Dopo il notevole successo riscosso sul finire degli anni ’90
dalla serie a fumetti e dalla versione animata di One Piece, l’inizio
del nuovo millennio ha segnato l’approdo della ciurma capitanata da
Cappello di Paglia nel mondo dei videogiochi, con un GDR distribuito
esclusivamente in Giappone per Wonderswan. Da allora sono trascorsi
tredici anni, e la saga creata da Eiichiro Oda si è mossa da un sistema
all’altro dando vita a oltre una ventina di titoli distribuiti a
singhiozzo anche sul mercato europeo. Non sempre (anzi, praticamente
mai) si è trattato di capolavori, ma spesso ci siamo trovati di fronte a
giochi capaci di catturare in maniera adeguata lo spirito
dell’originale. Sarà lo stesso anche con One Piece: Pirate Warriors 2?
MUSOU A MUSOU
Per descrivere One Piece: Pirate Warriors 2 sarebbe sufficiente dare
fiato alle nostre corde vocali e far uscire dalla nostra bocca cinque
lettere: m-u-s-o-u. Al solo proferire di questa parola chi ha
dimestichezza con questo sottogenere di giochi saprà benissimo a cosa
andrà incontro senza la necessità di particolari aggiunte o di
spiegazioni più approfondite, e potrà già avere una vaga idea di quali
siano i pregi e i difetti che caratterizzano il nuovo titolo dedicato
alle avventure dei pirati creati da Eiichiro Oda.
Per chi invece non conosce questo termine di origine nipponica, ecco
un breve riassunto: i “musou” sono una categoria particolare di giochi
d’azione portata al successo da Tecmo Koei, la cui struttura è
incentrata su sequenze interminabili di combattimenti con decine
(centinaia) di nemici che solitamente precedono lo scontro con un boss
di fine livello. I musou adottano meccaniche semplici, con un sistema di
controllo che si limita a pochissimi comandi che permettono di gestire
sia gli attacchi base che le mosse avanzate; i combattimenti si
sviluppano mantenendo sempre un ritmo elevato, ma hanno il grande
difetto di non richiedere particolari tecnicismi, con alcuni momenti
estremamente caotici in cui l’unica ancora di salvezza è la pressione
forsennata dei tasti d’attacco. La successione di eventi “massacro i
nemici/massacro il boss” si ripete incessantemente per tutta la durata
dell’avventura senza che siano presenti variazioni di sorta, con una
gestione dell’evoluzione del personaggio che solitamente permette di
sbloccare nuove tecniche e/o oggetti.
L'eliminazione
dei nemici e il recupero del cibo presente nelle casse sparse nell'area
i gioco permette di riempire una barra energetica che attiva una mossa
speciale e consente di richiedere l'intervento di un alleato
A MUSOU DURO
Mentre i musou più popolari, siano essi nuovi capitoli della saga di
Dynasty Warriors piuttosto che giochi tratti da famosi manga (Ken il
guerriero oppure Gundam, ad esempio), non si erano mai discostati in
maniera rilevante da questa formula, qualcosa di leggermente diverso è
accaduto l’anno scorso con One Piece: Pirate Warriors; il titolo
ispirato alle avventure di Cappello di Paglia e della sua ciurma
presentava infatti alcune modifiche potenzialmente interessanti (sezioni
incentrate su Quick-Time Event nonché una maggiore rilevanza della
componente platform), rese meno efficaci da una realizzazione globale
non propriamente impeccabile. Anche per questo motivo l’uscita di Pirate
Warriors 2 era accompagnata da un pizzico di curiosità e dalla speranza
di vedere qualche ulteriore innovazione capace di rendere più
intrigante e vario un genere altrimenti eccessivamente limitato.
Le nostre speranze sono svanite nel breve volgere di pochi minuti,
dato che One Piece: Pirate Warriors 2 ha mostrato sin dalle prime fasi
di combattimento un ritorno alle origini e un abbandono di tutte le
modifiche sopracitate a vantaggio di una struttura di gioco in linea con
i canoni più classici del genere. Inutile girarci intorno più di tanto,
Pirate Warriors 2 è un musou al 100%, senza alcuna concessione di
sorta. Accompagnati da un comparto visivo tutto sommato apprezzabile,
pur con qualche sbavatura e qualche elemento che poteva essere più
curato (nei dialoghi degli intermezzi i protagonisti sono fin troppo
statici), ci siamo quindi lanciati nel vivo dell’azione ben consapevoli
di quello che ci avrebbe atteso. Abbiamo combattuto diverse ore
sbloccando numerosi componenti della ciurma, raccolto decine di monete
differenti (utilizzate in una sorta di cartelle del bingo per sbloccare
abilità speciali), affrontato le varie missioni in compagnia di diversi
personaggi, speso il denaro guadagnato con il sudore della fronte (e con
il mulinare dei pugni) per acquistare extra di varia natura, aiutato
altri giocatori in difficoltà (un’apposita opzione permette di
richiedere l’intervento di altri “pirati” online in caso di problemi a
superare una missione) e lottato al fianco di altri prodi avventurieri
senza che lo scorrere del tempo e l’evoluzione dei nostri eroi
scalfissero in alcuni modo le granitiche basi del musou.
Il
cast a disposizione si amplia con il progredire della storia e
comprende tutti i personaggi più importanti (e popolari) della serie
originale
SBATTERE IL MUSOU
Se la prevedibilità della struttura di gioco è sicuramente uno dei
principali limiti di One Piece: Pirate Warriors 2, le scelte operate nel
comparto narrativo sono leggermente più originali. L’avventura vissuta
dai nostri eroi segue infatti una trama creata appositamente per il
videogioco e non ripropone eventi o situazioni narrate nel manga o
nell’anime. Forse anche per merito di questa decisione, riuscire a
seguire lo scorrere degli eventi non è particolarmente complicato anche
per un giocatore “ignorante in materia”; pur con un flusso costante di
personaggi stravaganti, il dipanarsi della trama non è mai
eccessivamente caotico e i riferimenti a situazioni passate non
ricoprono mai un ruolo tale da inficiare la comprensione di ciò che sta
accadendo per un neofita della serie. La trama, nella sua semplicità, è
tutto sommato godibile e l’approvazione da parte di Eiichiro Oda in
persona dovrebbe tranquillizzare anche gli appassionati più
intransigenti, spesso recalcitranti ad accettare una storia creata dal
nulla e che non rientra nella “cronologia ufficiale” della saga.
Sono proprio i fan della serie e dei musou, come era peraltro
facilmente prevedibile, il target primario (o sarebbe quasi il caso di
dire unico) a cui si rivolge One Piece: Pirate Warriors 2. Il nuovo
titolo targato Tecmo Koei ha infatti tutte le carte in regola per
soddisfare queste due categorie di giocatori grazie a una considerevole
mole di contenuti e a una struttura di gioco in linea con quanto visto
in altre produzioni del genere. Chi appartiene a queste categorie può
tranquillamente aggiungere una stellina alla valutazione finale e
correre nei negozi, mentre chi non apprezza particolarmente il
manga/anime originale o questa tipologia di titoli può altrettanto
tranquillamente investire i propri sudati risparmi in qualcosa di
differente.
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