lunedì 16 settembre 2013

Guardians of Middle-earth

C'è stato il tempo degli MMORPG, un tempo in cui molte case di produzione del settore videoludico si sono gettate sul genere dopo il tripudio di World of Warcraft. Subito dopo è successo di tutto: il vento è cambiato, gli addetti ai lavori si sono resi conto che la concorrenza non era possibile in un genere in cui la qualità è un requisito assolutamente necessario. È in questo background che è nata la moda dei MOBA, acronimo di Multiplayer Online Battle Arena, rispetto agli MMORPG diversi e uguali allo stesso tempo, capaci senza impegno di trascinare il giocatore in una dimensione di sfida dalla quale difficilmente si può uscire. Ma in questo settore, nonostante la concorrenza varia e vasta, sono ormai diventati dei capisaldi imprescindibili due titoli: League of Legends e Dota2, il primo targato Riot, il secondo a opera di Valve.
Dopo l'esplosione di League of Legends, infatti, solo quel capolavoro di Valve è riuscito a scalzare il re dal suo trono, nonostante tutto questo sia ancora materia di dibattito. Visto il successo ottenuto dai due titoli, Warner Bros., a cui non piace certo rimanere con le mani in mano, ha pensato di tuffarsi nel settore con grande attenzione e uno studio pianificato: dapprima hanno fatto la loro comparsa con il brand tolkeniano nel mondo MOBA console, quindi hanno deciso di compiere il grande salto e arrivare sugli schermi dei PC con un'importante base di partenza. Sono caduti o sono riusciti ad appigliarsi al podio dei vincitori? Non ci resta che scoprirlo insieme.
Un elemento da tenere sempre a mente è che per applicare le abilità più devastanti è spesso necessario buttarsi nella mischia. - Guardians of Middle-earth
Un elemento da tenere sempre a mente è che per applicare le abilità più devastanti è spesso necessario buttarsi nella mischia.

Furbizia... è mezza bellezza

Warner si è affidata a Monolith per portare la licenza del Signore degli Anelli dapprima su console, sebbene la conversione su PC sia a opera dei Zombie Studios, che hanno seguito con grande scrupolo il progetto originale, la cui prima regola è stata non rompere le uova nel paniere alle realtà di primo ordine. Battersi con LoL e Dota2 sul loro campo sarebbe stato probabilmente un suicidio in termini di marketing, motivo per cui Monolith, su richiesta di Warner Bros., ha puntato sull'innovazione, cercando così di spostare la sfida su un campo più neutro. Innanzitutto si sono rivolti a un pubblico meno hardcore e più casual, aprendo a tutti gli utenti meno esperti che in un server di LoL o Dota esploderebbero in qualche secondo. Un altro piacevole elemento innovativo è rappresentato dai Guardiani, ovvero i celeberrimi protagonisti del Signore degli Anelli con tanto di citazioni tratte dai film. Lanciati nella mischia tra le due squadre, ognuna composte da cinque persone, i giocatori dovranno sfruttare i Guardiani per guidare le proprie forze e conquistare gli avamposti nemici. Sconfiggere Guardiani, fazioni e fortezze nemiche si traduce in punti esperienza necessari per aumentare di livello e guadagnare nuove, devastanti abilità. Il giocatore potrà dunque seguire tante vie di personalizzazioni individuali con le quali rendere unici i personaggi nati dalla penna di Tolkien.
Ci sono altre grandi differenze in questo titolo, ma non sempre si può parlare di furbizia: chiunque noterà fin dai primi momenti l'assenza di un negozio interno per acquistare oggetti e poteri. Pur essendo un elemento di grande differenziazione rispetto agli altri MOBA, questa novità è più un'arma a doppio taglio, perché se è vero che all'inizio del gioco vengono conferiti ai Guardiani poteri e rune che il giocatore può scegliere, è pur vero che gran parte della customizzazione degli eroi va a farsi benedire. Ma c'è dell'altro: l'assenza dello store interno ha come diretta conseguenza l'eliminazione di una serie di pratiche che hanno resi famosi i MOBA come il jungling – uccidere i mostri nascosti nelle zone più impervie delle mappe. Com'è ovvio tutte queste differenze viaggiano sulla scia di una semplificazione, che in altri termini si traduce in una differenza di target, intenzione primaria della software house e prima di loro dei produttori.
Spesso è necessario dare una spinta alle truppe per incoraggiarle. Ma qui non siamo nei film, quindi dovete usare le abilità per farlo. - Guardians of Middle-earth
Spesso è necessario dare una spinta alle truppe per incoraggiarle. Ma qui non siamo nei film, quindi dovete usare le abilità per farlo.

A chi serve il mana?

Salutate il mana. In Guardians of Middle Earth il mana è stato sostituito da semplici e classici countdown, in maniera tale da consentire l'uso delle abilità in maniera più devastante, elemento bilanciato da una barra della vita piuttosto generosa. Non sempre però è facile destreggiarsi in queste nuove modalità, soprattutto perché il bilanciamento dei vari Guardiani non è così equilibrato e molto spesso la partita non può far altro che volgere a favore di chi, di fatto, sceglie il Guardiani con i poteri più devastanti. Un altro elemento molto importante di Guardians of Middle Earth è inoltre la possibilità, a un certo livello, di disseminare di torrette di guardia le mappe, manovra che si può eseguire semplicemente portando avanti il vostro Guardiano. Si tratta di oasi fondamentali che è importante posizionare in locazioni strategiche per sfruttarle come punti d'attacco o come vere e proprie stazioni di cura.
Parlando dei Guardiani, è d'obbligo specificare che si tratta di riproduzioni piuttosto fedeli, con poteri che seguono di pari passo, attraverso i 14 livelli, quelli presenti nei libri. Divisi in 5 categorie che ne definiscono le caratteristiche salienti – incantatori, generali, etc. - i Guardiani sono il punto focale del titolo, forti di una schiera di 50 personaggi, più molti altri che verranno distribuiti tramite DLC nel corso del tempo.
Gli effetti delle abilità sono spesso piacevoli, anche se per la versione PC ci aspettavamo qualcosa di più.   - Guardians of Middle-earth
Gli effetti delle abilità sono spesso piacevoli, anche se per la versione PC ci aspettavamo qualcosa di più.

Tutti in the box

Il gioco apre i battenti con una grande offerta: chiunque abbia acquistato il gioco su console può riscattare il codice per PC, in maniera tale da affollare i server. Si tratta di un'altra manovra intelligente di Warner, una trovata che riempie i server nonostante tutto. Ma tutto questo non basta. Ci avrebbe fatto maggiormente piacere un impegno più evidente nel bilanciamento del titolo, elemento fondamentale per ogni multiplayer (in particolare per PC), un'interfaccia dedicata e adeguata ai nuovi comandi, doppiaggi e traduzioni migliori, qualche miglioria rispetto alla versione console. Ci saremmo aspettati, insomma, una conversione più specifica, che invece non c'è stata. A riprova di queste teorie, infatti, sta la predisposizione del titolo all'uso del joypad: tutti gli attacchi, inclusi quelli di base, devono essere indirizzati, oltre che caricati, cosa che se con il controller risulta facile, con la tastiera e il mouse lo è molto meno.

Nessun commento:

Posta un commento