Tutti in campo...
Prime impressioni sulla demo di Pes 2013.
Dopo aver toccato con mano per qualche partita Pro Evolution Soccer 2013 grazie a una breve visita negli uffici milanesi di Halifax (con una versione mostrataci al grido di “Questa-versione-non-la-doveva-provare-nessuno-perché-è-ancora-molto-molto-molto-indietro-ma-a-noi-è-piaciuta-molto-quindi-ve-la-facciamo-provare-anche-se-è-molto-molto-molto-indietro”), la simulazione calcistica made in Konami è pronta a entrare in contatto con il grande pubblico attraverso una demo disponibile per PS3, PC e Xbox 360. Liberato un po’ di spazio su disco rigido e scaricato il tutto abbiamo ghermito il nostro pad e siamo scesi in campo per vedere come procede lo sviluppo…
Grazie al nuovo Player ID i comportamenti e le movenze dei giocatori sono riprodotti con estrema fedeltà
PORTIERI E PAPERE
Uno degli elementi su cui Konami aveva promesso di lavorare maggiormente era il comportamento dei portieri. In Pes 2012 gli estremi difensori erano infatti protagonisti di interventi poco convincenti, con uscite bizzarre e una reattività non sempre all’altezza della situazione. Memori anche di quanto visto nella nostra prima prova (con la versione molto-molto-molto-indietro di cui sopra) ci siamo avvicinati alla demo con indole decisamente positiva e, per iniziare subito al meglio, abbiamo scelto l’Italia per testare le capacità di Buffon. La prima azione a cui abbiamo assistito ha però riportato alla mente incubi di un passato recente: su un lungo spiovente proveniente dalla fascia il buon Gigi si prepara a intervenire, sguardo fisso sul pallone, movimenti decisi. Il cross è lento, l’avversario più vicino si trova a qualche metro di distanza, sono le condizioni ideali per bloccare la sfera e far ripartire rapidamente la manovra offensiva, ma Buffon si tuffa in maniera goffa, manca il contatto con la palla e solo il provvidenziale intervento di un difensore evita la segnatura. Un inizio da incubo, che è stato ampiamente controbilanciato da quanto visto nelle successive partite; solamente in un altro caso (un piazzamento incomprensibile su un calcio piazzato che ha lasciato sguarnita quasi tutta la porta) il comportamento degli estremi difensori ha palesato grosse lacune, e l’impressione generale è che i passi in avanti in questo settore siano sufficientemente corposi. Tra i pali i portieri hanno dimostrato buona reattività, un sempre apprezzabile senso della posizione e una discreta sicurezza negli interventi, mentre nelle uscite (comunque decisamente migliori rispetto a Pes 2012) sono ancora presenti alcune piccole sbavatura.UNA SQUADRA COMPATTA
Una volta superate le paure riguardanti il comportamento degli estremi difensori, abbiamo affrontato le successive partite cercando di analizzare le risposte dei giocatori ai comandi e i comportamenti dei vari reparti. Il primo elemento che risalta è la sensibile riduzione della velocità di gioco, fatto che permette di eseguire manovre ragionate e fitte reti di passaggi. La costruzione di azioni discretamente realistiche è possibile anche grazie ad alcuni passi in avanti nell’intelligenza artificiale dei propri compagni di squadra. Se già in Pes 2012 erano presenti movimenti senza palla (classiche soprattutto le sovrapposizioni dei terzini sulle fasce) in Pes 2013 tutti i giocatori sembrano comportarsi con maggiore logica e, lavorando sul posizionamento dei calciatori e sugli schemi, si possono ottenere ottimi risultati. In fase di possesso palla i centrocampisti tendono a seguire la manovra e si esibiscono in saltuari inserimenti, mentre in difesa la squadra assume una posizione di copertura degli spazi con i giocatori controllati dalla cpu che si comportano sempre in maniera adeguata.
I
portieri, storicamente uno dei punti deboli delle ultime edizioni di
Pro Evolution Soccer, sembrano finalmente dotati di una intelligenza
artificiale di buon livello
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