Le sorelle Giana sono cresciute e hanno dimenticato la cotta per Mario.
di Claudio Magistrelli, pubblicato il
Le Giana Sisters sono entrate di diritto nella storia del
videogioco grazie al famigerato caso di plateale plagio perpetrato dal
primo titolo della saga, The Great Giana Sister, ai danni di Super Mario
Bros., di cui rappresentava una copia carbone praticamente
indistinguibile se non per le due protagoniste. Come ogni reparto
marketing insegna: “bene o male non importa, basta che se ne parli”, e
le Giana Sisters sono entrate di prepotenza nell'immaginario collettivo
videoludico. Da oggi però il loro nome potrà essere associato a un
primato più piacevole, poiché Giana Sisters: Twisted Dreams è il primo
gioco finanziato attraverso una campagna Kickstarter ad approdare su
console. CI VEDO DOPPIO
Le sorelle Giana – in realtà le due ragazzine si chiamano Giana e Maria,
ma quest'ultima per qualche motivo viene sempre oscurata dalla prima –
sono ormai adolescenti, hanno superato la difficile fase iniziale della
loro vita spesa tra aule di tribunali e studi di avvocati, e sono ormai
divenute adolescenti. Invece di lanciarsi in una carriera hollywoodiana
fatta di mediocri film per adolescenti trasmessi dalla TV generalista
nei pomeriggi festivi come le gemelle Olsen, le nostre sorelle Giana
decidono invece di compiere un balzo meno metaforico e di tuffarsi senza
indugio in un misterioso portale apparso a mezz'aria nella loro
cameretta. In realtà è Maria a lanciarsi per prima, probabilmente come
atto di ribellione verso la notorietà della sorella, mentre a Giana
tocca inseguirla e divenire ancora una volta protagonista di un
videogioco.
Come
da tradizione, i nemici possono essere eliminati saltandogli in testa.
In questo nessuno se la prenderà con le sorelle per aver copiato Mario
Il mondo in cui le due giovani si sono tuffate senza pensarci un
attimo è quello onirico: Giana si muove all'interno dei suoi sogni, che
nella sua natura di adolescente non più bambina e non ancora donna sono
divisi tra un immaginario infantile colorato e uno più dark e decadente.
Le due declinazioni del suo inconscio sono speculari, ma presentano
alcune piccole differenze, quali barriere o piattaforme che costringono
la ragazzina a passare più volte tra l'uno e l'altro all'interno di uno
stesso livello per sgombrare o comporre il percorso che deve compiere.
Nel passaggio, Giana sfoggia anche due diverse personalità, Cute Giana e
Punk Giana, caratterizzate oltre che da un diverso atteggiamento anche
da due mosse speciali peculiari: la prima può roteare su stessa come una
ballerina planando nell'aria e rallentando le cadute, la seconda invece
tramuta la sua aggressività in uno slancio che le consente di compiere
balzi prodigiosi, rimbalzare sulle pareti e abbattere i nemici e parti
mobili dei livelli.
Twisted Dreams è dunque un platform fortemente caratterizzato dalla
presenza di puzzle logici da risolvere, connessi ovviamente alla
possibilità di alternare personaggi e mondi di gioco attraverso la
pressione di un tasto. Questa versatilità del gameplay permette a Giana
di muoversi all'interno di livelli piuttosto ampi e mai lineari, in cui
il percorso verso l'uscita presenta numerose deviazioni verso aree
facoltative, spesso difficilmente accessibili, che premiano la curiosità
con l'abbondante presenza di cristalli colorati. I sogni di Giana sono
infatti costellati da cristalli blu, gialli e rossi: mentre i primi
possono essere raccolti de entrambe le personalità della ragazza, quelli
gialli sono esclusiva di Cute Giana mentre quelli rossi sono a
disposizione della sola Punk Giana. La loro raccolta non è obbligatoria,
ma contribuisce insieme ad altri elementi, tra cui il numero di morti,
alla valutazione di fine livello.
Il mondo oscuro rimanda più volte all'immaginario cinematografico di registi come Tim Burton
Il miglior pregio del titolo è sicuramente la capacità di rendere in
breve tempo facile e accessibile un meccanismo che a prima vista può
apparire complesso e cervellotico. Poiché i livelli a disposizione non
sono eccessivamente numerosi – 23 in tutto, ma con ampi margini di
rigiocabilità come vedremo tra poco – il gioco non perde tempo e alza
fin da subito l'asticella della difficoltà, sia per quanto riguarda le
fasi che richiedono abilità prettamente manuale nel salto, sia nella
ricercatezza dei puzzle, finendo in breve per fondere i due aspetti. Va
applaudita l'abilità degli sviluppatori di Black Forest nella gestione
della curva di difficoltà, piuttosto ripida, ma mai eccessivamente irta
da scoraggiare, concedendo il tempo di padroneggiare ogni nuovo aspetto
prima del suo sfruttamento intensivo all'interno di situazioni più
articolate. Dalla fine del primo dei tre mondi Twisted Dreams diventa un
platform che richiede rapidità di mano e freschezza di mente lasciando
inesorabilmente indietro tutti coloro poco avvezzi al genere. La
dimostrazione più lampante del target hardcore del titolo è la
spietatezza delle modalità aggiuntive con cui viene ricompensato il
giocatore più abile. Oltre alle modalità Score Attack e Time Attack
sbloccabili fin da subito, la conquista della massima valutazione nei
tre boss fight dà accesso alla modalità Irriducibile dove non ci sono
checkpoint e ogni livello deve essere superato con una sola vita. Una
volta superata questa fatica per tutti i livelli si guadagna infine il
diritto di cimentarsi col gioco a livello Super Irriducibile: una sola
vita per completare l'intera avventura, morire significa ricominciare
dalla cut-scene iniziale. Per chi voglia lanciarsi in una simile prova,
super irriducibile pare una definizione fin troppo bonaria.
I nemici che nel mondo oscuro hanno l'aspetto di diavoli, in quello solare si tramutano in grossi pennuti
DUE STILI, DUE CHITARRE
Il tema del doppio è colonna portante di ogni aspetto del gioco. A
partire da quello visuale con la diversa rappresentazione estetica dei
due mondi strutturalmente identici, una solare e colorata, l'altra cupa e
tragica. Nonostante l'ottimo lavoro svolto nella gestione degli effetti
di transizione tra i due mondi in cui ogni elemento a video muta in
tempo reale, dai nemici agli elementi accessori del paesaggio come
alberi o finestre, sfoggiando ottime animazioni, il design dei due mondi
non pare egualmente ispirato e tende a calare di tono soprattutto nelle
ambientazioni più gotiche, troppo derivative nei confronti di canoni
ormai abusati. Più in generale è lo stile scelto a suscitare poco
entusiasmo, ma qui si entra nel novero dei gusti personali di chi
scrive. Più universale invece è una certa confusione a video, dovuta al
sovrapporsi di più piani rispetto all'unico interagibile, che a volte
non consente di notare a prima vista piattaforme o nemici, elementi che
forse avrebbero giovato di un design che li facesse spiccare
maggiormente rispetto ai fondali. Il colpo d'occhio è comunque notevole e
l'insieme degli elementi apprezzati in movimento non sfigura rispetto
ad altri titoli che possono contare su valori produttivi decisamente più
consistenti.
Il mondo luminoso appare decisamente più ispirato
Non poteva mancare infine anche una doppia colonna sonora dunque,
realizzata per altro dallo stesso Chris Hülsbeck già autore delle
musiche originali, in collaborazione con i Machinae Supremacy, che si
sono occupati degli arrangiamenti rock. Il salto da un mondo all'altro
determina in contemporanea il cambiamento nel tema musicale, da quello
classico delle avventure di Cute Giana si passa dunque a una sua
distorsione da rock elettrico, più in linea con lo stile di Punk Giana.
Il tutto avviene senza urtare l'orecchio con un salto di traccia, solo
un semplice effetto sonoro maschera il passaggio in ogni caso
decisamente armonico: la sensazione è che dei nuovi strumenti entrino a
suonare insieme agli altri e, forse complice l'attenzione richiesta dal
gioco, non si avverte mai la fastidiosa sensazione di stacco.
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