lunedì 25 giugno 2012

Nvidia: Tegra 3 e Gaikai - Speciale

Los Angeles - Nvidia è l’azienda leader mondiale quando si parla di GPU e visual computing in generale. Vista l’importanza del suo ruolo, la società rappresenta una forza innovatrice poderosa in campo tecnologico, cosa che l’ha portata a seguire da vicino il gaming in ogni sua forma evolutiva. Tra le strade seguite, una di quelle più in rapido sviluppo è senza ombra di dubbio quella del gaming mobile, sul quale Nvidia si è buttata con un potente processore di nome Tegra 3, presente in numerosi tablet e cellulari Android. Noi all’E3 abbiamo potuto osservare le qualità del Tegra su una manciata di titoli in uscita, ecco quali.

Dead Trigger THD
Dead Trigger è l’ultima opera dei Madfinger Games (non fingete di non sapere chi sono, se avete un dispositivo Android c’è un buon 80% di probabilità che ci sia Shadowgun installato). Si tratta del solito sparatutto in prima persona condito di zombie, ma si distacca dal banale e ripetitivo run and gun grazie all’aggiunta di gadget utilizzabili per piazzare trappole, e a un intelligenza artificiale dei nemici che diventa man mano sempre più aggressiva e pericolosa. La versione pensata per Tegra aggiunge illuminazione dinamica, nebbia volumetrica, effetti dei fluidi e riflessi nettamente migliorati, texture più definite e un ragdoll ancor più curato.

Bounty Arms THD
Opera degli Open-Reset Studios, Bounty Arms THD è uno sparatutto a scorrimento ricco di fasi platform. Il motore grafico del gioco è davvero notevole per un titolo mobile, e vanta una gran cura per il dettaglio. Il gameplay è semplice ma ricco di upgrade e segreti da scoprire. La versione THD vanterà una cooperativa fino a quattro giocatori. Grazie a Tegra Bounty Arms guadagna effetti particellari migliorati, ragdoll perfezionato e più nemici su schermo. Un miglioramento non indifferente.

Heroes Call THD
I Defiant Dev tentano di portare su mobile la formula di Diablo con Heroes Call THD, un hack ‘n’ slash pensato per i touchscreen. Il sistema di controllo funziona e, se il titolo conterrà davvero la miriade di quest e la complessità di sviluppo dei personaggi promesse dagli sviluppatori, potrebbe risultare una piccola perla. Tegra garantisce un’illuminazione migliorata, e una maggiore interazione con gli oggetti dovuta a un miglioramento del motore fisico.

Demon’s Score THD
Uno dei nuovi progetti di Square Enix, Demon’s Score THD è un rhytm action game ad alta difficoltà, che richiede tempismo e coordinazione notevoli per trionfare. Sfrutta l’Unreal Engine e si tratta di uno dei giochi che più beneficia della potenza di Tegra, poiché in questa versione vanta ombre dinamiche, texture ad alta risoluzione, effetto Bloom e profondità di campo migliorati. Graficamente è uno dei prodotti più notevoli che abbiamo potuto osservare nello stand Nvidia.

Hamilton’s Great Adventure THD
Action platform piuttosto semplicistico, Hamilton’s Great Adventure dei Fatshark è un altro titolo ottimizzato per Tegra che gode di un adattamento coi fiocchi. Abbiamo affrontato solo i primi livelli che ci richiedevano di switchare tra l’esploratore protagonista e il suo pennuto addestrato per trovare oggetti sulla mappa di gioco, ma dovrebbe offrire livelli molto più complessi avanzando.

Puddle THD
Basta azione e passiamo ai cari vecchi rompicapo con Puddle THD. Il videogame è già da tempo su Xboxlive e Playstation Network, ma la sua versione mobile non ha nulla da invidiare a quella basilare grazie a texture ad alta risoluzione, effetti dei fluidi migliorati, e alla tecnologia PhysX. Con il tilt control legato all’accelerometro il sistema di gioco dovrebbe risultare ancor più intuitivo.

In arrivo
Ci sono parecchi altri titoli in arrivo che non abbiamo potuto provare, ma vanno comunque citati. Bladeslinger THD dei Luma Arcade è un tps dal notevole impatto visivo, qualità evidente anche in Dark Kingdom THD, altro hack ‘n’ slash fortemente votato all’azione. Chiudiamo con l’ennesimo action game cappa e spada, ovvero Golden Arrow, con Zombie Driver THD, che vi vedrà massacrare centinaia di zombie alla guida di un’auto corazzata., e con Eden To GREEEEN curioso strategico che trae ispirazione da Plants vs Zombies.

Gaikai e il futuro dei videogiochi
Visti gli investimenti fatti in un ramo come il mobile gaming, Nvidia non poteva non interessarsi anche a un altro fenomeno in rapida diffusione, il cloud gaming. Il partner scelto è Gaikai, creatura del mitico David Perry e tra i migliori servizi del settore, che permette di provare titoli di alta qualità su qualunque computer, poiché giocati in streaming (in pratica l'utente trasmette solo i comandi in rete, mentre il gioco viene processato da un'altra locazione). Molti ritengono questo sistema il futuro del gaming su pc, proprio per la sua capacità di annullare i sempre pressanti requisiti di sistema. Quanto sia plausibile questa teoria è difficile a dirsi, ma di certo Nvidia ha notato le potenzialità del servizio e sta lavorando a stretto contatto con Gaikai per diminuire al minimo la latenza nella risposta dei comandi.
I ragazzi di Perry desiderano spostare il loro servizio su più piattaforme possibili, tra cui tablet, social network, smartphones e tv digitali, mentre Nvidia ha messo a disposizione la GPU Geforce Grid, che permette di alleggerire molto il carico di dati sui server di Gaikai. Noi abbiamo potuto testare Darksiders in streaming: la qualità grafica non era superlativa (anche se il titolo non era esattamente il massimo per mostrare la possanza del processore da questo punto di vista), ma il lag era praticamente nullo, e siamo riusciti a giocare senza il minimo ritardo. Difficile dire se il servizio in Europa funzionerà altrettanto egregiamente, ma si può sempre sperare.

What's Up 16 - 23 giugno - Rubrica

News
Finito L'E3 di Los Angeles si torna ad una mole più contenuta, ma non per questo meno interessante, di notizie. Partiamo subito con Hironobu Sakaguchi, che dopo aver completato i lavori su The Last Story aveva annunciato di voler lavorare su piattaforma iOS: il primo titolo per device Apple, sulla via del completamento, si chiamerà Party Wave, e ci metterà nei panni di un surfista intento a cavalcare arcobaleni. Sempre in tema di nuovi titoli, SideQuest Studios ha annunciato che Rainbow Moon RPG sviluppato in esclusiva per PSN, sarà venduto in Australia ed Europa a partire dal 4 luglio al prezzo di €12.99/£9.99, mentre il lancio sui mercati americani e asiatici verrà annunciato in seguito. Ha una data anche l'interessante Quantum Conundrum, che arriverà su PlayStation Store e XBOX Live Arcade Store l'11 luglio prossimo. Il 30 dello stesso mese sarà invece la volta di Orcs Must Die! 2, che comprenderà nuove campagne single player e multigiocatore, e riprenderà la storia dal termine di quella del primo episodio. Inoltre, se avete già acquistato il precedente Orcs Must Die!, sbloccherete dei contenuti esclusivi all'interno di questo sequel. Brutte notizie invece da casa SEGA: Anarchy Reigns, ultima fatica del team Platinum Games, arriverà ad inizio 2013 in Europa e Nord America, posticipando così di qualche mese la release precedentemente prevista. Slitta anche Fire Emblem: Awakening: il gioco di ruolo per Nintendo 3DS, previsto inizialmente entro il 2012 è stato slittato infatti alla prima metà del 2013. Il prossimo anno anno però sarà anche quello di Animal Crossing 3DS, che dopo una lunga assenza è pronto a farsi valere anche sulla console 3D di casa Nintendo, che ha anche presentato nel corso del Nintendo Direct il nuovo Nintendo 3DS XL, versione maggiorata dell'attuale console, con schermi più grandi del 90% (lo schermo superiore arriva così ai 4.88 pollici, quello inferiore sarà da 4.18 pollici). Prima di chiudere con i rumor della settimana però è bene ricordare che Capcom, facendo cosa gradita a milioni di fan, ha annunciato l'arrivo su PlayStation 3 di Okami HD edizione in alta definizione della versione Wii del titolo uscito originariamente per Playstation 2. Il gioco supporterà Move e sarà disponibile per 19.99 euro solamente in versione digital delivery a partire da questo autunno. Dicevamo dei rumor: il primo riguarda Sonic Adventure 2 bellissimo capitolo della serie nata su Dreamcast per la mascotte Sega le cui prime immagini sono state erroneamente pubblicate (e subito rimosse) Xbox Live, pre-annunciando così l'arrivo della versione digitale del titolo. Il secondo invece, ben più scontato ma non per questo meno apprezzato è la voce secondo la quale Namco Bandai annuncerà Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 3 sulle pagine del prossimo numero della rivista nipponica JUMP. Il titolo uscirà nel 2013 e dovrebbe arrivare su Paystation 3, Xbox 360 e Wii U.

Recensioni
I titoli recensiti questa settimana sono produzioni di tutto rispetto che faranno sicuramente felici tantissimi fan, partendo da Lollipop Chainsaw, un gioco di Suda al 100%, nel bene e nel male. Come altre opere del folle game designer giapponese è un titolo a sprazzi brillante, eccessivo, divertente, esagerato e completamente fuori di testa, che purtroppo presenta delle gravi debolezze nel gameplay e nella durata. Se avete amato Killer 7 e No More Heroes quasi sicuramente amerete anche le avventure di Juliet, se invece l'umorismo tipico dei titoli Grasshopper vi rimbalza addosso Lollipop Chainsaw sarà per voi solo un breve action game con un sistema di combattimento mediocre e una gran colonna sonora. (Voto: 7). Se amate invece i picchiaduro Virtua Fighter 5 Final Showdown non potrà mancare nella vostra collezione, soprattutto se considerate il prezzo davvero ottimo. Certo, il titolo come sempre richiederà un bel pò di pratica nel dojo per essere apprezzato appieno, ma dovrebbe riuscire a coinvolgere anche i più scettici grazie al suo sistema di combattimento ben calibrato, in grado di offrire sfide entusiasmanti. Il titolo Sega non ha mezze misure, o lo si ama o lo si abbandona subito, perché non si riesce a dedicargli la costanza necessaria. In fondo la sua forza risiede proprio nell’essere unico e diverso dagli altri, e nel non volersi piegare alle leggi di mercato reinventandosi per essere fruibile dal pubblico di massa. Noi, come sempre, non possiamo che consigliarvene l’acquisto, speranzosi che la società nipponica possa fare cassa e iniziare seriamente a sviluppare il sesto capitolo della serie. (Voto: 8,5). Altro titolo interessante è il pacchetto Close Quarters di Battlefield 3, che centra in pieno quanto si era proposto di offrire: azione concitata all'interno di mappe dalle dimensioni particolarmente ridotte. Tale peculiarità, tuttavia, potrebbe non essere apprezzata da tuttti e, proprio per tale motivo, non possiamo consigliare l'acquisto a chiunque. Ciononostante, la qualità complessiva dell'offerta è di ottimo livello e la possibilità di ottenere nuove armi con cui seminare il terrore online farà felici numerosi giocatori. Già disponibile per gli utenti Premium, Close Quarters sarà disponibile a tutti a partire dal 26 giugno alla "modica" cifra di 14,99 $/14,99 €/1.200 Microsoft® Points. (Voto:8). Chiudiamo infine con la Ratchet & Clank Trilogy: valutare queste collection è sempre difficile, e per forza di cose il giudizio che viene dato è pesantemente modificato da due fattori chiave: l'effetto nostalgia e l'ottimo rapporto qualità prezzo. Se infatti è innegabile che questo genere di edizioni siano dedicate ai nostalgici più che ai nuovi utilizzatori è anche vero che a prezzo ridotto vi portate a casa uno spropositato numero di ore di gioco, oltretutto quasi sempre di qualità elevatissima. Certo, nel corso degli anni il genere ha subito una robusta frenata, ma questi tre titoli rappresentano probabilmente quanto di meglio il mercato possa offrire, e saranno il vostro perfetto biglietto di ingresso in uno degli universi più divertenti mai visti nel mondo dei videogiochi. (Voto: 8,5).

Anteprime e Speciali
Come di consueto l'ultima parte di questo What's Up è dedicata alle anteprime, a partire da quella dedicata a Simcity, che come abbiamo già detto promette benissimo. Il gameplay elaborato da Maxis per questo grande ritorno mantiene la complessità richiesta dai titoli di questo genere, ma la rende accessibile con numerose meccaniche semplici da apprendere e intuitive. Davanti alle enormi potenzialità del multiplayer, poi, le nostre aspettative sono addirittura aumentate. Non vediamo l'ora di creare la nostra città e di affrontare la dura vita del sindaco in compagnia del resto del mondo. Altra anteprima di peso è sicuramente quella di X-Com: Enemy Unknown, la cui dimostrazione ci ha lasciato l’acquolina in bocca, e ha ridato vita al nostro bimbo interiore ammazza alieni che alla tenera età di dieci anni sclerava davanti allo schermo tentando di aguzzare il suo tenero ingegno contro orde di nemici extraterrestri incacchiatissimi. Se c’è un gioco che può riportare la strategia isometrica a turni nelle case, forse è proprio questo. Cambiando totalmente genere, passiamo a Playstation All-Stars, che sembra sempre più vicino a divenire un brawler con i fiocchi: le nuove entrate sono molto curate e divertenti da usare, e la versione VITA è tecnicamente impeccabile, senza contare la funzionalità cross-platform che la rende ancor più di valore. Supererà la serie Smash Bros sul suo stesso campo? Molto difficile, ma non impossibile. Chiudiamo infine con New Super Mario Bros 2: il prossimo capitolo bidimensionale della saga di Mario promette di giocare con le monete come mai prima d’ora. L’idea alla base del titolo, incentrata sulla possibilità di trasformare gli oggetti e i nemici in oro, appare senza dubbio semplice, quasi banale, tuttavia l’uso che il team sembra farne lascia intendere sviluppi che potrebbero finalmente donare freschezza alle collaudate meccaniche, in un modo che i recenti episodi (e, apparentemente, anche il prossimo per Nintendo Wii U) non sono stati capaci di fare. Se così non fosse, il tradizionale e divertente gameplay, la modalità cooperativa e il coinvolgente stile grafico saranno comunque sufficienti a regalarci un altro importante titolo per Nintendo 3DS.

lunedì 18 giugno 2012

Resident Evil 6

Resident Evil 6 in anteprima

[E3 2012] Il nostro hands-on, direttamente dalla fiera losangelina.


Viene da lontano, Resident Evil 6. E come tutti quelli che hanno fatto una lungo viaggio, si presenta alla porta cambiato e un po’ in disordine, con l’aria di chi ha bisogno di una lunga doccia e di una dormita. Sembra ieri che Chris e Jill si controllavano con la grazia di un montacarichi per i corridoi della Arklay Mansion. Poi, via via, i cofani sono spariti, gli zombi si sono dopati, la chiave quadrata non entra più nel buco quadrato. E poi ancora le inquadrature “dalla cintola in su tutto il vedrai”, le sparatorie con le coperture buttate lì, la modalità cooperativa, Sheva che non sta zitta due secondi e al 200° “Okay!” si becca una granata… Passettini. A ogni giro mancava un pezzo, ma Resident Evil, forte degli sforzi dovuti a una serie della quale Capcom prevede di piazzare a fine anno qualcosa come altri sette milioni di copie, stava cambiando. Cercava di diventare un gioco le cui caratteristiche portanti, dal sistema di controllo al ritmo, non sono frutto di compromesso, ma di scelta. Non che questo garantisca buoni risultati, ma ehi, è già qualcosa.
A Los Angeles, Resident Evil 6 si presenta con due aree nuove rispetto a quanto visto nel corso del Captivate di Roma di qualche settimana fa, e soprattutto in forma giocabile, più una ulteriore area oggetto della presentazione a porte chiuse tenuta da Hiroyuki Kobayashi, producer del gioco. Non ci siamo fatti pregare, e ci siamo piazzati (più di una volta) in postazione a farci un giro nei panni di Leon prima, di Jake poi, e infine di Chris. Il tutto nelle peggiori condizioni di gioco umanamente possibili, perché fosse davvero survival horror hardcoreZ. E provateci voi, a uscire sani di mente da 40 minuti di gioco in scenari quasi sempre bui giocando su monitor pessimi, sotto un faro da 30000W puntato in testa, e con “Moves Like Jagger” a nastro dallo stand Ubisoft che trapana pure le cuffie della postazione. Più “Evil” di così si muore.
TRE PER DUE
Cominciamo a dire che le tre demo sono separate perché riflettono la struttura del gioco, che avrà tre storie diverse dedicate a tre coppie di personaggi (Leon/Helena, Chris/Piers, Jake/Sherry), le cui strade sono destinate a incrociarsi (come lo vedremo in seguito) più volte nel corso della storia. Singolarmente, precisa Kobayashi, ciascuna “Campagna” dura circa il 60/70% di Resident Evil 5, ergo considerandole nel complesso, l’incremento contenutistico dovrebbe essere rilevante. Curiosamente, visti i tempi più ristretti del solito tra l’annuncio del gioco e la data prevista per il lancio, Capcom è partita in quarta con i dettagli sulla trama, tanto che già adesso, tra i filmati trapelati dall’E3 e gli spezzoni non-troppo-provvidamente inseriti nei trailer ufficiali, già si conoscono un paio di svolte più che rilevanti. Chi volesse mantenere un minimo di sorprese per i giorni successivi al lancio si sappia regolare.
La storia sembra il solito guazzabuglio di livello fanfiction tanto caro a chi segue la serie, a partire da certe svolte drammatiche totalmente random fino a ritorni a sorpresa degni di Dallas. Prenderla sul serio è impossibile, ma va seguita anche solo per il valore di comicità involontaria che sembra promettere. - Resident Evil 6
La storia sembra il solito guazzabuglio di livello fanfiction tanto caro a chi segue la serie, a partire da certe svolte drammatiche totalmente random fino a ritorni a sorpresa degni di Dallas. Prenderla sul serio è impossibile, ma va seguita anche solo per il valore di comicità involontaria che sembra promettere.
Le tre demo provate erano ambientate in posti molto diversi tra loro, in momenti diversi della storia, e soprattutto, presentavano caratteristiche tanto diverse da far pensare quasi di essere tratte da giochi differenti. Quella di Leon, ambientata nel college della cittadina di Tall Oaks dopo una esplosione del virus, faceva ad esempio pensare al famigerato primo concept trailer di Resident Evil 4 per il ritmo quasi sempre compassato, la carenza di munizioni, e l’aggirarsi con cautela per i corridoi bui del college. Quando cominciano a uscire fuori i vecchi, putrescenti amici di sempre, però, le differenze tra il Resident Evil che fu e la sua nuova incarnazione emergono prepotenti: le armi e gli oggetti, ad esempio, si selezionano e si usano al volo, con un’interfaccia simile a Dead Space, titolo che (se è vero che anche Lost Planet 3 ha un’interfaccia pressochè identica) a Osaka deve avere avuto particolare successo. Non che ci si lamenti, eh: in Giappone hanno un gran bisogno di copiare bene da qualcuno di bravo per recuperare terreno su alcuni aspetti di design. Per interiorizzare e reinventare c’è tempo. L’importante è che il tutto funzioni, e a parte qualche scelta più incasinata del necessario riguardo ai tasti con cui viene gestito il tutto, la nuova veste è mille anni luce più pratica e fluida del vecchio inventario (che è stato mantenuto, ma più come reliquia che altro).
Alcuni dettagli sono fantastici, come i personaggi che inciampano nei nemici a terra se ci lanciano in corsa in modo troppo avventato. Altri aspetti, come gli attacchi corpo a corpo che uccidono in modo più efficace dei fucili, sono invece tutti da rivedere. - Resident Evil 6
Alcuni dettagli sono fantastici, come i personaggi che inciampano nei nemici a terra se ci lanciano in corsa in modo troppo avventato. Altri aspetti, come gli attacchi corpo a corpo che uccidono in modo più efficace dei fucili, sono invece tutti da rivedere.
MENO CHIACCHIERE, PIÙ AZIONE
A chiarire le novità riguardanti la mobilità dei personaggi ci hanno pensato, per il ritmo più concitato, le demo di Jake e Sherry e quella di Chris e Piers. Se il primo e l’ultimo nome non vi dicono molto è perché sono entrambe new entry, anche se il primo vanta ascendenze di peso. Sherry, invece, dovrebbe essere nota ai veterani della saga, dato che era la figlia di uno degli scienziati incrociati (e irrorati di piombo nella loro forma mostruosa) in Resident Evil 2. Tanto nello sfuggire all’Ustanak (creatura semi-indistruttibile con un ruolo apparentemente simile al Nemesis di RE 3) che nell’aggirarsi tra i tetti e i vicoli di una città cinese in preda agli zombi, i personaggi sfoggiano doti acrobatiche mica male, lontane anni luce dalla semplice richiesta di poter muovere un passettino mentre si spara. Tra tuffi alla Max Payne, roba come la possibilità di strisciare sulla schiena mentre si spara da sdraiati, e tackle in corsa sulla caviglia che neanche il miglior Causio d’annata, Resident Evil 6 sembra uno che si toglie il gesso dopo mesi di immobilità e non vede l’ora di saltare e ballare. E infatti, i personaggi fanno anche le piroette, all’occorrenza. Di quelle con calcio volante carpiato che tornano utili in caso di incontri ravvicinati col caricatore vuoto. E proprio come uno appena alzato dal letto, qualche incertezza ancora si vede, con animazioni che sono palesemente ancora da rifinire e controlli da calibrare. In effetti, parlando di perplessita, va detto che allo stato attuale, e pur facendo la tara ai monitor escrementizi delle sale di prova Capcom, il gioco al momento non è che sembri questo splendore: soprattutto la versione PS3 è sembrata tecnicamente sporchissima. Va però detto che anche Resident Evil 5, nello stesso periodo prima del lancio, non si poteva letteralmente guardare.
Quando facciamo notare la netta differenza nel tono delle demo giocabili dell’E3, ci viene precisato che sì, un tono diverso in effetti c’è, ma ciascun personaggio affronterà diverse tipologie di livello, ora più lento, ora più frenetico, nell’interesse della varietà. Non esiste una “Campagna Nostalgia”, per capirci. - Resident Evil 6
Quando facciamo notare la netta differenza nel tono delle demo giocabili dell’E3, ci viene precisato che sì, un tono diverso in effetti c’è, ma ciascun personaggio affronterà diverse tipologie di livello, ora più lento, ora più frenetico, nell’interesse della varietà. Non esiste una “Campagna Nostalgia”, per capirci.
E ORA, TUTTI INSIEME
Si diceva che le strade dei personaggi sono destinate a incrociarsi spesso: proprio le meccaniche cooperative sono state il principale oggetto della presentazione a porte chiuse, che ha visto il “Leon team” e il Jake team” unire le forze per liberarsi una volta per tutte del persistente Ustanak. All’apertura di ogni scenario in cui è prevista la presenza in contemporanea di più personaggi – spiega Kobayashi, verrà chiesto al giocatore se vuole accedere online per trovare dei giocatori che “interpretino” i compagni di gioco. Nel corso di una singola storia, quindi, è facile che ci si trovi a giocare un livello con una coppia, uno con l’altra, e solo in parte del gioco da soli. La cosa, in effetti, ci lascia sospettare che i “sei giocatori” della coop citati in più occasioni nascano da un malinteso, e che in effetti in contemporanea i giocatori non siano mai più di quattro. La collaborazione sembra in alcuni punti necessaria, se è vero che pur con tutte le armi sbloccate (non abbiamo fatto in tempo a fare conti, ma sono davvero parecchie), i quattro giocatori hanno faticato parecchio ad avere ragione della creatura.
Torneranno ovviamente anche la modalità Mercenari e il multiplayer competitivo, con nuove modalità, personaggi e potenziamenti. È invece da definire il supporto ai motion controller delle varie case. - Resident Evil 6
Torneranno ovviamente anche la modalità Mercenari e il multiplayer competitivo, con nuove modalità, personaggi e potenziamenti. È invece da definire il supporto ai motion controller delle varie case.
Finalmente slegato dai proverbiali “lacci e lacciuoli” di una struttura di gioco che appariva davvero fuori dal tempo, Resident Evil 6 ha il potenziale di essere il capitolo più interessante della saga. Eppure, come tutti i capitoli di passaggio, il gioco è nel suo stato di massima vulnerabilità, e richiederà grande attenzione negli ultimi mesi di sviluppo per arrivare nei negozi nel suo stato migliore.

Need for Speed: Most Wanted

Criterion spinge l’acceleratore al massimo

Free roaming e tanto multiplayer nella nuova incarnazione di NFS.


L’impressione che si ricava dopo un primo giro di pista a Need For Speed: Most Wanted, è che Criterion ne voglia fare una sorta di summa di tutti i giochi su quattro ruote realizzati dal team finora. Non vi è dubbio infatti che il nuovo capitolo della velocissima saga racchiuda in sé il meglio dei titoli più famosi dello sviluppatore inglese, in particolare Burnout Paradise, da molti considerato come il migliore rappresentante della serie, e quel Need For Speed Hot Pursuit che ha introdotto lo splendido e funzionale audiolog, per l’occasione ulteriormente affinato e arricchito nella sua versione 2.0. Lo stesso Matt Webster, producer di Criterion Games, ha d’altronde affermato che “con Most Wanted intendiamo rivolgerci a una nuova generazione di giocatori, raccogliendo tutto quel che abbiamo appreso nel corso del tempo sui giochi di guida e mettendolo insieme per realizzare una spettacolare esperienza di gioco open world. E per rendere il tutto più avvincente, il nuovo e migliorato Audiolog vi seguirà sempre, sia che stiate giocando offline che in compagnia degli amici, offrendovi continuamente nuove sfide e spunti per migliorare la vostra classifica”. Del gioco originale del 2005, da cui questa nuova incarnazione mutua il nome, rimangono gli spettacolari inseguimenti con la polizia e anche il ritorno della famosa blacklist, ma tutto il resto può considerarsi un vero e proprio reboot con un ampio spazio dedicato alla componente multiplayer. Il vostro obiettivo? Diventare il delinquente più famoso e ricercato della vostra lista di amici.
VELOCITÀ, ADRENALINA E TANTA LIBERTÀ
La prima cosa evidente è l’introduzione di un vasto mondo open world, che consentirà da subito ai giocatori di esplorare liberamente alla ricerca di competizioni o sfide di altri giocatori a cui partecipare. In più, il gioco lascia libertà di scelta anche sull’itinerario possibile per vincere una gara, e una volta stabiliti il punto di partenza e quello di arrivo starà a noi avventurarci per enormi arterie stradali o vicoli angusti fino a giungere al traguardo. Criterion, per la prova a disposizione dei giornalisti, ha deciso di privilegiare la componente multiplayer del titolo, e difatti un gran numero di postazioni interconnesse sono state messe a disposizione per permettere a tutti di sfidarsi e farsi un’idea di quel che il gioco ha da offrire. L’impressione iniziale, una volta su strada, è stata ottima: il feeling tipicamente arcade con i veicoli è rimasto immutato, anzi ora le auto sembrano ancora più maneggevoli del passato; naturalmente stiamo parlando di un modello di guida che sebbene non “estremo” come quello di Burnout, prescinde comunque da qualsiasi esigenza di realismo, ma lanciarsi a 200 all’ora e derapare in curve e serpentine risulta sempre immediato e piacevole. Il massimo della soddisfazione, come sottolineato dallo stesso team, lo si trae una volta alla guida dei veicoli più performanti, e la sensazione di velocità è sempre al top della categoria, aumentata anche dai vari effetti pirotecnici di nitro, collisioni e incidenti che hanno mostrato un buon livello di distruttibilità delle auto.
Con un bel gruppo di amici, le gare si trasformeranno in una sequela indiavolata di sorpassi all’ultimo respiro e incidenti spettacolari - Need for Speed: Most Wanted
Con un bel gruppo di amici, le gare si trasformeranno in una sequela indiavolata di sorpassi all’ultimo respiro e incidenti spettacolari
Forse, ma ovviamente è solo un’impressione maturata nel poco tempo a disposizione su un codice ancora incompleto, i mezzi appaiono a volte un po’ troppo coriacei, spazzando via come birilli i poveri automobilisti civili che vagano numerosi per le strade e schiantandosi soltanto quando spinti al massimo in un bel frontale con una solida parete. Tecnicamente il gioco si presenta davvero bene, il Frostbyte 2 è spremuto come un limone e offre una fluidità ottimale in ogni situazione (anche se, almeno stando ai nostri occhi, non sempre ancorata ai 60 fps), un ottimo utilizzo dell’HDR e una profusione di effetti particellari e rottami che saturano l’aria nei momenti di maggiore concitazione. Precisi e dettagliati anche i modelli delle auto, che riproducono fedelmente le controparti reali: complessivamente Most Wanted ha tutte le carte in regola per far gioire occhi e orecchi dell’utenza, ma va considerato che la versione di prova disponibile era esclusivamente su PC, e sebbene Criterion non ha deluso in passato da questo punto di vista non si può ancora esprimere un giudizio sulle versioni per console. Un discorso a parte merita la questione del tuning dei veicoli, un elemento molto importante del primo Most Wanted. Purtroppo i dubbi sono ancora molti, perché se da un lato il team ha spiegato che ogni veicolo avrà a disposizione una buona serie di modifiche e potenziamenti in grado di adattare i veicoli al proprio stile di guida, dall’altro pare che non saranno disponibili eventuali modifiche estetiche alla carrozzeria; va inoltre considerato che Most Wanted rimane prima di tutto un gioco arcade e quindi difficilmente vedremo un livello di personalizzazione a livello di mostri simulativi come Forza e Gran Turismo. Il test messo a disposizione da Criterion non ha mostrato praticamente nulla da questo punto di vista, e quindi per avere una risposta definitiva bisognerà attendere un codice di gioco più completo.
La nuova città, Fairhaven, sembra davvero enorme... e piena di poliziotti inferociti - Need for Speed: Most Wanted
La nuova città, Fairhaven, sembra davvero enorme... e piena di poliziotti inferociti
SPORTELLATE IN AMICIZIA
Le varie modalità di gara a disposizione della prova rappresentano una parziale raccolta di quel che il gioco offrirà nella sua forma finale, ma già così hanno positivamente impressionato. Tutti i giocatori hanno dovuto prima di tutto incontrarsi in determinate zone di raccolta, che sono diffuse per la mappa e rappresentano il punto d’inizio delle varie competizioni. Accanto alla classica modalità a checkpoint, che consente di dedicarsi al puro piacere della guida e degli inseguimenti con le vetture della polizia, sono state rivelate alcune modalità decisamente divertenti come una specie di “salto in lungo” con il proprio veicolo, lanciato a velocità massima da un rettilineo, una vera e propria competizione a squadre dove vince chi totalizza il punteggio più alto fra takedown e piazzamenti al traguardo, e una feroce gara a eliminazione in cui conta soltanto la brutalità e la precisione con cui riuscirete a schiantare i mezzi avversari lungo guardrail, pareti e quant’altro. Ripetiamo, questo è soltanto un assaggio, in quanto c’è da valutare tutta la parte single player di cui si è appena fatto cenno nella presentazione, ma il mix mostrato tra la pura abilità di guida e le gare di crash mutuate da Burnout funziona bene, con in più l’elemento strategico di poter scoprire e sfruttare eventuali scorciatoie e passaggi più o meno nascosti per tagliare la strada agli avversari o fargli mangiare la polvere a un soffio dal traguardo. Un ultimo fattore di interesse da sottolineare è come la polizia non ci darà mai tregua, interferendo nelle gare di takedown e continuando a inseguirci in massa anche dopo che avremo vinto una corsa: Most Wanted sembra non offrire mai un attimo di respiro. Davvero ottimo è il lavoro effettuato dal sistema di Audiolog, che in ogni istante ci accompagna con informazioni su piazzamenti, gare a disposizione, comportamento in strada del nostro veicolo, attuale posizione in classifica dei nostri avversari e così via; l’intento del programma, e di conseguenza degli sviluppatori, è di spingerci continuamente a cercare nuove soluzioni per migliorare il nostro punteggio, in quanto ogni azione che andremo a compiere aumenterà il nostro bottino di speed point necessari a scalare le classifiche del migliore fuorilegge cittadino. In conclusione, Need for Speed: Most Wanted è apparso come un titolo moderno, con un enorme mondo di gioco, un senso di velocità e adrenalina ai massimi livelli, un comparto tecnico all’altezza dei tempi e un multiplayer funzionale e, almeno a prima vista, molto stabile e preciso.
I modelli delle vetture sono davvero ottimi, peccato che finiranno puntualmente a pezzi - Need for Speed: Most Wanted
I modelli delle vetture sono davvero ottimi, peccato che finiranno puntualmente a pezzi
Naturalmente, qualcuno potrebbe storcere il naso dinanzi agli elementi presentati, che sebbene di ottimo livello non rappresentano certo una ventata di originalità nel genere e in particolare i takedown potrebbero iniziare a stancare, dato che hanno ormai invaso ogni racer arcade degli ultimi anni (l’ultimo Ridge Racer insegna). Rimangono inoltre ancora troppi interrogativi irrisolti come la durata e la qualità della campagna single player (e la presenza o meno di un’eventuale trama), il modo in cui saranno gestiti gli eventi (disponibili tutti da subito, o sbloccabili man mano che si progredisce con i punti esperienza?), il livello tecnico delle versioni per console e, soprattutto, se e in che modo verrà implementato il sistema di tuning delle auto, una caratteristica tenuta in grande considerazione da una considerevole fetta di fan tanto da poter risultare un fattore decisivo per il successo del gioco: tutte domande a cui saremo pronti a rispondere non appena Criterion ci fornirà nuovo materiale. In coda, ricordiamo che sarà da subito disponibile una Limited Edition che offrirà come contenuti aggiuntivi due nuove autovetture (Porsche 911 Carrera S e Maserati Gran Turismo MC Stradale), una serie di piccole personalizzazioni e punti esperienza bonus.