La lucha libre e le calacas messicane, in un platform 2D di grande livello.
di Alessandro Apreda, pubblicato il
Tocca confessarlo. Nonostante l'ottimo curriculum dei suoi autori
- i ragazzotti canadesi di Drinkbox Studios, già autori di Tales from
Space: About a Blob e Tales from Space: Mutant Blobs Attack - a sentir
parlare di un metroidvania avente per protagonista un wrestler messicano
si era pensato male. Ci si era immaginato, noialtri, il solito
action-platform piatto e sempre uguale, ravvivato giusto da una grafica
2D colorata e da maschere e temi della lucha libre, ormai iconografia
saccheggiata in ogni contesto dall'entertainment nordamericano. In altre
parole, eravamo pronti a un altro titolo in digital delivery bello da
vedere ma pallosissimo da giocare, come Shank. E invece.
¡QUE VIVA LA LUCHA! Disponibile sul PSN nei formati PlayStation 3 e Vita, e
fortunatamente abilitato al cross-play per proseguire anche sul treno la
vostra partita, Guacamelee! è uno dei migliori metroidvania non
appartenenti alle saghe di Metroid e Castlevania visto negli ultimi
anni. L'avventura avente per protagonista il luchador Juan Aguacate
mescola sapientemente spunti e suggestioni di una serie grossomodo
infinita di titoli precedenti, riuscendo così a tenere desta
l'attenzione del giocatore praticamente fino alla fine. È un platform,
ma nel corso del gioco si sbloccano nuove mosse e attacchi (l'headbutt o
la frogsplash, per esempio), che non solo vivacizzano gli scontri con i
nemici, ma permettono di accedere ovviamente a nuove aree della mappa.
Aggiungete il fatto che, durante i rissoni con gli sgherri del malvagio
Charro, lo scheletro infernale che si chiama come una cintura dei
paninari, alcuni di questi tirapiedi volano, o hanno uno scudo che va
infranto con un attacco specifico, il che costringe a capire di volta in
volta quali eliminare per primi e come, alla stregua di un God of War, e
a sudare spesso molto più di sette camicie per veder apparire la piñata
che segna la fine delle ostilità e compensa con vari bonus lo sforzo
compiuto. Aggiungete un riuscito umorismo da avventure Lucas dei bei
tempi. Aggiungete la presenza di due diverse dimensioni, il mondo dei
vivi e quello dei morti, e la necessità di saltare dall'uno all'altro
per risolvere degli enigmi o superare delle sessioni platform. Mescolate
bene, servite sulle console Sony di questa generazione.
La
versione PS3 include anche una modalità cooperativa offline che
permetterà al secondo giocatore (o giocatrice) di guidare la lottatrice
Tostada.
COME UN FILM DISNEY SU MIL MÁSCARAS
Graficamente accattivante, Guacamelee! dispone naturalmente di una
colonna sonora a tema, di quelle che dopo mezz'ora ti entrano nel
cervello e fai fatica a mandarle via, e altrettanto naturalmente di una
serie infinita di citazioni. Le città del gioco sono tappezzate di
cartelloni con parodie in chiave lucha/Messico di decine e decine di
giochi, da Super Mario Bros a Super Meat Boy. Ma questo è solo uno dei
tanti tocchi che denotano la cura con cui Drinkbox ha confezionato il
gioco e spingono ad esplorarne lo scenario in lungo e in largo, in
entrambe le sue dimensioni. Per dire: non avete idea di quale sia il suo
equivalente della Morph Ball di Samus Aran. Stiloso, divertente, con
animazioni e character design ottimi, ironico: difetti? È abbastanza
breve. Laddove per "abbastanza breve" si intende che bastano sette-otto
ore per completarlo al 100%. Un paio di fasi platform, inoltre,
potrebbero rivelarsi un po' frustranti per chi non abbia acquisito negli
anni un'adeguata coordinazione mano-occhio, o la pazienza zen per
ricominciare da capo quel pezzo dopo esser precipitato per la ventesima
volta. Ma sono solo un paio, si diceva. Superate quelle e rimesso a
posto il pad sfasciato con un po' di nastro adesivo, si ritorna a
sorridere.
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