lunedì 16 settembre 2013

One Piece Pirate Warriors 2

Dopo il notevole successo riscosso sul finire degli anni ’90 dalla serie a fumetti e dalla versione animata di One Piece, l’inizio del nuovo millennio ha segnato l’approdo della ciurma capitanata da Cappello di Paglia nel mondo dei videogiochi, con un GDR distribuito esclusivamente in Giappone per Wonderswan. Da allora sono trascorsi tredici anni, e la saga creata da Eiichiro Oda si è mossa da un sistema all’altro dando vita a oltre una ventina di titoli distribuiti a singhiozzo anche sul mercato europeo. Non sempre (anzi, praticamente mai) si è trattato di capolavori, ma spesso ci siamo trovati di fronte a giochi capaci di catturare in maniera adeguata lo spirito dell’originale. Sarà lo stesso anche con One Piece: Pirate Warriors 2?

MUSOU A MUSOU

Per descrivere One Piece: Pirate Warriors 2 sarebbe sufficiente dare fiato alle nostre corde vocali e far uscire dalla nostra bocca cinque lettere: m-u-s-o-u. Al solo proferire di questa parola chi ha dimestichezza con questo sottogenere di giochi saprà benissimo a cosa andrà incontro senza la necessità di particolari aggiunte o di spiegazioni più approfondite, e potrà già avere una vaga idea di quali siano i pregi e i difetti che caratterizzano il nuovo titolo dedicato alle avventure dei pirati creati da Eiichiro Oda.
Per chi invece non conosce questo termine di origine nipponica, ecco un breve riassunto: i “musou” sono una categoria particolare di giochi d’azione portata al successo da Tecmo Koei, la cui struttura è incentrata su sequenze interminabili di combattimenti con decine (centinaia) di nemici che solitamente precedono lo scontro con un boss di fine livello. I musou adottano meccaniche semplici, con un sistema di controllo che si limita a pochissimi comandi che permettono di gestire sia gli attacchi base che le mosse avanzate; i combattimenti si sviluppano mantenendo sempre un ritmo elevato, ma hanno il grande difetto di non richiedere particolari tecnicismi, con alcuni momenti estremamente caotici in cui l’unica ancora di salvezza è la pressione forsennata dei tasti d’attacco. La successione di eventi “massacro i nemici/massacro il boss” si ripete incessantemente per tutta la durata dell’avventura senza che siano presenti variazioni di sorta, con una gestione dell’evoluzione del personaggio che solitamente permette di sbloccare nuove tecniche e/o oggetti.
L'eliminazione dei nemici e il recupero del cibo presente nelle casse sparse nell'area i gioco permette di riempire una barra energetica che attiva una mossa speciale e consente di richiedere l'intervento di un alleato - One Piece Pirate Warriors 2
L'eliminazione dei nemici e il recupero del cibo presente nelle casse sparse nell'area i gioco permette di riempire una barra energetica che attiva una mossa speciale e consente di richiedere l'intervento di un alleato

A MUSOU DURO

Mentre i musou più popolari, siano essi nuovi capitoli della saga di Dynasty Warriors piuttosto che giochi tratti da famosi manga (Ken il guerriero oppure Gundam, ad esempio), non si erano mai discostati in maniera rilevante da questa formula, qualcosa di leggermente diverso è accaduto l’anno scorso con One Piece: Pirate Warriors; il titolo ispirato alle avventure di Cappello di Paglia e della sua ciurma presentava infatti alcune modifiche potenzialmente interessanti (sezioni incentrate su Quick-Time Event nonché una maggiore rilevanza della componente platform), rese meno efficaci da una realizzazione globale non propriamente impeccabile. Anche per questo motivo l’uscita di Pirate Warriors 2 era accompagnata da un pizzico di curiosità e dalla speranza di vedere qualche ulteriore innovazione capace di rendere più intrigante e vario un genere altrimenti eccessivamente limitato.
Le nostre speranze sono svanite nel breve volgere di pochi minuti, dato che One Piece: Pirate Warriors 2 ha mostrato sin dalle prime fasi di combattimento un ritorno alle origini e un abbandono di tutte le modifiche sopracitate a vantaggio di una struttura di gioco in linea con i canoni più classici del genere. Inutile girarci intorno più di tanto, Pirate Warriors 2 è un musou al 100%, senza alcuna concessione di sorta. Accompagnati da un comparto visivo tutto sommato apprezzabile, pur con qualche sbavatura e qualche elemento che poteva essere più curato (nei dialoghi degli intermezzi i protagonisti sono fin troppo statici), ci siamo quindi lanciati nel vivo dell’azione ben consapevoli di quello che ci avrebbe atteso. Abbiamo combattuto diverse ore sbloccando numerosi componenti della ciurma, raccolto decine di monete differenti (utilizzate in una sorta di cartelle del bingo per sbloccare abilità speciali), affrontato le varie missioni in compagnia di diversi personaggi, speso il denaro guadagnato con il sudore della fronte (e con il mulinare dei pugni) per acquistare extra di varia natura, aiutato altri giocatori in difficoltà (un’apposita opzione permette di richiedere l’intervento di altri “pirati” online in caso di problemi a superare una missione) e lottato al fianco di altri prodi avventurieri senza che lo scorrere del tempo e l’evoluzione dei nostri eroi scalfissero in alcuni modo le granitiche basi del musou.
Il cast a disposizione si amplia con il progredire della storia e comprende tutti i personaggi più importanti (e popolari) della serie originale - One Piece Pirate Warriors 2
Il cast a disposizione si amplia con il progredire della storia e comprende tutti i personaggi più importanti (e popolari) della serie originale

SBATTERE IL MUSOU

Se la prevedibilità della struttura di gioco è sicuramente uno dei principali limiti di One Piece: Pirate Warriors 2, le scelte operate nel comparto narrativo sono leggermente più originali. L’avventura vissuta dai nostri eroi segue infatti una trama creata appositamente per il videogioco e non ripropone eventi o situazioni narrate nel manga o nell’anime. Forse anche per merito di questa decisione, riuscire a seguire lo scorrere degli eventi non è particolarmente complicato anche per un giocatore “ignorante in materia”; pur con un flusso costante di personaggi stravaganti, il dipanarsi della trama non è mai eccessivamente caotico e i riferimenti a situazioni passate non ricoprono mai un ruolo tale da inficiare la comprensione di ciò che sta accadendo per un neofita della serie. La trama, nella sua semplicità, è tutto sommato godibile e l’approvazione da parte di Eiichiro Oda in persona dovrebbe tranquillizzare anche gli appassionati più intransigenti, spesso recalcitranti ad accettare una storia creata dal nulla e che non rientra nella “cronologia ufficiale” della saga.
Sono proprio i fan della serie e dei musou, come era peraltro facilmente prevedibile, il target primario (o sarebbe quasi il caso di dire unico) a cui si rivolge One Piece: Pirate Warriors 2. Il nuovo titolo targato Tecmo Koei ha infatti tutte le carte in regola per soddisfare queste due categorie di giocatori grazie a una considerevole mole di contenuti e a una struttura di gioco in linea con quanto visto in altre produzioni del genere. Chi appartiene a queste categorie può tranquillamente aggiungere una stellina alla valutazione finale e correre nei negozi, mentre chi non apprezza particolarmente il manga/anime originale o questa tipologia di titoli può altrettanto tranquillamente investire i propri sudati risparmi in qualcosa di differente.

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