L’inizio della stagione MLB è ormai prossimo e, mentre le squadre
stanno affinando la condizione e stabilendo i roster che si
affronteranno per ben centosessantadue partite di regular season, gli
appassionato possessori di PS3 possono già dare inizio al campionato
grazie a MLB 13 The Show. La serie sviluppata da Sony San Diego, giunta
alla sua ottava incarnazione, punta a riconfermare la leadership nel
settore riproponendo gli elementi cardine delle passate edizioni e
arricchendole con alcune novità.
Ogni
componente di gioco è simulata con notevole cura, e la possibilità di
modificare diversi parametri permette ai neofiti di entrare gradualmente
nelle dinamiche di una partita di baseball
SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA
Per sgomberare il campo da inutili illusioni, è bene sottolineare
immediatamente che MLB 13 The Show non è un titolo che presenta
innovazioni sostanziali rispetto alla passata edizione. Sono state
apportate alcune modifiche alle meccaniche di gioco, sono state aggiunte
nuove modalità e quelle già esistenti sono state arricchite con
ulteriori opzioni, ma nulla di quanto è stato fatto stravolge in maniera
consistente l’esperienza di gioco già vissuta da chiunque abbia provato
MLB 12 The Show. Partendo quindi dall’adagio “squadra che vince non si
cambia”, il team di Sony Santa Monica ha svolto un attento lavoro di
cesello, cercando di limare alcuni difetti e di rendere ancora più ricca
l’offerta contenutistica. Il risultato è un titolo che probabilmente
manca di originalità (per quanto sia possibile portare una critica del
genere a una simulazione sportiva), ma che si presenta come un
gigantesco contenitore capace di soddisfare la fame di baseball degli
appassionati per un’intera stagione.
Una rapida occhiata alla schermata di selezione delle modalità di gioco è
sufficiente per rendersi conto di quante siano le opzioni disponibili e
per “regalare” le prime gradite novità: The Postseason e The Show Live.
La prima, come lascia presagire il nome stesso, consente di prendere
parte direttamente ai playoff senza dover affrontare tutta la stagione
regolare, mentre la seconda permetterà (il futuro è d’obbligo, visto che
la stagione ufficiale della MLB avrà inizio solamente il 31 marzo) di
replicare ogni singola partita del campionato riproducendone ogni
aspetto, dal line-up al lanciatore partente, dall’orario di gioco alle
condizioni meteo.
La
realizzazione tecnica è nel complesso apprezzabile, pur con qualche
saltuaria imprecisione nelle animazioni e qualche commento fuoriluogo
dei telecronisti
Tornano invece da MLB 12 The Show le modalità Road To The Show,
Franchise, Season, League Online e Diamond Dynasty, varianti che
consentono rispettivamente di creare dal nulla il proprio giocatore
ideale e seguirne la carriera dalle leghe minori fino all’approdo nella
MLB, di prendere il controllo di un’intera franchigia (occupandosi anche
della gestione degli allenamenti e delle trattative di mercato), di
affrontare una singola stagione, di prendere parte a un campionato
online con un massimo di ventinove altri giocatori e di dare vita alla
propria squadra ideale mediante un sistema di carte in cui le stelle
delle MLB sono affiancati a giocatori di fantasia. Per quanto non
clamorose, sono sicuramente interessanti le novità presenti nella
modalità Franchise (migliorie nello scouting e nuovo sistema di
allenamento) e in Road To The Show (controllo delle fasi di difesa e di
corsa tra le basi più fluido e funzionale), mentre hanno un impatto
piuttosto evidente i cambiamenti apportati alla Diamond Dynasty. Anche
in seguito alle critiche ricevute dall’edizione 2012, la struttura di
gioco di questa modalità è stata snellita in maniera evidente, sono
presenti una serie di tutorial che aiutano a comprendere al meglio come
si sviluppa ogni situazione e le carte dei vari giocatori contengono
statistiche e indicazioni che permettono di stabilirne con maggiore
facilità il valore e l’effettiva utilità. Valutando nel loro complesso
tutti i cambiamenti apportati alle varie modalità disponibili, l’effetto
sulle dinamiche di gioco non può che essere considerato positivo (in
alcuni casi in maniera più evidente, in altri è meno palese). Bisogna
comunque ammettere che, fatta salva la sopracitata Diamond Dynasty, le
fondamenta su cui si basavano le varie modalità erano comunque solide
già in partenza e che, proprio per questo motivo, per quanto MLB 13 The
Show sia effettivamente superiore rispetto al precedente capitolo, i
possessori dell’edizione 2012 che non rientrano nella categoria “fan
sfegatati” potrebbero anche accontentarsi di ciò che già possiedono.
TAKE ME OUT TO THE BALLGAME
Superato il tour di tutte le modalità di gioco disponibili, è giunto
il momento di scendere in campo e affrontare qualche inning. La
presentazione e gli elementi di contorno di ogni incontro, come da
tradizione della serie, sono di eccellente fattura, così come è
apprezzabile la resa visiva di ogni situazione di gioco. Gli stadi sono
riprodotti con notevole dovizia di particolari e i movimenti dei
giocatori, siano essi le stance e gli swing nelle fasi di battuta
piuttosto che le routine di lancio, riproducono con estrema fedeltà
quelle delle controparti reali. L’incitamento della folla, gli stacchi
musicali, le riproposizione delle giocate più importanti, gli intermezzi
e la telecronaca contribuiscono a creare un feeling televisivo che non
viene minimamente intaccato da qualche saltuaria imprecisione nelle
animazioni e da qualche commento non sempre in tema.
Giocare
una partita completa richiede tra i venti e i venticinque minuti...
fortunatamente è possibile decidere di simulare gli inning di lancio, di
battuta o interi incontri
MLB 13 The Show può quindi essere considerato un piacere da vedere e,
fortunatamente, anche da giocare. Le fasi di lancio, di battuta, di
gestione della difesa e di corsa tra le basi adottano soluzioni in linea
con quanto visto nelle passate edizioni, offrendo un giusto equilibrio
tra realismo e divertimento. I giocatori alle prime armi possono entrare
lentamente a contatto con le varie dinamiche di gioco mediante il
Beginner Mode, mentre chi ha già esperienza nel settore può stabilire il
livello di sfida sia impostando a piacimento una serie di parametri che
scegliendo tra differenti sistemi di controllo. Il lancio, ad esempio,
può essere effettuato mediante una doppia pressione del tasto X (un po’
come accadeva in alcune simulazioni golfistiche del passato, tipo
Everybody’s Golf), attraverso un movimento della levetta direzionale
destra oppure attraverso un “sistema a impulso” nel quale la precisione
del lancio dipende dall’ampiezza di un cerchio pulsante che circonda la
pallina. Funzionali e mai eccessivamente frustranti anche le fasi di
battuta, con la possibilità di eseguire uno swing semplicemente premendo
un tasto oppure di utilizzare la levetta destra per compiere il
movimento di caricamento e il tentativo di battuta.
La bontà delle meccaniche di gioco è accompagnata, elemento cardine per
una simulazione sportiva, da un livello di intelligenza artificiale
decisamente convincente. I giocatori controllati dalla cpu agiscono
infatti con notevole realismo, modificando il proprio comportamento in
base alle differenti situazioni e alle proprie caratteristiche tecniche.
È quindi importante, per avere qualche chance di successo, sapere come
comportarsi sul monte di lancio, sviluppare un buon occhio per riuscire a
distinguere gli di strike dai ball (tentare di colpire la pallina ad
ogni lancio porterà solamente a una serie infinita di sconfitte) e avere
ben chiaro in mente i concetti principali della difesa sulle basi.
L’unico elemento che ha destato qualche perplessità e che mostra un
livello di realismo non in linea con quanto visto nel resto delle
partite è l’esecuzione dei bunt. Questa giocata, utilizzata spesso come
“sacrificio” con il semplice scopo di far avanzare un proprio compagno
di una base, è infatti un’arma eccessivamente efficace a cui gli
avversari non sono quasi mai preparati; la percentuale di riuscita (con
tanto di arrivo in prima base) è troppo elevata e con un uomo in terza
base e un solo eliminato, eseguire un bunt è il modo più sicuro e
tranquillo per portare a casa un punto. Si tratta di un problema di poco
conto, soprattutto considerando che il computer non adotta mai questo
genere di giocata, ma è evidente che con un minimo di attenzione sarebbe
stato possibile eliminare anche questo difetto.
La
modalità The Show Live permette di rivivere tutte le partite del
campionato MLB con i roster ufficiali e le condizioni di gioco reali
FUORICAMPO O STRIKEOUT?
MLB 13 The Show è, al momento, la migliore simulazione di baseball
disponibile su PS3. Il divario con la passata edizione, per quanto
evidente in ogni componente, non è però clamoroso e non sono presenti
novità capaci di stravolgere in maniera consistente l’esperienza di
gioco. Proprio per questo motivo, l’acquisto del nuovo titolo di San
Diego Studios da parte dei possessori di MLB 12 deve essere valutato sia
in base alla passione per il baseball (comunque necessaria, vista la
natura ripetitiva delle meccaniche di gioco) che al budget disponibile
in questo periodo. Chiunque sia invece interessato a questo sport ma non
dispone ancora di una simulazione ad esso dedicata non dovrebbe avere
molti dubbi a riguardo, dato che MLB 13 The Show racchiude al suo
interno una notevole mole di contenuti, una realizzazione tecnica
accattivante e una struttura di gioco di assoluto livello.
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