lunedì 6 maggio 2013

Grand Theft Auto V

Rockstar svela al mondo i primi dettagli di GTA V

"Non avrai altro free roaming all'infuori di me".


Cosa spinge alcuni di noi a volere sempre più di quello che abbiamo, a rifiutare ogni senso della misura e spingersi sempre un gradino più su, verso un obiettivo concepito per non poter essere raggiunto? Le risposte sono molteplici. Dall'insoddisfazione alla pazzia, passando per tutte le esaltanti o preoccupanti sfumature di una smodata ambizione. Caratteristiche che accomunano Rockstar ai suoi figliocci digitali, Claude, CJ, Tommy Vercetti e Niko Bellic. I primi, incapaci di sedersi sugli allori e replicare banalmente l'ultima formula dal multimilionario successo, attività che con ogni probabilità garantirebbe senza sforzo alcuno un nuovo record di vendite. Come un saltatore con l'asta che ha ormai in tasca l'oro olimpico gli anglo/americani di Rockstar si trovano ormai a giocare una partita solitaria nel settore dei free roaming, una sfida contro se stessi alla ricerca dell'altezza massima a cui sistemare l'asticella mentre lo stadio trattiene il fiato. Gli altri, i frutti dei loro “lombi digitali”, non potevano cadere troppo lontani dalla pianta dunque, anch'essi mai a loro agio nel ruolo di semplici manovali del crimine, animati da un'irrequietezza esistenziale destinata a spingerli al vertice della piramide alimentare della civiltà corrotta in cui sono immersi, e poi ancora un po' più in là, giù oltre la china.
Il problema, per gli uni e per gli altri, è trovare nuovi obiettivi da impallinare, tracciare traguardi inimmaginabili per altri, piuttosto che prendere la mira e inseguirli: quello gli è sempre riuscito piuttosto bene. Nel caso di GTA V, i programmi coincidono. Un free roaming in grado di definire, in questa generazione, gli standard che gli altri si troveranno a inseguire nella prossima, una maniacale attenzione per la componente narrativa, perché quando è il vicepresidente della compagnia ad avere l'ultima parola sulle sceneggiature la trama non può essere un dettaglio, e il ruolo di protagonista condiviso tra tre personaggi, tre uomini il cui nome è già noto in ogni angolo di Los Santos, tre saltatori – per tornare alla metafora di prima – che hanno già alzato più e più volte l'asticella, spesso per il puro gusto dell'azzardo.
Questa immagine è già entrata di prepotenza nell'iconografia della serie - Grand Theft Auto V
Questa immagine è già entrata di prepotenza nell'iconografia della serie
FANC*** I PESCI PICCOLI
Franklin, Trevor e Michael la gavetta l'hanno finita da un pezzo. Michael sta addirittura iniziando un secondo giro di giostra, dopo essersi conquistato un posto d'onore nell'elenco dei rapinatori di banche più ricercati d'America, e una nuova vita comoda in una villa da copertina nel quartiere dei VIP di Los Santos, Vinewood, quando l'ingresso nel programma di protezione testimoni della FBI era l'unica scelta sensata rimasta. Eppure, contrariamente a quanto si sarebbe portati a pensare, una vita simile può stancare ugualmente se vostra moglie riesce a suscitare solo sentimenti che spaziano dalla noia al disprezzo e i vostri figli sono due imbecilli patentati, viziati e spocchiosi. L'alternativa alla violenza domestica, l'abuso di alcool, il rifugio in vecchi film d'azione, tutte strade comunque percorse da Michael, è il ricorso a un terapista – un classico dai tempi di Tony Soprano, e primo di molti accenni alla mitologia del piccolo e grande schermo – e un tuffo nelle vecchie abitudini, fatte di rapine in grande stile e piani precisi al millesimo di secondo.
Problemi lontani anni luce per Franklin, giovane e con un una brillante carriera di fronte a sé, da un lato o dall'altro della legge poco importa. Certo, quando si lavora per un ricettatore d'auto armeno è difficile resistere al richiamo del soldo facile, ma ancora più pericolosa potrebbe essere la sua bravura al volante: tra le tante categorie di persone che possono trovare parecchio utile un ragazzo sveglio e ambizioso, in grado di guidare come un professionista in mezzo al traffico anche in situazioni di forte pressione, rientra senza dubbio quella dei rapinatori di professione. Gente come Michael, pericolosamente magnetica per un ragazzo di South Los Santos. Stesso quartiere di CJ, per i più attenti.
Per Trevor non c'è bisogno di arricchire la descrizione con un contesto ammiccante: è destinato ad entrare nei vostri cuori senza troppa fatica. Piuttosto semplice quando si incarna la versione redneck dell'allucinato Jack Nicholson di Shining, si vive in una sporca roulotte nella zona desertica che costeggia Los Santos e si tira a campare producendo metanfetamine – qui il modello è Walter White – o sforacchiando motociclisti.
Il taglio cinematografico nelle inquadrature, marchio di fabbrica della serie, ovviamente è ancora presente - Grand Theft Auto V
Il taglio cinematografico nelle inquadrature, marchio di fabbrica della serie, ovviamente è ancora presente
Dettaglio fondamentale, i tre protagonisti sono sempre a vostra disposizione. Non c'è una storyline che vi costringe a impersonare l'uno o l'altro in un determinato frangente, quanto piuttosto un lungo e compatto arco narrativo che li coinvolge tutti e tre. Passare dall'uno all'altro vi consente di osservare il disegno generale da diversi punti d'osservazione privilegiati – un po' come avviene in Game of Thrones, altro riferimento televisivo se state tenendo il conto – e immergervi in un momento assolutamente casuale nella vita del personaggio che avete lasciato al controllo dell'intelligenza artificiale del gioco: nel caso di Trevor, ciò può voler dire risvegliarsi su una spiaggia seminudi, con delle scarpe che dimostrano un terribile gusto estetico ai piedi e diverse macchie di sangue rappreso sul petto, mentre nei dintorni giacciono i giubbotti di pelle e i corpi di pelosi motociclisti, entrambi traforati dai proiettili. Incidentalmente, la scena rivela un altro dei progressi compiuti rispetto al precedente capitolo: ora i corpi e le vesti portano visibili i segni della lotta.
I tre, ad ogni modo, mantengono ciascuno una forte individualità. Sicuramente ci si troverà, pad alla mano, ad eleggere un preferito e a privilegiarne l'immedesimazione durante il gioco, ma gli sviluppatori ci tengono a sottolineare come la possibilità di immergersi nelle loro vite serva a far emergere i diversi caratteri e le diverse filosofie che guidano le loro azioni. La netta separazione tra i tre è sottolineata in ogni aspetto, per evitare che si finisca per considerarli come una sorta di triplice emanazione di un solo personaggio. Trevor, Franklin e Michael sfoggiano un loro personale atteggiamento, e compiere un'azione con uno o con l'altro rivelerà differenze percepibili. Anche i conti correnti dei tre saranno divisi, ciascuno disporrà della propria fetta di torta e potrà investirla o sperperarla a piacimento, senza coinvolgere gli altri due nei suoi affari privati.
Insegne e luci al neon paiono ricoprire un ruolo di primo piano, una via di mezzo tra Vice City e la cinematografia Hollywoodiana anni '70 che ha ispirato il primo Streets of Rage - Grand Theft Auto V
Insegne e luci al neon paiono ricoprire un ruolo di primo piano, una via di mezzo tra Vice City e la cinematografia Hollywoodiana anni '70 che ha ispirato il primo Streets of Rage
Il passaggio da un personaggio all'altro è gestibile liberamente mentre si scorrazza in lungo e in largo per lo scenario, anzi, il fatto che l'estrazione sociale dei tre personaggi li collochi in tre aree diverse della mappa significa che lo switch potrà essere utilizzato anche per raggiungere più facilmente determinati luoghi senza dover necessariamente percorrere le enormi distanze che separano i boulevard con le loro luci al neon, il ghetto coi suoi campetti e il deserto dove è più facile trovare un daino piuttosto che un essere civilizzato. D'altra parte, l'accattivante effetto con cui la telecamera stacca dal personaggio che si sta controllando, si alza in quota fino dipingere la città come in una ripresa satellitare – e qui c'è l'imbarazzo della scelta nello show da citare, noi ci giochiamo Person of Interest - , per poi tornare a terra zoomando fino ai panni del nuovo alter ego, serve evidentemente a coprire il lavoro di caricamento della mappa che il gioco svolge in background. Un trucchetto, insomma, di gran classe, ma pur sempre un trucchetto.
TANTO DA FARE IN TERRA, IN CIELO E IN ACQUA
Eppure, è difficile criticare Rockstar anche da questo punto di vista. Los Santos, in realtà, è più che una città. Si potrebbe definire una macro-regione se il nome – per vicende collaterali - non richiamasse con se un concetto delirante. Per rendere l'idea, espandete per 3 volte e mezza la mappa di gioco di Read Dead Redemption e avrete l'estensione della superficie calpestabile del gioco. Poi aggiungeteci la mappa di San Andreas. Ma immergetela sott'acqua. Basta rubare la barca giusta, una di quelle con a bordo l'attrezzatura da sub, e sotto i riflessi delle onde – forse l'aspetto più stupefacente di un motore grafico che si mangia quello visto ormai cinque anni fa e pare quasi gettare un ponte verso la next gen – si apre una nuova area, liberamente esplorabile fin da subito come il resto della mappa, a patto di essere pronti a condividere il proprio spazio vitale con squali molto poco metaforici. Los Santos, divisa in due aree piuttosto distinte, quella urbana e la campagna di Blaine County, offre un panorama in continuo cambiamento, che spazia dai grattacieli ai campetti di cemento del ghetto e le colline di Vinewood coi loro tornanti, e poi abbandona la civiltà tra montagne, laghi, fiumi, spiagge, foreste e pascoli, popolati da una variegata fauna che non di rado si spinge fino al confine cittadino. Il tutto ammirabile a terra e dal cielo, camminando, volando o guidando, grazie a un orizzonte visuale decisamente più esteso e dettagliato che in precedenza.
La città di Los Santos e la sua campagna saranno soggette a condizioni climatiche mutevoli e a un ciclo notte/giorno di 24h - Grand Theft Auto V
La città di Los Santos e la sua campagna saranno soggette a condizioni climatiche mutevoli e a un ciclo notte/giorno di 24h
L'immersione è solo l'ultima di una rinnovata lista di attività collaterali che include ora vari sport, tra cui paracadutismo, golf e tennis, la possibilità di navigare in Internet attraverso il proprio cellulare – iFruit - ma anche scattare fotografie e caricarle su un per ora misterioso social network che sarà presumibilmente collegato al Rockstar Social Club. E ancora: immobili e attività commerciali da acquistare e gestire, bancomat da assaltare, gare automobilistiche, aspetto rivisitato grazie all'esplicita inclusione nel gioco della fisica delle vetture di Midnight Club, e un lunghissima serie di personalizzazioni che spazia appunto dalle auto, alle armi ai personaggi stessi. Cerchioni, spoiler, tagli di capelli, vestiti, silenziatori, tatuaggi, adesivi, turbo, mirini laser. Se ricordate come l'inclusione di attività collaterale rese San Andreas uno dei GTA più controversi e dispersivi di sempre, sarete anche voi lieti di sapere che l'obiettivo di GTA V è rendere sempre più labile il confine tra missioni principali e i momenti al di fuori della missione, legando ogni istante della vita a video di Michael, Franklin e Trevor in un'unica, grande narrazione senza soste.
MANI IN ALTO, QUESTA E' UNA RAPINA
Le missioni dunque. Quella lunga scalata al potere partendo dal ruolo di fattorino della malavita fino ad ottenere una dignità criminale tale da lasciare che siano altri a guidare dal punto A al punto B mentre voi sparate. Bene, dimenticatevene. Il nostro trio questa fase l'ha già vissuta fuori schermo, tempo fa, mentre noi eravamo intenti ad aspettare l'arrivo di GTA V. Oggi Trevor, Michael e Franklin non hanno tempo per colpetti o spaccio da due soldi. Loro puntano in alto.
L'intera struttura della storyline principale ruoterà intorno a una serie di grandi rapine che dovranno essere preparate in ogni minuscolo dettaglio. L'assalto a un portavalori, ad esempio, richiede lo studio metodico del percorso del furgone blindato, la ricerca delle armi adatte alla situazione, il furto e il posizionamento dei veicoli che serviranno a bloccare il furgone nel traffico prima, e a fuggire poi assediati dalla polizia, oltre alla suddivisione preventiva del bottino in proporzione al ruolo ricoperto da ciascuno nella rapina e alla quantità di rischi a cui si è sottoposti. Senza contare poi, ovviamente, la fase esecutiva, in cui passando da un personaggio all'altro durante l'azione si possono controllare tutti gli aspetti operativi direttamente sul campo. E tutto ciò solo per un colpo piuttosto insignificante se paragonato a quelli che i tre hanno in mente. Per le rapine più ambiziose tre soli uomini non basteranno, e sarà necessario reclutare cecchini, piloti, ma anche bassa manovalanza, scegliendo tra l'abbondanza di individui borderline che Los Santos può offrire, spaziando da professionisti del settore, le cui tariffe orarie si avvicinano a quelle dei consulenti ministeriali, a irrequieti gangsta del ghetto, fino ai tossici che bazzicano l'area rurale di Blaine County. Inutile dire che la differenza in termini di abilità sul campo sarà proporzionale ai soldi spesi per “l'assunzione”.
La presenza di fauna servirà a rendere le campagne vive quanto la città. Senza contare ovviamente la possibilità di imbattersi di colpo in una base governativa segreta - Grand Theft Auto V
La presenza di fauna servirà a rendere le campagne vive quanto la città. Senza contare ovviamente la possibilità di imbattersi di colpo in una base governativa segreta
Fulcro dell'azione saranno però, ovviamente, Trevor, Michael e Franklin, la cui evolzione nel corso dell'avventura somiglierà a quella di un personaggio da RPG. Stamina, apnea, guida, forza e stealth sono alcune delle abilità che sarà possibile allenare e migliorare. Ciascuno di loro inoltre potrà contare su un'abilità speciale da usare sul campo al momento giusto e per un breve periodo, consumando la classica barra da riempire. Franklin, il pilota, può rallentare il tempo quando si trova nel congestionato traffico cittadino, Michael sfrutta invece una simile capacità di fermare il tempo per mirare meglio durante gli scontri a fuoco, in quello che sembra una via di mezzo tra il bullet time di Max Payne 3 e il Dead Eye di RDR. Trevor invece, come Tony Montana nel finale di Scarface, può contare su alcuni attimi in cui anche se esposto diminuisce il danno subito e aumenta quello inflitto. Le fasi action inoltre godranno di un nuovo ritmo garantito da un sistema di combattimento rivisto – come ogni altro aspetto, si potrebbe tranquillamente affermare a questo punto – per includere diversi sistemi di lock sui nemici, una più chiara visualizzazione del mirino che ora attraverso colori e simboli indica lo stato del bersaglio, una transizione più fluida tra le coperture e la possibilità di sparare in corsa mirando con la pistola all'altezza dell'anca.
Pianificare ogni dettaglio tuttavia non è garanzia di un colpo pulito. La mala sorte può sempre metterci il suo zampino, e un cittadino di Los Santos un po' troppo curioso potrebbe riconoscere il volto di uno dei nostri durante la fuga, fotografarlo con il cellulare, e postarlo online, aiutando così la polizia a seguire le sue tracce. Più in generale, Rockstar sta provando a rendere la popolazione di Los Santos più viva che mai, costellando le vie della metropoli e gli anfratti di campagna di situazioni casuali – sulla scia di quanto visto sempre in RDR – pensate per sostituire le side-quest dei precedenti capitoli e rendere più omogeneo sia il contesto scenografico che quello narrativo. Perciò potrà capitare di sentirsi chiamare in disparte mentre si passa davanti a un vicolo da una fatua starlette che richiede il nostro aiuto per sfuggire ai paparazzi che l'assediano. Un criminale è forse mai riuscito a dire di no a una bella donna?
Ancora non è bene chiaro cosa di dovrà fare sott'acqua, ma una porzione di mappa così grande immersa nell'oceano lascia spazio a diverse speculazioni - Grand Theft Auto V
Ancora non è bene chiaro cosa di dovrà fare sott'acqua, ma una porzione di mappa così grande immersa nell'oceano lascia spazio a diverse speculazioni
PROMESSE DA CRIMINALE
Quanto letto finora viene, in buona parte, dalle bocche e dai comunicati di Rockstar. Pochi hanno avuto modo di vedere il gioco, nessuno ha potuto impugnare un pad e provarlo. Quanto mostrato era, ovviamente, scenograficamente impressionante, ma anche coreograficamente preparato per dare bella mostra di se davanti a un pubblico a cui è preclusa l'azione, come un ballerina di lap dance che strizza l'occhio agli spettatori, ma non si lascia avvicinare. Tutte le informazioni dunque vanno diltrate sotto questa lente. Se volete sapere quanto sia affidabile Rockstar potete dedicarvi all'esercizio di rilettura delle anteprime dei vecchi GTA, poi inserire i dischi nella console e verificare con mano quanto c'era di vero. Dopo tutto, si tratta di un modo come un altro per far passare il tempo che ci divide dal 17 settembre, giorno in cui GTA V si concederà al mondo. Noi, dal canto nostro, non vediamo l'ora.

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