domenica 5 maggio 2013

Guacamelee

Il metroidvania con i suplex

La lucha libre e le calacas messicane, in un platform 2D di grande livello.

di Alessandro Apreda, pubblicato il
Tocca confessarlo. Nonostante l'ottimo curriculum dei suoi autori - i ragazzotti canadesi di Drinkbox Studios, già autori di Tales from Space: About a Blob e Tales from Space: Mutant Blobs Attack - a sentir parlare di un metroidvania avente per protagonista un wrestler messicano si era pensato male. Ci si era immaginato, noialtri, il solito action-platform piatto e sempre uguale, ravvivato giusto da una grafica 2D colorata e da maschere e temi della lucha libre, ormai iconografia saccheggiata in ogni contesto dall'entertainment nordamericano. In altre parole, eravamo pronti a un altro titolo in digital delivery bello da vedere ma pallosissimo da giocare, come Shank. E invece.
¡QUE VIVA LA LUCHA!
Disponibile sul PSN nei formati PlayStation 3 e Vita, e fortunatamente abilitato al cross-play per proseguire anche sul treno la vostra partita, Guacamelee! è uno dei migliori metroidvania non appartenenti alle saghe di Metroid e Castlevania visto negli ultimi anni. L'avventura avente per protagonista il luchador Juan Aguacate mescola sapientemente spunti e suggestioni di una serie grossomodo infinita di titoli precedenti, riuscendo così a tenere desta l'attenzione del giocatore praticamente fino alla fine. È un platform, ma nel corso del gioco si sbloccano nuove mosse e attacchi (l'headbutt o la frogsplash, per esempio), che non solo vivacizzano gli scontri con i nemici, ma permettono di accedere ovviamente a nuove aree della mappa. Aggiungete il fatto che, durante i rissoni con gli sgherri del malvagio Charro, lo scheletro infernale che si chiama come una cintura dei paninari, alcuni di questi tirapiedi volano, o hanno uno scudo che va infranto con un attacco specifico, il che costringe a capire di volta in volta quali eliminare per primi e come, alla stregua di un God of War, e a sudare spesso molto più di sette camicie per veder apparire la piñata che segna la fine delle ostilità e compensa con vari bonus lo sforzo compiuto. Aggiungete un riuscito umorismo da avventure Lucas dei bei tempi. Aggiungete la presenza di due diverse dimensioni, il mondo dei vivi e quello dei morti, e la necessità di saltare dall'uno all'altro per risolvere degli enigmi o superare delle sessioni platform. Mescolate bene, servite sulle console Sony di questa generazione.
La versione PS3 include anche una modalità cooperativa offline che permetterà al secondo giocatore (o giocatrice) di guidare la lottatrice Tostada. - Guacamelee
La versione PS3 include anche una modalità cooperativa offline che permetterà al secondo giocatore (o giocatrice) di guidare la lottatrice Tostada.
COME UN FILM DISNEY SU MIL MÁSCARAS
Graficamente accattivante, Guacamelee! dispone naturalmente di una colonna sonora a tema, di quelle che dopo mezz'ora ti entrano nel cervello e fai fatica a mandarle via, e altrettanto naturalmente di una serie infinita di citazioni. Le città del gioco sono tappezzate di cartelloni con parodie in chiave lucha/Messico di decine e decine di giochi, da Super Mario Bros a Super Meat Boy. Ma questo è solo uno dei tanti tocchi che denotano la cura con cui Drinkbox ha confezionato il gioco e spingono ad esplorarne lo scenario in lungo e in largo, in entrambe le sue dimensioni. Per dire: non avete idea di quale sia il suo equivalente della Morph Ball di Samus Aran. Stiloso, divertente, con animazioni e character design ottimi, ironico: difetti? È abbastanza breve. Laddove per "abbastanza breve" si intende che bastano sette-otto ore per completarlo al 100%. Un paio di fasi platform, inoltre, potrebbero rivelarsi un po' frustranti per chi non abbia acquisito negli anni un'adeguata coordinazione mano-occhio, o la pazienza zen per ricominciare da capo quel pezzo dopo esser precipitato per la ventesima volta. Ma sono solo un paio, si diceva. Superate quelle e rimesso a posto il pad sfasciato con un po' di nastro adesivo, si ritorna a sorridere.

Nessun commento:

Posta un commento