Il mondiale rally esce dal tracciato simulativo e sbanda nell’arcade.
Buona parte dei videogiocatori di corse possono essere divisi in
due “macrocategorie”. Quelli che amano alla follia la simulazione sono
disposti a perdere ore per sistemare le regolazione virtuali di parti
meccaniche di cui l'uomo medio non scoprirà mai l'esistenza, e discutono
sui forum online della verosimiglianza del comportamento della vettura
in seguito al danneggiamento del lato destro dell'alettone posteriore.
All'estremità opposta invece ci sono quelli che si accorgono a metà gara
della presenza del tasto del freno e considerano le sportellate una
parte integrante della disciplina, senza disdegnare se fosse il caso il
ricorso ad armi non convenzionali. A chi possono dunque rivolgersi i
milanesi di Milestone con la loro ultima fatica, un titolo rallystico
che può vantare le licenze ufficiali del WRC per dodici modelli di versi
di vetture, tre diverse classi, una cinquantina di equipaggi presi di
peso dal mondiale rally e otto diversi scenari dal Messico all'Italia
divisi ciascuno in tre tappe? Se avete annusato il tentativo di
depistaggio e pensate alla seconda categoria di video-automobilisti,
avete ragione. Piloti veri, scenari reali e portiere grondanti sponsor
ed eccentriche decorazioni servono questa volta come dettagli
coreografici di un titolo arcade in ogni suo pistone. FULMINI E TEMPESTE
Rally e arcade sono due concetti che di per se non vanno molto
d'accordo. Per riuscire a convivere nello stesso abitacolo, uno dei due
doveva rassegnarsi a vedere la propria natura piegata a necessità
superiori, e nel caso di WRC Powerslide tra i due è toccato al rally.
Intanto si corre in quattro alla volta, che non è mica una variazione da
poco rispetto al concetto di gara solitaria alla ricerca del miglior
tempo. Danni e condizioni atmosferiche poi si tramutano da variabili
decisive nell'economia delle gare a puri orpelli estetici. Fatte le
dovute premesse dovreste essere dunque pronti ad ammirare leggiadri
parafanghi volare solitari nel vento come foglie d'autunno ad ogni
tornante mentre solcate gelidi asfalti montecarlini che possono essere
affrontati allo stesso modo della rossa terra portoghese. Per
ristabilire un equilibri però, dopo le sottrazioni apportate alla
struttura del rally ecco comparire le aggiunte a carico dell'arcade
sotto forma degli immancabili power-up. È il meteo a dominare in questo
campo con fulmini, nuvole fantozziane che rovesciano neve sugli altri
corridori e tempeste di sabbia che fuoriescono dal tubo di scappamento.
Nomi
e livree ufficiali del World rally Championship sono fedelmente
riprodotti, nonostante l'approccio smaccatamente arcade del gioco
Non può naturalmente mancare in una lista di potenziamenti il turbo,
in questo caso una sorta di penalizzazione visto che porta più di
frequente alla perdita di controllo piuttosto che al sorpasso, e lo
scudo, doppiamente utile per ripararsi dai power-up degli avversari e
per rendere la propria macchina un ariete con cui speronare le altre
scatolette metalliche che si affollano nelle curve a gomito. Menzione
all'originalità infine al colpo di clacson che genera un'onda sonica
devastante, da sganciare sulla portiera dell'equipaggio rivale in piena
derapata per massimizzarne gli effetti. Nell’angolo in alto a destra del
video vengono poi mostrati i potenziamenti raccolti dagli avversari e
il momento della loro attivazione, il che dà modo di gestire
strategicamente quelli in nostro possesso, magari facendosi aiutare da
un copilota per evitare di perdere di vista la strada. Per quelli invece
che "va bene il rally arcade, ma i power-up proprio no", è disponibile
l'opzione che ne consente la disattivazione, tuttavia il prezzo da
pagare per la loro assenza è la contemporanea rinuncia alle collisioni
tra le vetture sul tracciato: o power-up e sportellate, o corsa leale
tra quattro fantasmi.
Perché dunque utilizzare la licenza rally, qualcuno immaginiamo si
starà chiedendo? Perché questa era già in possesso di Milestone,
supponiamo, ma anche perché il mondiale rally fornisce un'ottima
occasione per proporre una suggestiva varietà di scenari e condizioni
meteorologiche, impressionanti fin dalle prime corse sulle Alpi francesi
mentre la luce si riflette nelle pozzanghere ghiacciate. Puristi o
arcadisti possono trovare un punto d'accordo nella valutazione
dell'opulenza grafica della rappresentazione a video, ricca di tutti
quei dettagli superflui che contribuiscono a creare una solida
atmosfera, quali ad esempio le foglie che cadono dagli alberi quando ci
si schianta contro col radiatore, e supportata da una fluidità costante e
granitica che maschera sapientemente gli sporadici difettucci che ad
avere l'occhio attento si riescono a vedere balenare in rare occasioni.
Tocco di classe poi sono gli oggetti più alti come costoni rocciosi o
alberi che impallano di tanto in tanto l'inquadratura aerea, come se la
camera virtuale fosse agganciata a un elicottero che segue le vetture
lungo il tracciato.
Sportellate con una Mini in curva. Sembra un normale lunedì mattina nel traffico milanese
L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL FUORI STRADA
Dall'elenco precedente in realtà manca un power-up non ufficialmente
riconosciuto come tale, ma ufficiosamente catalogabile come il più
versatile del mazzo: la pressione del tasto Y e il miracoloso rientro in
carreggiata. Dei quattro tasti (più stick analogico) sufficienti a
controllare ogni aspetto del gioco, uno infatti è riservato alla
possibilità di riportare in pista la macchina dopo essersi scontrati con
elementi del paesaggio o essere caduti vittima di ribaltamento. Nulla
di male, in fondo, si è già detto che Powerslide prende le distanze da
ogni pretesa simulativa. Non fosse che il ritorno in pista agevolato
risulta più veloce anche della manovra in retromarcia e può essere
attivato persino prima che la vettura si sia fermata del tutto. Una
curva presa larga,l'avversario ci spinge verso l'esterno, la ruota
finisce su un sasso, l'auto si ribalta e... STOP! Tasto Y e la macchina è
di nuovo in carreggiata, incollata al tubo di scarico dell'equipaggio
con cui facevamo a sportellate prima dell'incidente. Decisamente troppo
comodo. Questo aspetto è la punta dell'iceberg di un atteggiamento fin
troppo permissivo, molto italiano per citare "Boris", tenuto dal gioco
nei confronti del giocatore. È normale che i potenziamenti rendano le
gare riproduzioni su fango e neve delle Wacky Race di Dick Dastardly
dove spesso un fulmine all'ultima curva ribalta la classifica, un po'
meno che sia permesso tagliare chicane e ampie porzioni di tracciato
senza che il fuoripista rallenti, se non impercettibilmente, la vostra
andatura o che si debba provare ad andar per campi prima che la CPU
decida che il nostro comportamento sta uscendo un po' troppo dalle
righe.
Non mancano gli scorci suggestivi: questo è un ridente borghetto teutonico
Ad onor del vero però, questo instabile mix di elementi che
singolarmente possono far storcere il naso, danno vita a gare esilaranti
e imprevedibili anche contro la CPU, che da un lato aspetta il
giocatore se questi attarda troppo – mascherando però il famigerato
effetto elastico con un sapiente uso dei power-up – mentre dall'altro
ricorre senza esitazioni a manovre tra l'infame e il criminale per
spazzarvi via dal tracciato senza mostrare esitazione apparente. Non
capita di frequente di ritrovarsi a ridere davanti allo schermo mentre
si battaglia portiera contro portiera, tornante dopo tornante, sotto una
cascata di scintille, contro un'intelligenza artificiale che non
concede un centimetro. Superfluo dire che il divertimento di questo tipo
viene amplificato dalle gare online contro avversari in carne e ossa,
anche se dobbiamo ammettere alla lunga le corse perdono un po' di
mordente e la causa è da ricercarsi soprattutto nei power-up, un po' per
mancanza di ispirazione un po' per un bilanciamento non esattamente
millimetrico. Tenuto però conto della sua natura, arcade scaricabile a
prezzo contenuto, qualche limite in fondo è comprensibile, e tutto
sommato prima che l'entusiasmo si smorzi Powerslide può offrire diverse
ore di sana esaltazione.
Nessun commento:
Posta un commento