L'inquinamento atmosferico è sopra la soglia d'allarme, ci sono
poche aree verdi, il traffico è insostenibile e mancano offerte di
lavoro. Questi e tantissimi altri sono i problemi che ogni buon sindaco è
tenuto a risolvere se vuole che i suoi concittadini siano felici di
abitare nella loro città. E se fare il sindaco fosse un gioco?
Probabilmente è la domanda che si fece, nel 1989, il game designer di
Maxis Will Wright quando realizzò SimCity, il primo videogioco che
simulava la gestione di una città e metteva il giocatore nei panni di un
sindaco. Visto il successo al debutto, SimCity divenne una serie di
livello mondiale, e negli anni successivi vennero rilasciati altri
capitoli sempre molto validi.
In quanto padre fondatore e primo esponente del genere city-building,
il prodotto di Maxis fece scuola ad altri titoli di successo, come la
serie Caesar e Tropico. Dopo ben 10 anni dall'ultimo capitolo (SimCity
Societies, rilasciato nel 2007, è in realtà uno spin-off dalla
giocabilità differente rispetto alla serie originale) il team di
sviluppo ha portato nei negozi un nuovo capitolo, denominato
semplicemente SimCity. Andiamo a scoprire se la magia del city-building
per antonomasia è rimasta invariata.
Durante l'ordinario svolgimento delle mansioni da sindaco, si potrà
decidere di aiutare gli abitanti o completare alcune piccole missioni
per alzare il livello di felicità dei cittadini e guadagnare qualche
solo extra
MIO DIO, MIO DIO, PERCHÉ MI HAI ABBANDONATO
Sin dalle prime battute, si nota immediatamente una differenza
macroscopica rispetto ai precedenti capitoli: non è infatti possibile
scegliere un appezzamento di terreno e modificarlo a proprio piacimento,
ma sarà solamente consentito selezionare delle aree di terreno
preconfezionate fra quelle proposte all'interno di una serie di regioni.
Anche se da un lato la varietà è molto buona, l'assenza della
terraformazione tarpa la creatività all'esperienza di gioco e limita le
varianti morfologiche a cui potrà attingere il videogiocatore. Allo
stesso modo, non sarà possibile occupare e urbanizzare territorialmente
tutta la superficie della regione, ma solamente le aree preposte e
definite dal gioco. Limiti che potrebbero portare molti fan della saga a
lasciare sullo scaffale il titolo senza alcuna remora, ma che invece
sono figli di una chiara scelta di design, atta a sfruttare al meglio la
nuova caratteristica introdotta da questo ultimo capitolo del brand: la
socialità.
Fra le numerosissime tabelle presenti all'interno del sistema di gioco,
quella che guarderete sicuramente con più frequenza sarà quella
relativa al bilancio. Diventerà una vera e propria ossessione!
All'interno di una regione, è possibile far sorgere diverse città, da
un minimo di 2 ad un massimo di 16, gestite da uno stesso giocatore o
da giocatori differenti, fra cui possono nascere degli accordi per
sviluppare determinati rami produttivi o raggiungere obiettivi comuni.
Ad esempio, se la propria metropoli non è in grado di soddisfare la
richiesta interna di energia o di acqua è possibile acquistare quella
prodotta in esubero da un'altra città della stessa regione, oppure, è
consentito esportare e importare materie prime, prodotti come
processori, leghe, plastica o tanto altro ancora. Ecco quindi che il
fatto di aver a disposizione minore spazio su cui fondare e sviluppare
città va incontro all'esigenza di collaborare con gli altri sindaci,
elemento che, in presenza di possibilità edificatorie enormi come in
passato, perderebbe la sua ragion d'essere. L'inedito aspetto social di
questo SimCity innalza indubbiamente la varietà del gioco e le variabili
da tenere in considerazione durante la gestione della città, inverdendo
meccaniche sempre molto valide e divertenti, ma assolutamente obsolete.
Il fatto che una città sia maggiormente propensa a produrre un
determinato bene rispetto ad un altro dipende sia dalla volontà del
sindaco che da quello che il terreno è in grado di offrire. Se ci si
trova vicino al mare, non sarà difficile ottenere dell'acqua limpida a
basso costo da vendere quindi agli altri sindaci, oppure, se sotto le
fondamenta della città si trovano dei preziosi giacimenti petroliferi e
delle vene di carbone o minerali, sarebbe da pazzi non erigere una
trivella o una fiorente industria mineraria. Ogni singola scelta,
ovviamente, rimane a totale discrezione del giocatore, ma è importante
tenere in considerazione e sfruttare quelle che sono le caratteristiche
morfologiche della propria città per ottenere i risultati migliori.
l motore grafico di SimCity restituisce una buona qualità grafica e
architettonica degli elementi, e riesce a mantenere un frame rate sempre
costante anche quando la città si trasforma in una gigantesca, caotica e
chiassosa metropoli
PRIMA DI TUTTO, ECONOMIA E SPAZIO
Una volta scelto quale appezzamento di terreno trasformare nella propria
metropoli, sarà necessario occuparsi della edificazione e relativa
gestione. Come da tradizione, il gameplay contiene al suo interno
un'innumerevole mole di elementi e dettagli da seguire, ma sono due gli
aspetti principi attorno ai quali ruota l'esperienza di gioco,
soprattutto nelle prime battute: economia e spazio.
Il giocatore deve infatti decidere come ottimizzare al meglio la
superficie che ha a disposizione, suddividendola fra zone residenziali,
commerciali e industriali, e tenendo al contempo in considerazione il
conseguente beneficio economico e il futuro sviluppo urbano. Imbastita
una prima fetta di piantina cittadina, successivamente si passa alla
costruzione dei servizi fondamentali per i cittadini, come la rete
idrica, elettrica e fognaria. Per questi ultimi sono necessarie
soluzioni che trovino un giusto compromesso fra spesa di mantenimento
del servizio, felicità dei cittadini, spazio occupato ed efficienza. Ad
esempio, è possibile optare per una stazione eolica o una centrale ad
energia solare se si tiene particolarmente al discorso ambientale, ma è
ovvio che una centrale elettrica a carbone o a petrolio offrirà
prestazioni molto superiori occupando un'area minore, ma ad un livello
di inquinamento altissimo.
A questo si aggiungono un' infinita serie di opere e servizi come
forze dell'ordine, pompieri, raccolta rifiuti, trasporto pubblico e
istruzione. Il centro nevralgico delle possibilità espansive della città
è il Comune, che, una volta raggiunto un certo numero di abitanti, può
essere migliorato avviando la costruzione di vari Dipartimenti, la cui
presenza sblocca nuove opzioni costruttive relative ad istruzione,
sicurezza, ambiente, turismo e trasporto. Questi potenziamenti vengono
poi condivisi con tutte le altre città della regione, legando a doppio
filo lo sviluppo di ogni città a quello delle altre.
A differenza dei precedenti capitoli, saranno le tipologie di strade – a
bassa, media ed alta densità - a determinare la quantità di abitanti
che possono abitare nella città
IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI? MA ANCHE NO! La pirateria è un male da debellare, su questo non ci piove. Ma che
si vada a minare la possibilità di giocare per cercare di arginarla, è
un vero e proprio affronto ai “diritti del videogiocatore”, forse ancora
peggiore della pirateria stessa. Sembra proprio che l'impasse di
Ubisoft con il suo DRM always-on alla versione PC di Assassin's Creed II
o il più recente caso dei server intasati di Diablo III non siano
bastate ad EA per evitare la figuraccia di SimCity, praticamente
ingiocabile i primi due giorni dal rilascio.
Puntare il dito sulla solidità della piattaforma Origin non è
assolutamente nostra intenzione, e pare che ora la situazione sia
tornata alla normalità grazie all'aggiunta di nuovi server e ad alcune
patch correttive. Quello che la nostra disanima vuole evidenziare sta
alla base. Sarebbe bastato inserire una modalità offline, visto e
considerata anche la tipologia di gioco di cui stiamo parlando, o
semplicemente permettere ai videogiocatori di accedere a SimCity – e
quindi ad Origin – senza essere obbligatoriamente collegati alla rete,
come succede, ad esempio, con la piattaforma Steam. EA e Maxis hanno
dichiarto più volte che questo è uno dei metodi più efficaci per
combattere la pirateria, ma a conti fatti si è rivelato semplicemente un
autogoal. Certe volte, al contrario di come la intendeva il buon
pensatore Niccolò Macchiavelli, il fine NON giustifica i mezzi.
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