domenica 28 aprile 2013

Lost Planet 3

Ritorno tra i ghiacci

Misteri, energia e mostri alieni...


Dopo una prima avventura complessivamente più che discreta e un secondo episodio non privo di evidente lacune, la saga di Lost Planet si appresta a tornare su PC, PS3 e Xbox 360 con un nuovo capitolo ambientato ancora una volta sul pianeta E.D.N III. Complice un salto nel passato di alcune decine di anni, i nuovi sviluppatori (Spark Unlimited, che ha “ereditato” la serie da un team interno Capcom) ci porteranno in un’epoca in cui la colonizzazione di E.D.N III da parte della NEVEC era ancora in fase embrionale e in cui i pochi ricercatori presenti sul pianeta dovevano confrontarsi con la “popolazione locale”, i temibili Akrid. Nel corso di un recente evento organizzato da Halifax nella sua sede milanese abbiamo avuto modo di provare le prime fasi di gioco, di affrontare un paio di sfide multigiocatore e, accompagnati da Andrew Szymanski (producer di Lost Planet 3), di vedere alcune meccaniche legate alle fasi di trivellazione e di recupero dei materiali.

UN SALTO NEL PASSATO

La vita su E.D.N III non è certo semplice. Il pianeta, che racchiude nel sottosuolo le risorse energetiche necessarie a garantire la sopravvivenza della terra, è infatti un luogo tanto pericoloso quanto inospitale. Se le temperature polari non fossero un ostacolo sufficiente, i colonizzatori inviati dalla Neo-Venus Construction devono infatti difendersi dagli attacchi di creature tutt’altro che amichevoli. Accettare un posto di lavoro su E.D.N III è quindi piuttosto pericoloso, ma le condizioni economiche decisamente vantaggiosi hanno spinto un manipolo di coraggiosi a correre ogni tipo di rischio e ad avventurarsi in queste lande desolate; appartiene ovviamente a questo gruppo Jim Peyton, il personaggio che avremo modo di controllare nel corso di Lost Planet 3 e che nelle fasi iniziali di gioco (quelle da noi provate nel corso della sessione di hands on) giungerà sul pianeta e farà immediatamente conoscenza con i suoi compagni di lavoro e con alcune tra le insidie presenti.
Nelle fasi di trivellazione è necessario difendere il RIG dagli assalti degli  Akrid fino a quando non si è recuperata tutta l’energia presente - Lost Planet 3
Nelle fasi di trivellazione è necessario difendere il RIG dagli assalti degli Akrid fino a quando non si è recuperata tutta l’energia presente
I primi minuti di gioco non serviranno solamente per introdurre i personaggi principali e per fornire gli spunti narrativi che si svilupperanno con il progredire delle missioni, ma permetteranno di entrare rapidamente in contatto con tutte le meccaniche base relative al controllo di Jim Peyton e del suo Rig, un gigantesco robot utilizzabile sia per difendersi dagli attacchi nemici che per la trivellazione del sottosuolo. Le sequenze a piedi hanno messo in mostra dinamiche tipiche degli sparatutto in terza persona, con missioni dall’andamento piuttosto lineare (non sappiamo se nelle fasi avanzate sarà disponibile una maggiore libertà di manovra) e strutturate su sequenze di attacchi nemici che accompagnano l’avanzamento verso l’obiettivo. Piuttosto canonico anche il sistema di controllo che non sembra presentare soluzioni che discostino Lost Planet 3 dai classici del genere, mentre per giudicare l’arsenale disponibile dovremo attendere di avventurarci in porzioni più avanzate del gioco; nelle fasi iniziali le armi nelle nostre mani si limitavano infatti a un fucile e a degli ordigni esplosivi, ma è facile immaginare che i crediti duramente guadagnati durante le missioni saranno spendibili per incrementare in maniera considerevole il nostro potenziale esplosivo.
Se le fasi a piedi sono caratterizzate da una discreta velocità e frenesia, il ritmo di gioco subisce un brusco rallentamento una volta a bordo del RIG. Questo bestione metallico ha lo svantaggio di muoversi con notevole lentezza, ma è dotato di una corazza difensiva molto resistente che permette di ridurre i rischi durante gli spostamenti. Il potenziale offensivo del RIG è piuttosto ridotto trattandosi prettamente di un mezzo di lavoro, ma i due bracci meccanici equipaggiati con una trivella e un gancio sono comunque in grado di causare una buona dose di danni ai nemici, soprattutto a quello meno potenti. Oltre a essere utile per gli spostamenti, il RIG sarà protagonista di una alcune missioni secondarie, denominate “platform mode”, in cui si trasformerà da mezzo di trasporto a vera e propria postazione di trivellazione; per riuscire a portare a termine queste fasi sarà necessario difendere il RIG dall’assalto di decine di Akrid per il tempo necessario per completare la raccolta di energia, con la possibilità di riparare i danni subiti mediante un semplice minigioco basato sul movimento delle due levette direzionali.
Oltre a differenti set di armi e di abilità, nella modalità multigiocatore è  disponibile un rampino che permette di muoversi rapidamente nell’area di gioco - Lost Planet 3
Oltre a differenti set di armi e di abilità, nella modalità multigiocatore è disponibile un rampino che permette di muoversi rapidamente nell’area di gioco

COMBATTIMENTI A SQUADRE

Portata a termine la missione single player ci siamo avventurati in due sfide multigiocatore a squadre, entrambe per team composti da cinque giocatori. La prima modalità provata vedeva due squadre impegnate a raggiungere obiettivi contrapposti: da un lato un team doveva scortare una trivella (con la possibilità di ripararla in caso di danni) fino a un punto prestabilito della mappa, mentre il secondo team aveva l’obiettivo di fermarli. L’area di gioco era di dimensioni discrete anche se, visto il compito da portare a termine, la maggior parte dell’azione si è svolta nei pressi della trivella. Più contenuta come dimensioni la mappa in cui abbiamo affrontato la seconda modalità, una variante del classico “cattura la bandiera” in cui l’oggetto da portare alla propria base era in possesso di un gigantesca creatura aliena; ogni turno di gioco era quindi strutturato in due diversi momenti, un primo in cui entrambe le squadre erano impegnate nell’eliminazione del mostro in questione e un secondo in cui la “bandiera” doveva essere portata alla propria base.
Frenetiche e complessivamente divertenti, queste due partite ci hanno permesso di mettere mano su una porzione piuttosto corposa dell’arsenale di gioco; pur non avendo avuto modo di vedere quale sarà l’impatto del sistema di evoluzione del personaggio, abbiamo potuto utilizzare differenti set di armi che comprendevano fucili di precisione, mitragliatrici e armi a impulsi, oltre ad abilità speciali che permettevano, ad esempio, di posizionare delle torrette di supporto. Interessante la possibilità di utilizzare un rampino per spostarsi tra i vari dislivelli presenti, così come è degna di menzione la presenza di mech (utilizzabili liberamente da entrambe le squadre) dall’elevato potenziale distruttivo.
Il RIG è un mezzo di lavoro piuttosto pesante. Le sequenze al suo interno sono  caratterizzate da un ritmo di gioco decisamente lento - Lost Planet 3
Il RIG è un mezzo di lavoro piuttosto pesante. Le sequenze al suo interno sono caratterizzate da un ritmo di gioco decisamente lento

UN PIANETA PERDUTO?

Il primo contatto con Lost Planet 3 ci ha permesso di avere un’idea globale di quanto avrà da offrire il nuovo nato di casa Capcom, anche se restano ancora numerosi dubbi relativi tanto alla campagna single player che alla componente multigiocatore. L’impressione ricavata fino ad ora è che l’avventura di Jim Peyton presenti soluzioni stilistiche piuttosto canoniche, per quanto complessivamente godibili, ma per valutare il lavoro dei ragazzi di Spark Unlimited dovremo attendere di mettere le mani su una versione che ci permetta una sessione di hands on più ampia e che tocchi ogni aspetto di gioco, dai semplici combattimenti fino alle fasi di customizzazione del personaggio.

Nessun commento:

Posta un commento