Uno sguardo approfondito alla nuova esclusiva PS Vita targata Keiji Inafune.
Un passato oscuro, avvolto nel mistero, spesso confuso, narrato
attraverso le pagine di un libro maledetto, per giunta parlante, più che
mai vivo, interattivo. Un temibile nemico, privo di scrupoli, pronto a
uccidere chiunque tenti di ostacolare il suo cammino. Una gilda di
stregoni, decisioni difficili da intraprendere, un destino che si
preannuncia ricco di sofferenze. Sacrificare le anime o salvarle?
Prosciugare gli spiriti in pena, o restituirgli la libertà? Queste le
premesse di Soul Sacrifice, il nuovo gioco d'azione dagli elementi
ruolistici concepito dalla mente di Keiji Inafune, autore di Megaman e
producer di altri storici brand sotto l'egida di Capcom (come Street
Fighter, Resident Evil e Onimusha), sviluppato in concomitanza fra gli
studi Marvelous AQL e i Sony Japan Studio in esclusiva per la piccola
PlayStation Vita.
Scaricata in anteprima la demo di Soul Sacrifice su PlayStation
Store, ci siamo immediatamente lanciati nella nuova avventura che trae
ispirazione (com'è ormai tendenza del momento) dalla saga Monster
Hunter, promettendo però di non scadere nel banale clone di turno ma di
proporre piuttosto un'esperienza di gioco originale, ricca di spunti e
basata su una trama decisamente intrigante, che ruota tutta attorno al
perfido Magusar, spietato stregone che uccide chiunque opponga
resistenza ai suoi deliri di onnipotenza.
La
storia di Soul Sacrifice sarà narrata da un tomo parlante, Libron, che
svelerà la genesi del protagonista, il suo ingresso nell'Ordine di
Avalon e gli intrecci narrativi con il malvagio Magusar, cattivone di
turno.
L'approccio con l'ultima produzione di Inafune è di quelli che non ti
aspetti, spiazzante e ambiguo: dopo un breve intermezzo interattivo che
preferiamo non rivelare, il giocatore viene a contatto con Librom, un
tomo parlante le cui pagine rappresentano la storia di un uomo
appartenente alla setta segreta di Avalon, un gruppo di stregoni il cui
unico credo è quello di uccidere entità “scomode”, siano esse mostri o
persone. È così che il team di sviluppo vuole reinventare figure
mitologiche come arpie, goblin e orchi, con un character design
decisamente apprezzabile e degno di nota.
UN LIBRO(M) PARLANTE
L'intera campagna single-player è articolata attraverso i capitoli
del Librom, che permettono di rivivere la genesi del protagonista (che
sarà ovviamente personalizzabile scegliendone il nome e i parametri
principali), il suo training insieme alla strega Sortiara, l'ingresso
nella gilda di Avalon e gli intrecci narrativi con il malvagio Magusar,
che riveleranno particolari interessanti sulla evoluzione in negativo
della nemesi. A differenza della musa ispiratrice Monster Hunter,
dunque, il gioco targato Sony preferisce articolare la sua esperienza
ludica attraverso dei macro-capitoli raggiungibili dalle pagine del
libro, escludendo qualsivoglia forma di esplorazione degli ambienti:
ciascun livello, infatti, proporrà delle arene di media grandezza
popolate da gruppi di mostri o boss più impegnativi, in cui il giocatore
(solitamente accompagnato da uno o due partner gestiti dalla CPU, nella
campagna single-player, oppure da due amici tramite PlayStation Network
nelle sfide online) dovrà sconfiggere le orde di avversari sfruttando
una serie di attacchi elementali.
Niente armi fisse, come insegna la produzione targata Capcom, ma
tutta una serie di magie e abilità (migliorabili nel corso
dell'avventura, e addirittura combinabili fra di loro per ottenerne di
più potenti ed efficaci) da scegliere prima di affrontare ogni quest
direttamente dal Librom. In ogni missione, infatti, il giocatore può
selezionare un massimo di sei elementi differenti da affidare ai tasti
Cerchio, Quadrato e Triangolo, intercambiabili in qualsiasi momento con
la pressione del tasto dorsale R. Le potenzialità di queste armi sul
campo di battaglia non saranno infinite, tant'è che il giocatore dovrà
usare con parsimonia ogni abilità onde evitare di prosciugarne
definitivamente l'essenza e non poterne più usufruire durante la
missione. È quindi necessario sviluppare una buona tattica e non
sprecare colpi preziosi, coordinandosi (sopratutto in multiplayer) con
gli altri membri del party per concentrare gli attacchi su un nemico
prestabilito e passare velocemente a quello successivo.
Il
character design, sopratutto degli imponenti nemici, è degno di nota.
Peccato che gli scenari fungano da mero contorno e non offrano spunti
esplorativi interessanti.
A questo proposito, è possibile sfruttare una particolare visuale
spirituale dello stregone (con la pressione del tasto inferiore del pad
digitale) per mostrare lungo lo scenario vari spot - altrimenti
invisibili - dove ricaricare i poteri (prima che vengano prosciugati e
per tanto non più utilizzabili), ottenere scudi e armi improvvisate da
elementi come rocce e vegetazione, nonché guadagnare abilità temporanee
in grado di modificare l'efficacia difensiva, la velocità nei movimenti e
nelle schivate, e la potenza d'attacco.
SALVEZZA O SACRIFICIO?
Uno degli aspetti più intriganti di questa versione dimostrativa di
Soul Sacrifice riguarda senza dubbio i sacrifici, uno dei prezzi da
pagare per essere parte del “prestigioso” Ordine di Avalon: per ogni
nemico sconfitto, infatti, il protagonista potrà scegliere se
sacrificarne o salvarne l'anima, prosciugandolo del suo spirito o
donandogli nuova linfa vitale. È evidente che ogni scelta porterà a
diverse conseguenze, che permettono al giocatore di guadagnare punti
preziosi in ambito ruolistico portando a migliorare l'esperienza in
determinati campi. Salvando l'anima del nemico, infatti, il giocatore
guadagna punti di colore azzurro in grado di aumentare l'efficacia della
difesa e ripristinare la salute; d'altro canto, prosciugando lo spirito
si acquisiranno punti esperienza rossi che miglioreranno decisamente la
potenza offensiva. Nel caso di boss di fine livello, inoltre, si
guadagneranno spesso nuovi poteri da inserire nel proprio arsenale
offensivo.
Lo stesso principio è applicabile ai personaggi del party e al
protagonista dell'avventura. Nel primo caso, non sarà raro che gli
stessi eventi previsti dalla campagna ci mettano di fronte alla
condizione di dover scegliere fra la salvezza e il sacrificio di un
nostro partner, a fronte di un'abilità temporanea per attaccare il
nemico, o di una mossa speciale da aggiungere al proprio campionario
d'attacco. Sebbene il sacrificio porti spesso a ottenere un giovamento a
livello offensivo, è da sottolineare che indebolire il proprio team con
la purificazione di un alleato può spesso e volentieri portare al
fallimento della missione, poiché i nemici risultano comunque non troppo
semplici da affrontare. Allo stesso modo, il protagonista si troverà
nella condizione di scegliere se essere curato dagli altri membri del
party, prelevando un po' di energia dal compagno in modo da sfruttare la
superiorità numerica, oppure sacrificarsi.
Il
team Japan Studio di Sony insieme al geniale Keiji Inafune si è
divertito nella rivisitazione di alcuni classici della mitologia, come
le Arpie. Non mancheranno orchi, goblin e tanti altri esemplari di
mostri raccapriccianti.
In questo caso, l'utente può scegliere se trasformarsi in uno spirito
che può influenzare il combattimento agendo negativamente sulle abilità
del nemico, oppure sacrificare la sua anima e creare un patto con
l'Ordine di Avalon, sfoderando una super mossa (nel caso della demo, la
tecnica Inferno che strappa la pelle del protagonista, azzerandone le
difese, ma brucia tutti i nemici su schermo) quantomai letale. Per
cancellare gli effetti di ogni patto con l'Ordine, sarà necessario un
versamento di speciali Lacrime di Librom, ottenibili strofinando
periodicamente con il dito sul touchscreen nei pressi dell'occhio del
tomo parlante.
QUANDO LA MUSICA TOCCA L'ANIMA
Terminata la succulenta demo della durata atipica di circa quattro
ore, ci troviamo a trarre i primi bilanci sul comparto tecnico del
titolo sviluppato da Sony Japan Studio che, almeno in questa versione
preliminare, non ha convinto pienamente sopratutto in ambito grafico.
Nonostante l'ottima caratterizzazione dei personaggi e dei nemici,
alcuni veramente eccezionali, è evidente una realizzazione dei modelli
poligonali non troppo curata e l'utilizzo di qualche texture anonima e
scialba. Gli stessi ambienti, per quanto possano offrire un discreto
colpo d'occhio, fungono esclusivamente da contorno agli scontri essendo
l'interazione limitata ai minimi storici. D'altro canto, è da segnalare
un'ottima fluidità dell'azione con un frame-rate decisamente solido,
anche nei momenti più concitati. Discrete le animazioni dei personaggi e
dei mostri, mentre le poche cut-scene si attestano su un buon livello
qualitativo.
Discorso nettamente diverso per quanto concerne il sonoro: al buon
doppiaggio (al momento solo in inglese) che accompagna la trama di Soul
Sacrifice, Sony ha voluto accompagnare una splendida colonna sonora
realizzata da Yasunori Mitsuda (autore della soundtrack di Chrono
Trigger) e Wataru Hokoyama (noto per Africa), composta con l'ausilio
dell'orchestra (che si apprezza maggiormente giocando con una buona
cuffia), in grado di intervenire nei momenti topici del combattimento
con la giusta enfasi.
Quando mancano meno di due settimane all'esordio sugli scaffali
europei, le aspettative attorno a Soul Sacrifice continuano a salire: il
progetto di Inafune in esclusiva per la piccola console portatile Sony
può vantare un notevole potenziale, una trama originale e un gameplay
ricco di sfaccettature. D'altra parte, però, la demo ha mostrato
un'esperienza di gioco particolarmente caotica, sia per quanto riguarda
l'esposizione del plot all'interno dello stesso tomo parlante, sia per
quanto riguarda il comparto grafico. Non è chiaro se il senso di
confusione generato dalla narrazione è da considerare come ovvia
limitazione della versione dimostrativa, o se questo tipo di esposizione
del racconto manterrà tutto il suo disordine anche nella versione
completa del gioco sviluppato dai Japan Studio. Appuntamento dunque per
le prossime settimane, con la ricca recensione di Soul Sacrifice per PS
Vita fra le pagine di Videogame.it!
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