanto e
per saperne di più sul loro funzionamento probabilmente bisognerà
aspettare di mettere le mani su una versione definitiva del gioco.
Sotto
il punto di vista grafico Black Ops impressiona come da aspettative, in
particolare nella migliorata gestione delle fonti di luce
Sulla modalità Survival invece c'è poco da dire: si presenta come la
più classica gara di resistenza che vede impegnati fino a 4 giocatori
contro orde di zombie via via più numerosi e affamati.
Modalità di gioco inedita e ancora piuttosto misteriosa è invece Grief,
definita dagli sviluppatori come un 4z4: due squadre da quattro si
affrontano su un campo di battaglia invaso da zombie con l'obiettivo di
rendere gli avversari delle prede per i mangiatori di cervella non
morti. Non sarà dunque possibile uccidere direttamente i giocatori
avversari, ma solamente influire sul loro livello di Grief, valore che
condiziona l’appetibilità del giocatore per i morti viventi. L'unico
dettaglio aggiuntivo che ci è stato rivelato riguarda la composizione
delle due squadre: la modalità ospita un minimo di 2 giocatori e un
massimo di 8, permettendo varie combinazioni, da ciò si desume che sia
possibile giocare partite di umani vs bot vs zombie o partite miste con
squadre composte sia da umani che da bot.
Come la sezione multiplayer – che tratteremo tra poco – anche il
comparto multigiocatore di Zombie gode di un matchmaking migliorato che
permetterà anche di allestire partite personalizzate con set di regole
decise dal giocatore.
L'approccio
stealth utilizzato all'inizio della missione che ci è stata mostrata è
andato rapidamente a gambe all'aria, travolto da una pioggia di piombo
ed esplosioni
Visto il successo ottenuto presso i fan, Zombie si sta conquistando
sempre più spazio nell'immaginario collettivo associato al brand,
nonostante il recente proliferare di giochi con protagonisti i non
morti. Spinti dalla curiosità, abbiamo chiesto a Jay se in Treyarch
abbiano mai pensato a fare di Zombie un'esperienza stand alone,
distaccandola da CoD, ma la risposta è stata secca: “Zombie è parte
integrante dell'universo di Call of Duty e abbiamo intenzione di
continuare a migliorarlo e allargarlo per soddisfare le richieste dei
fan: siamo molto felici del ruolo che Zombie ricopre oggi all'interno
del brand”.
SINGLE PLAYER
Come ogni CoD che si rispetti, anche Black Ops II potrà contare su una
campagna per il giocatore singolo in grado di rivaleggiare con le
produzioni hollywoodiane sul piano della spettacolarità. La storia ruota
attorno a una nuova guerra fredda tra Usa e Cina, degenerata a causa
del sabotaggio terrorista operato da un terrorista di nome Raul
Menendez, doppiato in italiano da Giancarlo Gianni. Grazie anche alla
collaborazione in fase di scrittura di David Goyer, già autore della
sceneggiatura del Batman cinematografico di Nolan, gli sforzi quest'anno
si sono concentrati sulla figura del villain: la volontà di Treyarch è
quella di approfondire le motivazioni e il passato di Menendez,
rendendolo così un personaggio tridimensionale, che ha seguito un suo
percorso che l'ha portato ad essere la persona che incontrerete nel
gioco. Anche per questo la storia si dipanerà su due piani temporali, il
1980 e il 2025. Il rischio in questo caso è sempre quello di toccare
temi politici scottanti, capaci di scatenare controversie pericolose per
il destino commerciale del titolo. “Ne siamo consapevoli, ovviamente,
ma non è mai stato nelle nostre intenzioni veicolare una qualche
ideologia. Lo scopo è piuttosto mettere in scena quelle frizioni al solo
scopo di dare il via alla storia che vogliamo raccontare. Nel corso del
racconto copriamo un periodo temporale di 45 anni piuttosto ampio
proprio al fine di far comprendere chi sia Raul Menendez, quali eventi
abbia affrontato e come questi lo abbiano cambiato. È una storia che
teniamo molto a raccontare” ha proseguito Jay Puryear, “e il background
serve a costruire uno scenario plausibile, il lato politico non è mai
stato un aspetto che ci interessasse toccare”.
Una torretta è l'ideale per proteggersi sul ponte di Hijack, che è esposto agli attacchi su diversi lati
Grande attenzione è stata prestata alla realizzazione di armi e
gadget futuristici che possano risultare plausibili in uno scenario
bellico proiettato di quasi 15 anni nel futuro. Per raggiungere questo
obiettivo Treyarch si è rivolta a studiosi della disciplina militare, e
possiamo assicurarvi che il risultato è più che convincente. Nel breve
accenno di campagna che ci è stato mostrato, la fase iniziale del
secondo capitolo “Celerium” ambientato nel Myanmar del 2025, il
protagonista David Mason – figlio di quel Alex Mason protagonista del
precedente Black Ops – è stato in grado di raggiungere un accampamento
nemico posto al centro di una fitta giungla, scalando prima una parete
rocciosa con dei guanti che gli hanno garantito un saldo appiglio anche
sulla superficie scivolosa – molto simili a quelli indossati da Tom
Cruise nella famosa scena della scalata al grattacielo in Dubai nel
recente Mission Impossible 4 – per poi lanciarsi in una lunga planata
indossando una tuta aerodinamica. Si è trattata ad ogni modo di una
delle tipiche sequenze spettacolari, ma semiinterattive, a cui CoD ci ha
abituato. L'attività del giocatore in questo frangente si limitava
infatti alla pressione di un tasto al momento giusto o al movimento
della leva analogica per simulare l'oscillazione mentre il compagno di
cordata a video faceva da perno. Proseguendo nella missione inoltre
abbiamo notato che, come naturale, non solo il vostro alter ego potrà
contare su orpelli tecnologici all'ultimo grido: anche i nemici visti in
azione sfruttavano avanzate tute mimetiche in grado di riprodurre
l'ambiente alle loro spalle rendendoli sostanzialmente invisibili dalla
distanza.
Anche gli scudi fanno il loro ritorno. Questa volta sarà possibile poggiarli al suolo e raccoglierli in un secondo momento
Non abbiamo purtroppo avuto modo di osservare in presa diretta le
missioni Strike Force che rappresentano la principale introduzione nella
campagna single player, ma Jay ci ha assicurato che potranno essere
giocate sia con una visuale tattica, in cui impartire ordini ai
compagni, sia in prima persona, e che il loro svolgimento avrà
ripercussioni sulle missioni principali che potranno svolgersi in modo
diverso a seconda dei risultati ottenuti. Il risalto riposto sulla loro
introduzione ci ha fatto quasi sospettare che Treyarch possa avere in
mente una svolta più tattica per la serie in futuro, ma Jay ha smentito
le nostre supposizioni: “Ad essere onesti, la nostra prospettiva è
diversa. Quel che volevamo era portare qualche innovazione nella
campagna. Poi ovviamente abbiamo imparato che le cose possono evolversi
in modo diverso quando incontrano il favore dei fan, come successo con
Zombie che è nato come una sorta di easter egg per World at War. Non sto
dicendo che Strike Force seguirà la stessa strada, ciò che spero è che i
nostri fan apprezzino molto queste nuove missioni." MULTIPLAYER
Anche sul fronte multiplayer, cuore pulsante dell'esperienza CoD per
milioni di giocatori ogni anno, nuovi dettagli si aggiungono a quanto
già rivelato durante le conferenze estive, andando così a comporre un
quadro ormai abbastanza definito del comparto multigiocatore. Anche in
questo caso l'attenzione è stata rivolta all'alto grado di libertà
lasciato al giocatore su ogni versante dell'esperienza competitiva
online. Portabandiera di questa nuova filosofia è il sistema Pick10 per
la gestione dell'equipaggiamento, che una volta testato sul campo si è
dimostrato versatile e intuitivo, permettendo di modificare radicalmente
le combinazioni di base proposte o addirittura stravolgerle facendo
ricorso alle Wild Cards. Reazione positiva anche per gli Scorestreak: il
loro numero al lancio sarà limitato a 22, e alcuni di essi saranno
controllati dalla IA del gioco, mentre altri potranno essere manovrati
in prima persona: tra questi ultimi figurano naturalmente droni di ogni
specie, volanti o cingolati, destinati inevitabilmente a invadere i
campi di battaglia virtuali. Le modalità di gioco saranno 9, tra cui
spicca il ritorno di Kill Confirmed e l'introduzione di Hard Point, una
rivisitazione del classico King of the Hill in cui i team devono
assumere il controllo di una parte dello scenario, che si sposterà
periodicamente, e difenderla accumulando punti. Altra novità rispetto
alla passata edizione di Black Ops è la possibilità di ottenere XP e
sbloccare Unlocks anche nella modalità Party.
Ci
siamo fatti distrarre più volte dalle scariche elettriche provenienti
dai cavi: un errore che si è rivelato quasi sempre fatale
Le tre mappe su cui ci è stato permesso di fare qualche partita
presentavano tre ambientazioni molto diverse tra loro. Hijack ci porta
su un yatch ormeggiato in mezzo al mare, che si divide ovviamente tra
una zona piuttosto ampia e scoperta sul ponte e una serie di cabine più
strette collegate tra loro, particolarmente adatta per Hard Point.
Express invece è una stazione ferroviaria disposta su due livelli dove
si dovrà fare attenzione anche ai pericoli rappresentati dai treni in
transito. La più ispirata e dettagliata però ci è apparsa essere
Overflow, ambientata in Afghanistan tra vicoli polverosi, bancarelle,
insegne e scalinate che conducono a strette finestre, nido naturale di
cecchini.
Se quanto letto finora suona interessante, ma allo stesso tempo poco
comprensibile perché non avete mai giocato in precedenza un titolo della
serie Call of Duty, non disperate: Treyach ha pensato anche a voi con
la sezione di allenamento specifica, utile sia per i giocatori alle
primissime armi, sia per coloro che vogliono prendere la mano col gioco
senza l'assillo della competizione. Si tratta di una modalità di
allenamento divisa in tre aree: il Bootcamp, accessibile esclusivamente
ai giocatori di livello 1-10, in cui due squadre composte da 3 umani e
tre bot si sfidano in un deathmatch a squadre; Objective, identica alla
precedente nella composizione delle squadre, ma focalizzata sulle
modalità che prevedono un obiettivo diverso dalla semplice uccisione
degli avversari, come Hard Point o Domination; infine Bot Stomp, un 6vs6
tra umani e bot senza vincoli di livello pensata principalmente per i
clan, che avranno così a disposizione uno spazio per allenarsi, ideare
tattiche e metterle in pratica. Quest'ultima modalità, a differenza
delle altre, non conferisce XP.
Notate
il tocco di classe dell'impronta del dito sul mirino. Sempre che
riusciate e a distogliere lo sguardo dal drone, ovviamente
I veterani che invece scaleranno in fretta i 55 livelli, potranno
lanciarsi sul Prestige, perfezionato rispetto a quanto visto nel
capitolo precedente. Come già noto, per affrontare i 10 livelli di
Prestige non è più necessario rinunciare a XP e Challenge. Inoltre, i
token sbloccati coi livelli di Prestige avranno particolari abilità,
come quelle di sbloccare permanentemente Unlocks senza sottostare ai
limiti di livelli necessari. Novità assoluta invece è la possibilità di
sfruttare il Refund, un rimborso totale dei token già utilizzati da
ricollocare a piacimento, possibilità che permette ovviamente di
esplorare nuove strade nella specializzazione del proprio personaggio, e
che può offrire una componente di rigiocabilità nella modalità
multiplayer anche ai giocatori più incalliti. Se quanto proposto però
non dovesse bastarvi potete sempre allestire una partita personalizzata e
stabilire voi stessi le regole, scegliendo tra tutte le modalità
presenti e agendo su diversi parametri, tra cui la disponibilità o meno
di oggetti e armi, arrivando a modificare addirittura il sistema Pick10
che può essere ridotto a tre soltanto o ampliato fino a 17. Fanno il
loro ritorno anche gli emblemi, che andranno ad ornare la vostra
Playercard, sbloccabili attraverso il superamento delle mille e più
Challenge presenti nel gioco. L'editor per la modifica degli emblemi è
stato ulteriormente potenziato e consente di di dare libero sfogo alla
fantasia. Naturalmente l'uso di un emblema non è solamente estetico:
sfoggiarne uno ottenibile solo grazie a una Challenge particolarmente
ostica dà subito l'idea ai vostri avversari di quale stoffa siete fatti.
CINEMA
Ritocchi, miglioramenti, aggiunte e connessioni social - ormai
immancabili - anche per la modalità Theater, sia per gli aspiranti
registi, sia per gli spettatori. I primi potranno posizionare la
telecamera virtuale in qualunque punto della mappa per sfruttare
l'inquadratura più adatta in ogni occasione o fare ricorso a una dolly
cam virtuale, mentre i secondi avranno a disposizione segnalibri per
catalogare i video preferiti, opzioni di like/dislike per influenzare le
classifiche di visualizzazione e un gran numero di metadata a video
durante gli streaming, dal punteggio alle prestazioni dei singoli
giocatori, fino alla possibilità di richiamare una mappa –
visualizzabile anche tramite picture in picture – con cui studiare le
posizioni e i movimenti dei giocatori sul campo di gioco.
Le armi non possono essere modificate con l'uso di Perk, ma solo tramite appositi accessori
TRE GIOCHI IN UNO
Se non fosse bastata la lista di novità snocciolate finora a
convincerci, ve lo diciamo esplicitamente: Black Ops 2 fa di tutto per
superare le aspettative in ognuno dei tre comparti di gioco che
racchiude in se, e rappresentare un prodotto nuovo, fresco e appetibile
anche per i fan già assuefatti dai vecchi capitoli della saga. Bigger,
better, larger: nuove modalità, nuove armi, miglioramenti su tutti i
fronti con un'attenzione particolare a ciò che i giocatori hanno
mostrato di apprezzare maggiormente, senza perdere di vista le necessità
di chi si affaccia alla saga per la prima volta. Certo, si tratta pur
sempre di CoD, con la sua campagna piena di eventi scriptati e un
multiplayer che non ambisce alla palma di simulazione bellica più fedele
di sempre, ma mai come quest'anno è difficile affermare che si tratti
sempre dello stesso gioco. “Sappiamo che ci sono un sacco di giocatori
diversi là fuori e noi cerchiamo di spingere il nostro gioco sempre più
in là, ma non lo facciamo per conquistare o riconquistare giocatori,
bensì per essere sicuri di essere all'altezza delle aspettative quando
il gioco uscirà a novembre. Single player, multiplayer, Zombie: ci siamo
chiesti, cosa possiamo modificare e come li possiamo modificare? Come
possiamo offrire un'esperienza migliore per tutti i tipi di giocatori?
Quello è stato il nostro obiettivo”. L'unica possibile incognita su un
successo annunciato è una data di uscita nei negozi molto vicina a
quella di Halo 4. La nostra domanda su una possibile guerra con l'ultimo
pesante first party della generazione per Microsoft non ha smosso Jay
Puryear da una prevedibile risposta diplomatica, preceduta da una
risata: “La competizione è una buona cosa, noi ci siamo concentrati
sulla realizzazione di un grande gioco che possa essere apprezzato da
una grande fetta di videogiocatori là fuori”. Per scoprire gli ultimi
dettagli sul gioco e osservare come si svilupperà lo scontro tra titani
non resta che attendere il 13 novembre.
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