sabato 27 aprile 2013

PS4: uscita e caratteristiche tecniche [FOTO]

E’ stata presentata la PS4. L’uscita e le caratteristiche tecniche della console di Sony sono state ufficializzate, anche se in parte, durante un apposito evento di presentazione della nuova piattaforma di gioco, che avrà il compito di raccogliere l’eredità dell’attuale PS3, molto apprezzata dai giocatori. Le ultime news sulla console ci parlano di un’esperienza di gioco innovativa. L’ideaannunciata da Sony è infatti quella di ridurre a zero i tempi di scaricamento dei giochi digitali. Naturalmente si tratta di un obiettivo a lungo termine, ma si tratta di una possibilità molto interessante: quella di prevedere il gioco che compreremo.
Per questo motivo è stata progettata un’architettura del sistema molto intelligente, rivolta anche verso l’interazione con il mondo dei social network. E’ stato presentato nei dettagli anche un nuovocontroller, con un tasto trig migliorato, con una latenza ridotta, un touchpad per una nuova forma di input e un pulsante per la condivisione veloce dei contenuti. Al controller è stata associata anche una particolare lightbar e insieme al nuovo sistema di controller è stata creata una seconda periferica, capace di riconoscere l’ambiente in cui si muove il giocatore.
E’ stato detto che i videogames potranno essere scaricati velocemente sulla PS4 (nome in codiceOrbis), anche quando l’interruttore della console è spento. Si potrà effettuare il download di una parte dei dati del gioco e iniziare a giocare. Il resto del download avverrà durante la fase di gioco.
E’ stata annunciata anche una nuova interfaccia grafica, basata molto sulla condivisione. Durante una partita si potrà selezionare una porzione dell’azione effettuata, taggarla, condividerla online con gli amici e tornare a giocare. Inoltre si potrà guardare una partita effettuata dagli amici dal vivo e interagire con loro, anche per aiutarli a proseguire in caso di difficoltà.
PlayStation 4 sarà dotata di un’architettura da PC, con CPU X86, GPU evoluta da PC e 8 GB di memoria. In particolare un chip sarà dedicato al download in background. Non si sa quale sia esattamente il prezzo della console, ma, secondo ciò che hanno riportato i siti giapponesi, il costodella PS4 si dovrebbe aggirare intorno ai 320 euro.
Grazie a Gaikai, la nuova console di Sony potrà supportare il remote play con PS Vita. L’innovativa console potrà diventare una sorta di equivalente di GamePad della Wii U e avrà la funzione di server di trasmissione. Quando esce la nuova console? L’uscita di PS4 è prevista entro l’anno, quindi ben presto, nel corso del 2013, potremo mettere le mani su questo nuovo gioiello della tecnologia.
PS4: i rumors della vigilia
ps4 uscita 20 febbraio
La PS4 sarà in uscita il 20 febbraio, almeno per quanto riguarda i dettagli relativi alla presentazione ufficiale della nuova console di Sony. Sulla futura generazione della piattaforma videoludica, versione successiva alla PS3, si hanno già delle informazioni per quanto riguarda le caratteristiche. Ma nessuno ha ancora a disposizione dei dettagli precisi sull’aspetto della nuova console. Il designer Gavin Ringquist ha provato però a creare un modello di PlayStation 4, sulla base di quanto attualmente si conosce sulla nuova console di gioco.
ps4 design
Ne è venuto fuori, realizzato interamente con Photoshop, un progetto veramente interessante, con una console dall’aspetto compatto e dal design essenziale e con un controller simile a quelli attuali. La “PS Four” (così è stata chiamata dal designer) sarà veramente così?
PS4, tanto attesa console di Sony, sarà presentata il 20 febbraio, in occasione di un evento che si svolgerà a New York. Lo ha svelato Masaki Tsukakoshi, che ha detto a chiare lettere come sarà affrontata la questione. Una mossa sicuramente da non sottovalutare, perché, in questo modo, la casa di produzione riuscirà a battere Microsoft, che ha intenzione di svelare molto probabilmente l’Xbox 720 nell’ambito dell’E3 2013, che si terrà a giugno. La PS4 verrà lanciata sul mercato nel corso di quest’anno, in un momento molto importante per l’ambito dei videogiochi.
Sono emerse anche alcune caratteristiche particolari che caratterizzeranno la nuova console. Si sa che PlayStation 4 prenderà in considerazione anche l’aspetto social dei videogiochi. D’altronde questo si configura come un aspetto che non si può eludere, visto che proprio la condivisione rappresenta ormai un elemento importante, se non una vera e propria tendenza.
Tra l’altro, è previsto anche un miglioramento hardware rispetto al modello precedente. Sony inizialmente aveva pensato addirittura di non affidarsi ad un supporto fisico, permettendo un accesso ai titoli per mezzo del download via internet.
Tuttavia poi ha abbandonato questa idea, perché ha considerato che in alcuni Paesi del mondo la connessione alla rete è piuttosto lenta. In ogni caso, la PlayStation 4 avrà sicuramente delle caratteristiche innovative.
Si parla di una console in grado di far girare i giochi in 4k, quindi saremo sicuramente nell’ambito dell’ultra HD. La nuova console di Sony dovrebbe essere dotata di un processore AMD a 8 core e 64 bit, per 8 GB di memoria RAM.
La scheda grafica dovrebbe essere AMD R10XX con 2.2 GB di memoria dedicata. Non mancherà illettore Blu-Ray. Sono ormai passati due anni dall’ultimo evento che l’azienda ha dedicato allaPlayStation.
L’ultimo si è avuto nel gennaio del 2011, quando è stata presentata PS Vita, la versione portatile. Da quando è stata lanciata la PS3, la console ha venduto 70 milioni di pezzi. Tuttavia non va dimenticato che nel frattempo il mercato videoludico è stato ampiamente rivoluzionato dalla sempre più ampia diffusione di smartphone e tablet.
In questo modo sono stati proposti anche dei giochi a basso costo o disponibili anche gratuitamente. Che ruolo avrà la console di Sony in un mercato così competitivo? Staremo a vedere, ma di certo gli appassionati sono sicuri del fatto che la nuova versione della PlayStation avrà molto da dire. Non resta che aspettare l’evento di presentazione del 20 febbraio.

venerdì 26 aprile 2013

Recensione di Dead Island: Riptide

Gli zombie hanno una qualità non indifferente in qualunque media: sono l’antagonista perfetto. Privi di intelligenza e umanità non portano chi li elimina a considerare la moralità delle sue azioni, in quanto prodotti da un virus o da eventi mistici incomprensibili garantiscono di sviluppare attorno a loro un background complesso di qualunque natura, ed essendo quasi totalmente privi di cervello possono facilmente venir inseriti in un titolo con l’intelligenza artificiale di una gallina molto aggressiva, senza provocare proteste dei giocatori. 
Vista la loro utilità, i simpatici non morti barcollanti vengono usati come il prezzemolo nei videogiochi, cosa che ormai porta quasi a storcere il naso davanti a un nuovo annuncio di uno zombie game. Negli ultimi anni, però, un titolo spuntato dal nulla di nome Dead Island è riuscito a far parlare non poco di sé grazie a un trailer dannatamente ben fatto, e ha ottenuto un lodevole successo di pubblico e critica. Il lavoro di Techland non era tuttavia privo di difetti e non è riuscito a estasiare i videogiocatori nonostante le buone idee, quindi molti tra i suoi fan attendevano un’espansione capace di fargli fare quel balzo qualitativo che distingue un buon gioco da un capolavoro.
Detto fatto, gli sviluppatori si sono messi al lavoro su Dead Island: Riptide, un sequel diretto migliorato che riutilizza gran parte degli elementi del predecessore. L’abbiamo giocato, e oggi vi diremo la nostra. 


Dalla padella alla brace
Riptide prende il via esattamente da dove avevamo lasciato il nostro gruppo di sfortunati eroi improvvisati, a bordo di un elicottero e in fuga dall'ormai infestata isola di Banoi. Atterrati su una portaerei militare, i protagonisti si ritrovano imprigionati per essere studiati, poiché immuni al virus. C'è solo un piccolo problema, seppur in grado di combattere l’infezione, i nostri sono pur sempre portatori sani e involontariamente la piaga si diffonde anche a bordo della nave, che invasa dagli zombie va ad arenarsi sull’isola vicina di Palanai. Lì il gruppo scopre che il virus si è diffuso molto più velocemente del previsto, e che il luogo ove si trovano e infestato ancor peggio di Banoi. Non una bella situazione, non c’è che dire.
Come facilmente intuibile, la trama non è esattamente una pietra miliare della narrativa videoludica, e risulta poco più che un espediente per far avanzare il giocatore nella campagna. Va però precisato che il lavoro fatto sulla storia è migliore rispetto a quello visto nel capitolo precedente, con un ritmo meglio calcolato delle main quest, una serie di comprimari e sopravvissuti direttamente invischiati nelle vicende, e persino qualche colpetto di scena qua e la. Probabilmente non vi incollerà alla sedia, ma è già qualcosa. 
Il punto di forza di Dead Island: Riptide è il gameplay, che riprende praticamente nella loro totalità gli elementi del gioco originale, limandoli e perfezionandoli. In pratica ci si trova ancora una volta in un territorio molto esteso e quasi completamente esplorabile, escluse certe zone bloccate fino all’attivazione di missioni specifiche. Vagando tra le locazioni sicure è possibile parlare con i sopravvissuti di Palanai e farsi affidare delle quest secondarie che offrono esperienza aggiuntiva e equipaggiamento di buona qualità. 
Non si tratta di un fps puro, ma di una sorta di action adventure in prima persona, dove le armi da fuoco sono secondarie per gran parte della campagna e gli strumenti di morte principali sono mazze e armi da taglio, che si basano su un sistema piuttosto peculiare. Se armati di un machete, una mazza da baseball o simili, il puntatore segue la traiettoria dell’arma solo parzialmente, rendendo difficile piazzare colpi alla testa (che fanno ovviamente più male) e ogni tipologia di strumento ha caratteristiche uniche con effetti variabili sui corpi dei non morti: le lame fanno in generale danni più elevati e possono tranciare gli arti dei nemici limitandone il raggio d’attacco o azzoppandoli, le mazze invece li sbattono spesso e volentieri a terra o allontanano temporaneamente i non morti più massicci. Ogni arma può venire inoltre lanciata, anche se quelle da taglio risultano per ovvie ragioni più indicate.


In corpo a corpo l’equipaggiamento infine si consuma dopo ogni mazzata, caratteristica che costringe saltuariamente a ripararlo su banchi da lavoro sparsi nella mappa, ed è necessario tenere d’occhio una barra della stamina per non rimanere bloccati dopo una serie di colpi.
Gli elementi gdr del gioco hanno una notevole importanza, poiché offrono non solo bonus passivi ma tecniche aggiuntive come la possibilità di eliminare un nemico a terra con un pestone, attaccare in carica o fare danni ad area con un lancio. A questo sviluppo del personaggio, scelto peraltro a inizio gioco tra i precedenti protagonisti e un nuovo compagno di nome John, va ad unirsi un sistema discretamente complesso di potenziamento delle armi, sempre tramite i banchi da lavoro citati poco sopra. Pimpare una mazza o un coltellaccio è facile, basta trovare dei progetti girovagando per Palanai, e utilizzare gli oggetti raccolti nelle varie zone per costruire dei modificatori che vanno a fondersi automaticamente con le armi che meglio li supportano. Con i giusti pezzi si possono creare asce velenose, mazze chiodate, pale infuocate e tutta una serie di altre chicche dotate di effetti elementali variabili.
Le bocche da fuoco non sono ad ogni modo escluse totalmente dall’equazione, anzi, in Riptide i miglioramenti in questo campo sono evidenti. Mentre in Dead Island pistole fucili e amici vari venivano trovati solo a fine avventura e risultavano poco efficaci, nel successore risultano utilizzabili già nella fase introduttiva a bordo della portaerei, e ritornano in campo a metà campagna. Il loro danno sui nemici è limitato, ma si moltiplica sostanzialmente quando si colpiscono gli avversari in testa, cosa che le rende molto più utili rispetto al passato.
Sono una serie di meccaniche ben calcolate e soddisfacenti, che rendono il sistema di combattimento di Riptide piuttosto gustoso. Le modifiche sono limitate, ma positive, e brillano ulteriormente quando si osserva la rinnovata varietà dei nemici su Palanai, maggiore rispetto al gioco base. Il virus responsabile dell’infezione è mutevole, quindi incontrerete bestioni corazzati ma lentissimi, corridori estremamente rapidi e fastidiosi, zombie normali, zombie tossici, qualche umano armato e persino non morti lancia granate dalla distanza. Non mancano neppure boss fight limitate discretamente impegnative, con la difficoltà che si mantiene passabile grazie ai danni elevati dei nemici e alle orde in mezzo alle quali ci si viene fin troppo spesso a trovare.  


Elogiati i miglioramenti, è comunque il caso di passare ai lati negativi di Riptide, che mantiene più di una magagna. In primo luogo le quest, seppur meglio ripartite rispetto al passato, sono nel 90% dei casi delle semplici fetch quest ripetitive e possono facilmente venire a noia poiché si limitano a portare il giocatore in una zona indicata per poi fargli trovare l’oggetto richiesto. Sono state introdotte numerose quest di difesa, che vi vedranno impegnati a respingere un assalto di zombie barricati insieme agli altri sopravvissuti nel quartier generale del momento, ma si tratta pur sempre di combattimenti prolungati leggermente più difficili della media, quindi non ampliano più di tanto lo spettro della campagna. Per fortuna, come detto all’inizio, il ritmo delle main quest è furbo e porta a un crescendo di nemici sempre più pericolosi e armi in continua evoluzione che diverte e convince (specie se si giostrano le secondarie a dovere). 
Abbastanza abusabile poi il loot system, che permette facilmente di ottenere cifre astronomiche in poco tempo e forse esagera col numero di oggetti trovati sui cadaveri dei nemici. Non avrete mai problemi di arsenale, questa è una certezza assoluta. Vorremmo anche capire come mai in un gioco ambientato su di un'isola tropicale i protagonisti non sappiano nuotare, ma immaginiamo sia una scelta di game design per limitare la mobilità in determinate mappe.
Il multiplayer è migliorato in Riptide, e ora una disconnessione del proprio partner viene semplicemente indicata da un messaggio, permettendo di continuare con calma le proprie avventure. Molto interessante un nuovo sistema che indica se un altro giocatore è nelle vicinanze, e permette di unirsi al volo alla sua partita. Il lavoro di Techland è più godibile in cooperativa, grazie a un intelligente ricalcolo dei livelli di difficoltà degli avversari che permette a giocatori di livello basso di unirsi a cacciatori di zombie già molto potenziati senza grossi sbalzi.
Insomma, valutando tutti i fattori, siamo davanti più a un update 1.5 (o forse addirittura 1.3) di Dead Island che a un vero seguito, ma almeno i vari elementi sono stati ritoccati con criterio. 


Sono i fantasmi che attraversano le pareti, o gli zombie?
Il comparto tecnico è forse l’aspetto più deludente dell’opera Techland. Le ambientazioni convincono, il titolo è fluido e al massimo dettaglio si presenta piuttosto bene, ma i modelli tridimensionali di qualunque personaggio non principale lasciano molto a desiderare, così come di livello scarsino sono le loro animazioni e i doppiaggi in lingua originale. Non manca poi la solita vagonata di bug visivi, con interpolazioni poligonali continue e varie assurdità legate a ragdoll dei nemici impazzito e altre castronerie. Da questo punto di vista va però elogiata la fisica dei colpi, che impatta a dovere sulle parti del corpo degli zombie e funziona bene il più delle volte (tolte alcune collisioni abbastanza imprecise durante i combattimenti all'arma bianca).
Notevole l’estensione di Palanai, esplorabile facilmente con automobili e barche, anche se alcuni qte legati alla navigazione su fiume possono risultare discretamente fastidiosi e alle volte avremmo desiderato un numero maggiore di postazioni per lo spostamento rapido. Interessante, in chiusura, l’implementazione delle condizioni metereologiche variabili, con piogge torrenziali che partono all’improvviso e zone oscure che limitano la visibilità, costringendo all’uso della torcia. Anche qui abbiano notato qualche bug, ma sono imperfezioni minori che non hanno in alcun modo minato la nostra esperienza. Indegna, come prevedibile, l’intelligenza artificiale, le cui mancanze vengono aggirate a forza di ondate di zombie ebeti. Boss e avversari umani non offrono molto di più dei comuni cadaveri ambulanti quanto a neuroni virtuali, e almeno per questi nemici evoluti si poteva fare qualcosina in più.
Ottima la longevità, con una campagna principale estesa e una serie notevole di quest secondarie, per coloro che vorranno affrontarle incuranti della loro tediosa natura. 

giovedì 25 aprile 2013

Rocketbirds: Hardboiled Chicken

L’eredità di Super Chicken

Hardboiled: il prototipo del pollo-Rambo.


Rocketbirds: Hardboiled Chicken, più che un gioco, una telenovela! La storia del pollo ribelle Hardboiled, approdata sul polpastrellatissimo schermo di PS Vita è basata, in realtà, su un browser-game in Flash (Rocketbords: Revolution!) e riedita in versione portatile a più di un anno dalla sua già seconda apparizione sullo Store PS3. Insomma, lo stilosissimo mix di grafica, musica Rock e azione old school è roba bollita e ribollita… ma nonostante tutto ancora gustosissima da assaporare!

La modalità Campagna in singolo può essere affrontata selezionando due differenti livelli di difficoltà, Normale e Hardboiled, ma il secondo è decisamente molto impegnativo e consigliato solo ad hardcore gamer in cerca di rogne e con una gran coordinazione oculomotoria! - Rocketbirds: Hardboiled Chicken
La modalità Campagna in singolo può essere affrontata selezionando due differenti livelli di difficoltà, Normale e Hardboiled, ma il secondo è decisamente molto impegnativo e consigliato solo ad hardcore gamer in cerca di rogne e con una gran coordinazione oculomotoria!

Certo, nel passaggio da PS3 a Vita è andata persa la modalità video 3D stereoscopica, ma possiamo assicurarvi che tutto il carattere rivoluzionario del pollo più tosto del momento è rimasto essenzialmente invariato… anzi, per certi versi, si è amplificato. E sì, perché Ratloop Asia, responsabile dello sviluppo di tutte le trascorse incarnazioni di Rocketbirds, non si è seduta sui proverbiali allori e, nonostante tutti gli apprezzamenti – compresi i nostri, in occasione della precedente recensione – ha pensato bene di espandere l’esperienza di combattimento con nuovi capitoli di gioco, ritocchi qua e là a quanto di buono già fatto, un nuovo Boss finale e una rinfrescata strategica a livello visivo e nel layout dei vecchi livelli e del sistema di controllo, che stavolta sfrutta anche i sensori di movimento e il touchpad posteriore di Vita. Per non parlare dell’introduzione di due personaggi nuovi di zecca, Sniper Budgie e Agent H, disponibili solo a chi ha già giocato Rocketbirds su PlayStation 3. Non solo, per invogliare e fidelizzare gli utenti di vecchia data, Ratloop Asia ha anche pianificato uno sconto del 20% sull’acquisto dell’edizione Vita per tutti coloro che le hanno già suonate ai pinguini soldato del pusillanime dittatore Putzki. La modalità cooperativa, già presente in passato, è stata modellata sulle peculiari doti di connettività della console portatile Sony, introducendo il Coop via Internet (online) e Diretto (Ad Hoc). Insomma, di motivi per gettarsi – o rigettarsi – nella mischia ce ne sono un bel po’…
Grazie ai sensori di movimento è possibile modificare leggermente la prospettiva della visuale di gioco, dedicandosi ad un’attività onanistica propria dei videogiocatori più attempati, i quali ricorderanno con un pizzico di malinconia i bei tempi in cui godevano nel contare i singoli livelli di parallasse… - Rocketbirds: Hardboiled Chicken
Grazie ai sensori di movimento è possibile modificare leggermente la prospettiva della visuale di gioco, dedicandosi ad un’attività onanistica propria dei videogiocatori più attempati, i quali ricorderanno con un pizzico di malinconia i bei tempi in cui godevano nel contare i singoli livelli di parallasse…
IL ROCK CHE LENISCE OGNI DIFETTO
Il raffinato stile grafico di Rocketbirds è sicuramente la cosa che colpisce maggiormente al primo impatto, anche se la legnosità di alcune animazioni e una percepibile scattosità (forse dovuta ad un frame-rate ballerino) nella gestione dell’inquadratura rovinano leggermente la festa. Nulla di grave, sia chiaro, perché la giocabilità nuda e cruda è un vero spasso, ma rimane il rammarico per la mancanza di un salto qualitativo anche a livello di programmazione che sarebbe potuto esserci, ma non c’è stato. Rocketbirds è essenzialmente uno sparatutto platform a scorrimento laterale, ma più che rievocare i fasti del celebre – e leggermente più recente – Metal Slug (1996), si attesta sulle frequenze del raffinato, ma forse più difficile da ricordare per tutti i lettori, Flashback (Delphine Software, 1992). D’altronde le avventure di Hardboiled iniziano in una foresta, proprio come nel succitato capolavoro d’altri tempi, e al primo ascensore/montacarichi attivato i galli cedroni più stagionati non potranno che percepire un “leggerissimo” senso di déjà vu. Tutto regolare, anche perché poi Rocketbirds andrà per la sua strada, garantendo comunque un gameplay al passo coi tempi, nonostante il feeling complessivo sia quello di un omaggio ad un modo di concepire gli Action che non fa quasi più parte del panorama ludico attuale. L’imperante umorismo in chiave B-movie è poi un’altra delle caratteristiche uniche di questa produzione, il cui vero cavallo di battaglia si rivela essere la componente audio: un’incredibile colonna sonora Alternatve Rock, opera dei New World Revolution, che sottolinea in modo magistrale i momenti in cui l’azione si fa più intensa. Strepitoso il video iniziale e il main theme, veramente da gustare col volume sparato a palla e un buon paio di auricolari o cuffie.
Fra gli Extra campeggia anche l’opzione PlayStation Store, canale preferenziale dal quale accedere direttamente ai contenuti aggiuntivi previsti per il gioco, per i quali gli utenti Plus riceveranno sicuramente agevolazioni e offerte speciali - Rocketbirds: Hardboiled Chicken
Fra gli Extra campeggia anche l’opzione PlayStation Store, canale preferenziale dal quale accedere direttamente ai contenuti aggiuntivi previsti per il gioco, per i quali gli utenti Plus riceveranno sicuramente agevolazioni e offerte speciali
In definitiva, Rocketbirds per PS Vita è una riedizione meritevole di essere presa seriamente in considerazione, anche da chi ha già assaporato la ricetta di gioco su PC o su PS3. Il gamplay, fra ammiccamenti al passato videoludico e nuove aggiunte (magari studiate specificatamente per la portatile made in Sony), si è rivelato sufficientemente solido e convincente. Un titolo low budget assolutamente da giocare, che nella peggiore delle ipotesi potreste scaricare a €7,99 e che getta le basi per un seguito dalle grandi potenzialità… quel Rocketbirds 2: Evolution apertamente annunciato in un filmato contenuto negli Extra di gioco, intitolato sibillinamente “I Due Rocketbirds”.

Dragon's Dogma - Dark Arisen

Capcom espande Dragon's Dogma

Una nuova sfida oltre i confini di Cassardis.


A poco meno di un anno dall’uscita di Dragon’s Dogma, torniamo a parlare di questa controversa avventura fantasy open world, che nonostante i suoi difetti grafici e le sue inspiegabili carenze sul versante multiplayer ha saputo conquistare il cuore degli appassionati del genere GdR. La formula originale è stata ampliata e rifinita da Capcom. Ma di cosa stiamo parlando esattamente?
Non si tratta di un DLC, ovvero di una semplice espansione scaricabile, dato che Capcom stavolta ha optato per la realizzazione di una nuova edizione del gioco sottotitolata Dark Arisen. Spaventati da questa scelta apparentemente discutibile? D’altronde chi non lo sarebbe dopo aver investito come minimo 60 ore di gioco nella crescita e potenziamento del proprio Arisen e dalla sua Legione di Pedine! Tranquilli, per prima cosa ci teniamo a precisare che Dark Arisen riconosce il file di salvataggio di Dragon’s Dogma ed esporta automaticamente il personaggio e le sue statistiche. Non solo, tutti gli Arisen della “vecchia guardia” riceveranno anche un bel gruzzoletto di Cristalli della Faglia, nuovi costumi etc. Ma se state leggendo queste righe sarete interessati più che altro ai nuovi contenuti che è in grado di offrire realmente questa riedizione di Dragon’s Dogma. Ebbene, vi troverete a fronteggiare una schiera notevole di nuovi temibili avversari – più di 25 per l’esattezza – che abiteranno una zona completamente nuova della mappa di gioco: la misteriosa Isola di Bitterblack, un luogo maledetto che ospita nel suo sottosuolo incredibili tesori, ma anche mostruose e potenti creature. Tutto questo alla ragionevole cifra di €39,99 con la possibilità, per chi non si fosse mai accostato prima all’avventura, di cominciare a giocarla comunque fin dall’inizio.
In Dark Arisen ogni Classe avrà a disposizione un nuovo set di abilità che  renderanno l’Arisen ancora più potente! - Dragon's Dogma
In Dark Arisen ogni Classe avrà a disposizione un nuovo set di abilità che renderanno l’Arisen ancora più potente!
La scelta di offrire tanto ben di Dio ad un prezzo più basso del solito ci ha convinti, anche in virtù del fatto che il gioco sarà disponibile sia in versione classica su disco, sia via digital delivery (con un leggero vantaggio temporale concesso alla piattaforma Sony per quanto riguarda la disponibilità online). Dark Arisen, proprio in virtù del fatto di non essere un semplice DLC, non è da considerarsi una mera espansione, ma una vera e propria operazione di fine tuning dell’originale Dragon’s Dogma, con tanto di nuovi equipaggiamenti, armi e armature, affiancate da nuove opzioni di personalizzazione, skill e devastanti abilità. Anche gli spostamenti, tanto criticati nella versione originale di Dragon’s Dogma, sono stati ottimizzati. Se siete, poi, degli appassionati dell’idioma del Sol Levante, sappiate che è stata anche integrata la possibilità di selezionare il doppiaggio giapponese.
UN’ISOLA CHE NON PERDONA
Sia chiaro, l’Isola di Bitterblack non sarà accessibile fin da subito e anzi dovrete sincerarvi di aver livellato per bene prima di accettare la missione della misteriosa donna di nome Orla che vi traghetterà in un vero e proprio incubo per chi non sarà un Arisen almeno di cinquantesimo livello! Parola di Capcom, che ha predisposto delle sfide veramente ardue, potenzialmente frustranti per giocatori che non hanno ben compreso le dinamiche di combattimento e di ottimizzazione del party di Pedine. Accettare la missione proposta da Orla significherà andare alla ricerca di frammenti di memoria, addentrandosi nei dungeon di Bitterblack, carichi di missioni secondarie e di sfide utilissime per recuperare preziosi oggetti e potenziare in particolar modo le armi. Ogni manciata di minuti verrete assaliti da nemici di ogni sorta e spesso avrete a che fare con veri e propri Boss di zona che metteranno a dura prova la vostra pazienza e perseveranza.
Iniziando un’avventura dal principio, avrete a disposizione un set ancora più  vasto di opzioni per creare il vostro personaggio - Dragon's Dogma
Iniziando un’avventura dal principio, avrete a disposizione un set ancora più vasto di opzioni per creare il vostro personaggio
La sconfitta non è rara nell’Isola di Bitterblack, visto il livello di difficoltà decisamente elevato, e dovrete far pace con voi stessi in caso di morte. In questo, Dark Arisen, ci ha ricordato per certi versi il sadico (a detta di alcuni, sopraffino) bilanciamento di difficoltà di Dark Soul. La fuga potrebbe essere percepita come alternativa alla morte, ma così facendo lascereste inevitabilmente irrisolti molti dei segreti di Bitterblack. Ve lo diciamo per esperienza personale… e pur tuttavia, la nostra permanenza sull’isola si è attestata intorno alle 15 ore di gioco, aggirandoci per un meandro di cunicoli, stretti corridoi interconnessi fra loro e con aree più vaste, infestate di nemici. Ciò che ci ha colpito è stato senz’ombra di dubbio il level design, così raffinato da dischiudersi gradualmente proseguendo nell’esplorazione, con l’apertura successiva di nuovi passaggi segreti utilissimi ad ottimizzare gli spostamenti. Bitterblack si è rivelata un pozzo di tesori, non solo legati alla memorie di Orla e quindi alla trama principale, ma anche potenti oggetti maledetti che sempre e solo Orla sarà in grado di purificare per renderli combinabili in modo da ottenere nuove skill e miglioramenti.
NESSUN ARISEN E’ PERFETTO
È stata concepita da Capcom anche una speciale modalità di gioco per chi ama definirsi hardcore gamer: una sorta di Time Trial, una sfida contro il tempo che a nostro avviso, però, corre il rischio di rendere l’esperienza di gioco fin troppo stressante, visto il già elevato livello di difficoltà. Purtroppo, ancora una volta è stata però disattesa la speranza dei fan di una modalità multiplayer, ma ci sembra anche improbabile che tale aggiunta potrà mai concretizzarsi senza andare a snaturare una formula di gioco ben precisa e il delicato bilanciamento del fighting system basato sulla I.A. delle Pedine. In definitiva, Dark Arisen è un’edizione riveduta e corretta di tutto rispetto, in cui l’impegnativa esplorazione di Bitterblack si incastona come un prezioso cameo, non necessario ma complementare all’avventura così com’era stata concepita inizialmente. L’isola potrà essere visitata a vostro piacimento, rappresentando un luogo di dannazione per chi non sarà all’altezza della situazione.
Nuove Pedine e un totale di quattordici nuovi personaggi vi attendono in questa  nuova iterazione di Dragon’s Dogma - Dragon's Dogma
Nuove Pedine e un totale di quattordici nuovi personaggi vi attendono in questa nuova iterazione di Dragon’s Dogma
Peccato solo che a questo imponente lavoro di “fine tuning” non sia corrisposto anche un miglioramento sul versante tecnologico, affetto come sempre da texture discutibili e problemi di animazione, frame rate ballerino nelle situazioni più concitate e così via, proprio come la versione originale di Dragon's Dogma. A controbilanciare tali storiche carenze ci pensa però il favoloso lavoro artistico di caratterizzazione del bestiario e il feeling complessivo di gioco, anche per merito di una evocativa gestione dell’illuminazione e degli effetti visivi delle magie, innegabilmente di grande spessore.