domenica 3 novembre 2013

WWE 2K14

La storia del wrestling secondo Yuke's

Con una nuova campagna dedicata a WrestleMania, torna il wrestling digitale WWE.

di Claudio Magistrelli, pubblicato il
Ridurre il wrestling a due omaccioni nerboruti intenti a menarsi all'interno di un ring sarebbe limitativo. Osservare due colossi in mutante che si scambiano pugni e mosse acrobatiche secondo un copione stabilito di per sé può essere divertente per qualche minuto, ma per convincere milioni di spettatori a esaltarsi davanti al televisore tutte le sere per decine di anni ci vuole ben altro.
Un contesto, innanzitutto, in cui immergere i due lottatori, munirli di un passato e dare un senso alla loro rivalità, trasformando due estranei che si menano per motivi casuali, in due simboli che si scontrano per una supremazia di un'idea molto più importante della mera vittoria tra le corde del quadrato. La capacità del wrestling di sopravvivere e mutare nel tempo, passando dalle fiere di paese alle arene stracolme, è in sostanza saldamente legata alla sua abilità di raccontare storie, alla cui bontà è legato il sempre altalenante successo.
Il modello di The Rock, riprodotto anche sulla cover del gioco, è tra quelli meglio realizzati. Alcune delle incarnazioni di Hogan invece a tratti spaventano. - WWE 2K14
Il modello di The Rock, riprodotto anche sulla cover del gioco, è tra quelli meglio realizzati. Alcune delle incarnazioni di Hogan invece a tratti spaventano.

LA STORIA AL CENTRO DEL RING

La centralità e l'importanza dello storytelling per la diffusione della disciplina sono ovviamente ben noti sia alla WWE, la principale federazione mondiale di wrestling, che a Yuke's, responsabile da un decennio delle trasposizioni videoludiche delle dicotomiche rivalità che quasi tutte le sere vanno in scena sui ring della World Wrestling Entertainment. Dopo un decennio in cui la capacità narrativa del titolo era limitata a una campagna che prevedeva una rincorsa al titolo di campione del mondo sostanzialmente identica a prescindere dal lottatore selezionato, una prima svolta in questa verso una nuova narrazione si è avuta nell'edizione passata, con l'abbandono di quella formula ormai stantia in favore di una ricostruzione storica di un periodo particolarmente florido per la WWE, la cosidetta Attitude Era.
Questo approccio largamente apprezzato ritorna oggi nel nuovo WWE 2K14, il primo realizzato sotto l'ala produttiva di 2K in seguito al fallimento di THQ, sfruttando il trentennale di Wrestlemania per ripercorrerne le tappe fondamentali.
Nei match storici un filtro simula la grana sull'immagine, mentre le grafiche usate sono esattamente quelle dell'epoca. peccato per gli spettatori vestiti secondo un look decisamente moderno. - WWE 2K14
Nei match storici un filtro simula la grana sull'immagine, mentre le grafiche usate sono esattamente quelle dell'epoca. peccato per gli spettatori vestiti secondo un look decisamente moderno.

IL WRESTLING VIDEOLUDICO È PREDETERMINATO?

Per chi non lo sapesse, WrestleMania è lo show più importante della stagione “sportiva” della WWE, il momento della resa dei conti dove le rivalità più sentite e sanguinarie trovano la loro epica conclusione. Yuke's ha selezionato tutti i match storicamente match più significativi che hanno avuto luogo in questa cornice sfidando il giocatore a riprodurli fedelmente in un'esperienza che trascende i meri confini della riproduzione sfociando nel meta-refenziale.
A ben pensarci, per loro natura i videogiochi di wrestling non possono che essere irrealistici, poiché affidano all'abilità del giocatore le sorti di una contesa il cui risultato dovrebbe essere predeterminato in partenza. La campagna di WWE 2K14 è invece puro meta-wrestling videoludico: il risultato è fissato e ineluttabile, pena fallimento e ripetizione. Ultimate Warrior ha battuto Hulk Hogan e la storia deve ripetersi seguendo esattamente gli stessi passi, così è scritto in un copione inciso nella roccia che non si può rinnegare, ma solo rimettere in scena. L'abilità richiesta al giocatore è quella di ripetere nel giusto istante la mossa necessaria allo sviluppo del racconto, anche se spesso per non semplificare eccessivamente le cose alcune richieste rimangono segretate e debbono essere rivelate eseguendo un'azione specifica, come ad esempio un tentativo di schienamento, che deve tuttavia essere dedotta in autonomia.
Forse il singolo istante più noto nella storia di WrestleMania. - WWE 2K14
Forse il singolo istante più noto nella storia di WrestleMania.

UN ULTIMO SFORZO

La modalità 30 Years of Wrestlemania è lo specchio dell'esperienza maturata sul campo da Yuke's, e al contempo la prova che la serie necessita un deciso cambio di rotta per proseguire su questi livelli. Questa modalità che celebra la spettacolare imprevedibilità di una disciplina che fa paradossalmente della predeterminazione del risultato il suo perno, riesce a essere anche un testo enciclopedico sulla disciplina, attraverso le schede che contestualizzano – appunto! – ciascuno dei match di cui si compone, e un pregevole tutorial mimetizzato che sfrutta la semplicità degli incontri più datati per introdurre il giocatore ai comandi più complessi solo nell'esatto momento in cui ciò si rende necessario.
Non si può sopire tuttavia una ricorrente sensazione di déjà-vù che si manifesta anche di fronte alle azioni più spettacolari riprodotte attraverso il ricorso a cut-scene che sfruttano il motore del gioco o sequenze QTE, in realtà parzialmente dovuto alla natura seriale e ripetitiva tipica delle soap opera adottata dal prodotto WWE che priva lo storymode del fattore novità. In aggiunta i modelli dei lottatori dimostrano i raggiunti limiti del motore di gioco con la loro pelle posticcia e quelle espressioni stralunate, grottesche e a tratti mostruose che interrompono inesorabilmente il senso di meraviglia promesso dalla ricostruzione storica. Rivivere tutta d'un fiato la storia di WrestleMania fatta di colpi di scena e mosse apparentemente impossibili resta un'esperienza più che piacevole, anche per chi quella storia l'ha già vissuta in video, ma al termine si respira aria di fine di un'epoca, inesorabile con la next-gen alle porte le la necessità di rivedere lo strumento narrativo per tornare a sorprendere.
Quando parliamo di espressioni innaturali e grottesche ci riferiamo... beh, a questo. - WWE 2K14
Quando parliamo di espressioni innaturali e grottesche ci riferiamo... beh, a questo.
La campagna tuttavia rappresenta solo un piccolo spicchio dell'immenso potenziale racchiuso del DVD di WWE 2k14. La celebrazione di WrestleMania prosegue con la modalità The Streak in cui si è chiamati a indossare le tetre vesti dell'Undertaker e sbarazzarsi di quanti più avversari possibili, difendendo la propria imbattibilità maturata nel corso di ventidue edizioni dello show, oppure viceversa provare a essere il primo sfidante a uscire vincitore nel confronto diretto con il lottatore proveniente dalla Dead Valley nella cornice di Wrestlemania. Al di là della soddisfazione personale, la ricompensa per queste fatiche è un punteggio che tiene conto di diversi fattori, tra cui la varietà di mosse e il livello di drama generato, da sfoggiare in una leaderboard online.

UN UNIVERSO MALLEABILE

Dove WWE 2K14 nasconde però gli strumenti per rendere il gioco virtualmente infinito è la modalità WWE Universe, incrocio tra gestionale e simulativo ulteriormente ampliato nelle possibilità rispetto al passato, in cui è possibile prendere in mano le redini dei diversi show della federazione e occuparsi di ogni più piccolo dettaglio dall'allestimento delle arene al programma degli incontri, dalle rivalità tra gli atleti alle difese dei titoli. Immaginate di essere Vince McMahon, proprietario della WWE, e di avere carta bianca su tutto quello che riguarda la vostra compagnia: se ciascun appassionato di calcio si ritiene migliore del selezionatore della nazionale, ogni fan di wrestling pensa di sapere gestire gli show meglio degli scrittori pagati per farlo, e la modalità WWE Universe consente di dimostrarlo.
Immaginate questo livello di profondità nella modifica e applicatelo a ogni dettaglio, colore dei bordi delle cinture inclusi. - WWE 2K14
Immaginate questo livello di profondità nella modifica e applicatelo a ogni dettaglio, colore dei bordi delle cinture inclusi.
Non bastano doti manageriali però; anche se è possibile simulare il risultato di ogni incontro la vera sfida impone di scendere sul campo e sporcarsi le mani impersonando una delle numerose montagne di muscoli al proprio servizio, oppure una creatura di propria invenzione ottenuta smanacciando nello spaventoso editor che consente migliaia di combinazioni, tra cui ovviamente si nascondono anche i pochi grandi wrestler sfuggiti al roster più ampio che questa serie ricordi.
Una volta sul ring arriva infine il momento di mettere in pratica quanto imparato finora. Il sistema di combattimento – come ogni altro aspetto del gioco, in buona sostanza – è diretta evoluzione di quello dell'anno passato, rifinito nel fulcro, ovvero il sistema di contromosse ora meno randomico e più legato alle abilità dei wrestler in campo e al tipo di mossa che si deve controbattere, nonché impreziosito da un lavoro di rifinitura delle animazioni che rende la transizione tra le varie fasi dell'incontro decisamente più fluida e credibile. Sempre che uno dei wresler non venga preso da un improvviso attacco di labirintite e si ritrovi di colpo impossibilitato a rivolgersi verso il proprio avversario: uno dei piccoli, ma fastidiosi difetti che la serie si porta appresso ormai da tempo e un altro di quei tasselli che spingono a sperare di trovarsi di fronte al capitolo conclusiva di un'epoca.

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