sabato 10 novembre 2012

Halo 4: la sfida "impossibile" di 343 Industries

Halo 4: la sfida "impossibile" di 343 Industries

Dopo l'addio di Bungie, un nuovo inizio per Master Chief.


Ricevere il testimone da Bungie al timone della serie portabandiera della filosofia Microsoft nel campo delle console, quel Halo divenuto ormai sinonimo di Xbox, è uno di quei compiti che fa tremare i polsi al solo pensiero. Non ho idea di cosa sia passato per la mente ai ragazzi di 343 dopo aver ricevuto in dote dai vertici di Redmond la pesante eredità. Da un lato sicuramente ci sarà stato tanto entusiasmo, per uno sviluppatore queste sono occasioni che non capitano spesso. D'altro canto però non fatico a immaginare il terrore. Mettere le mani su Halo senza l'insegna Bungie sulla porta dello studio vuol dire in ogni caso scontentare una buona fetta di pubblico. Un quarto capitolo sostanzialmente disegnato sul solco dei precedenti verrebbe bollato come un “more of the same” non necessario, la prova della mancanza di carattere degli usurpatori del brand. Una rivoluzione che stravolga invece le basi ludiche su cui poggia la saga sarebbe invece altrettanto facilmente bollata di eresia. Il rischio di cadere in fallo, insomma, era decisamente alto.
TRA VECCHIO E NUOVO
Quale strada dunque hanno deciso di intraprendere i 343? Per rispondere a questa domanda abbiamo deciso di dividere l'analisi del gioco in due parti: la prima è quella che state leggendo ora e riguarda il comparto singleplayer. La seconda dedicata al multiplayer arriverà in breve, dopo che avremo approfondito per bene le diverse modalità multigiocatore presenti.
Il gioco è interamente localizzato in italia; il lavoro è ottimo, tuttavia bisogna segnalare un fastidioso audio fuori sincrono durante i filmati - Halo 4
Il gioco è interamente localizzato in italia; il lavoro è ottimo, tuttavia bisogna segnalare un fastidioso audio fuori sincrono durante i filmati
Rispetto alle due ipotesi presentate nell'introduzione, dunque, la via intrapresa dai 343 per quanto riguarda l'avventura in singolo si potrebbe definire una scorciatoia. Il corpus principale del gioco è ripreso dai precedenti capitoli, mentre le innovazioni subdolamente si presentano alla spicciolata, fanno sentire sempre più la loro presenza ed esplodono in un capitolo finale che rappresenta invece lo stacco più netto rispetto al lavoro fatto da Bungie in passato.
Il primo banco di prova con cui i ragazzi di 343 Industries hanno dovuto confrontarsi è stato il lavoro sul motore del gioco, sviluppato da altri e con diversi anni sulle spalle. Da questo punto di vista si può tranquillamente dire che l'esame è passato a pieni voti. Il colpo d'occhio di Halo 4 è francamente impressionante, probabilmente si è di fronte al limite massimo raggiungibile da un hardware vecchio di sette anni giunto ormai al termine della sua lunga esistenza, al di là dell'annuncio del pensionamento che tarda ad arrivare. Il motore pare rileccato e gestisce senza difficoltà alcune aree molto vaste affollate di nemici ed elementi del paesaggio, mentre il tono generale della rappresentazione è virato leggermente verso il realismo, ottenuto soprattutto attraverso l'uso dei colori. Sul piano visivo, i primi dettagli ad attirare l'attenzione sono l'alone azzurro, a simulare l'effetto visiera del casco, e la massiccia dose poligonale di cui sono composte le armi in braccio a Master Chief.
La vera prova del nove per i 343 era però rappresentata dall'approccio alla giocabilità vera e propria, e qui il discorso si fa più complesso. Halo 4 è perfettamente in linea col passato, ma presenta alcune tracce, piccoli indizi di quella che potrebbe essere la visione della saga di 343, che prenderà definitivamente forma nei prossimi capitoli, e probabilmente scontenterà più di un fan in prospettiva futura. Limitandosi al prodotto che abbiamo invece oggi per le mani, gli adoratori di Master Chief possono dormire sonni tranquilli. I timori di una deriva, alimentati dai diari degli sviluppatori in cui si citavano Halo 1 & 2 insieme all'odiato e vituperato – dai fan di Halo, chiaramente – Modern Warfare come fonti di ispirazione, si sono rivelati per larga parte infondati.
I nemici ricordano la vostra postazione e vengono a cercarvi, ma è possibile sorprenderli sgattaiolando non visti - Halo 4
I nemici ricordano la vostra postazione e vengono a cercarvi, ma è possibile sorprenderli sgattaiolando non visti
Le ampie ambientazioni in cui al giocatore è lasciata quasi totale libertà d'azione sono ancora il cuore dell'esperienza single player, e tra i titoli citati sopra sono i capostipiti della serie ad aver influenzato maggiormente l'approccio al gioco, soprattutto nelle sensazioni che si provano al controllo dello Spartan, tornato ad essere un solido bestione che si muove all'interno di una massiccia corazza, restituendo così un senso di inerzia che si era perso nel tempo e che richiede qualche tempo per essere metabolizzato. Torna inoltre tutta l'epicità che da sempre caratterizza i toni e la narrazione della lunga guerra che coinvolge l'umanità e i Covenant, nonostante una partenza lenta e un po' insipida che non lascia affatto presagire la portata degli eventi e delle minacce che si scateneranno nella fase finale del racconto. Non è un caso che ritmo e drammaticità aumentino all'arrivo dei Promethean, la nuova razza aliena introdotta in questo capitolo e che ricoprirà il ruolo di nemesi nella nuova trilogia. Il design di nemici e armi è stato curato con estrema attenzione, richiamando a tratti , anche vistosamente, la moderna animazione giapponese, sia nell'animazione (ad esempio nel modo con cui gli strumenti bellici dei Promethean si formano letteralmente intorno alla mano di Chief quando vengono raccolti), sia nelle linee e nei colori delle unità nemiche. Il nostro Master Chief si presenta comunque preparato ad affrontare nuove minacce grazie all'introduzione di nuove abilità, eredità di quanto visto nel precedente Halo: Reach, utilizzabili anche nella campagna, tra cui spicca una sentinella personale che funge da torretta aerea, in grado di tenere a bada i nemici mentre si riprende fiato o ci si lecca le ferite al riparo durante un duro scontro. Presenti infine, come da copione, le diverse sezioni da svolgersi a bordo di mezzi di trasporto, dal Banshee al Warthog per arrivare all'ormai famigerato Mantis, il mech corazzato che tante critiche aveva attirato fin dalla sua prima comparsa nei video di anteprima. Va ammesso che la fase di gioco a bordo del Mantis è inizialmente breve, e tutto sommato potrebbe essere catalogata come una variazione piacevole, ma il suo ritorno nella fase più avanzata del gioco in una seconda sezione di gioco disegnata interamente intorno al suo utilizzo – al punto che ne vengono proposte due unità al giocatore, nel caso una venga irrimediabilmente danneggiata – faranno aggrottare più di un sopracciglio.
Non mancano scenari mozzafiato, anche  se dal punto di vista delle ambientazioni sono poche le novità  introdotte in questo capitolo - Halo 4
Non mancano scenari mozzafiato, anche se dal punto di vista delle ambientazioni sono poche le novità introdotte in questo capitolo
CON LO SGUARDO AL FUTURO
Pochi dunque i cambiamenti significativi apportati dai 343 a una struttura che, va detto, non aveva alcun bisogno di essere stravolta sotto nessun punto di vista. Eppure, nonostante Halo 4 esca di rado dal solco tracciato da Bungie, diversi dettagli lasciano presupporre che una svolta sia alle porte e il prossimo capitolo potrebbe assomigliare molto meno ai precedenti. Sono piccoli indizi lasciati qua e là che sembrano essere stati sparsi come anticipazioni, per tastare il polso del pubblico: una breve sequenza QTE nella fase iniziale del gioco ed una nel finale, un capitolo conclusivo molto votato alla spettacolarità in cui il volo su un caccia spaziale e sequenze interattive rubano molto spazio alla fase shooter, il restyle di Cortana trasformatasi in una bomba sexy olografica. Si avverte sottotraccia un allontanamento dalla ruvidezza che ha da sempre caratterizzato la saga, i cui protagonisti si chiamano Spartan non per caso, ma proprio per sottolineare la tensione verso uno stile di gioco concentrato sull'essenziale e poco incline al superfluo, per avvicinarsi forse allo stile più mainstream di Modern Warfare, fatto di sequenze spettacolari in cui tuttavia l'abilità richiesta al giocatore è quasi nulla. Se in passato il gioco metteva il giocatore in una situazione complessa, fornendogli nel contesto tutti gli strumenti per risolverla senza dispensare suggerimenti, ora si nota una maggior propensione all'aiuto subdolo, come la comparsa di armi particolarmente potenti prima dell’arrivo dei nemici più ostici, o l'aumento di ambientazioni chiuse e ristrette che presentano una precisa serie di compiti da eseguire in sequenza sempre esplicita. Si è cercato dunque di semplificare la comprensione dei compiti del giocatore senza abbassare il livello di difficoltà, né andare a toccare l'ottima IA che gestisce il comportamento dei nemici. A livello Normale chiunque abbia un po' di dimestichezza con i FPS può finire il gioco in circa 8-10 ore, a seconda del tempo che si vuole concedere alla ricerca di terminali e segreti vari. Ai livelli di difficoltà Eroico o Leggendario il tasso di sfida sale e con esso l'abilità e la mira mostrata dai nemici controllati dalla CPU, che tuttavia mantengono sempre un comportamento coerente e credibile, senza mai dare l'impressione di barare.
Il rapporto tra Mater Chief e Cortana è  sempre al centro della scena, al punto che è possibile ascoltare i loro  dialoghi anche nel pieno di concitate scene d'azione! - Halo 4
Il rapporto tra Mater Chief e Cortana è sempre al centro della scena, al punto che è possibile ascoltare i loro dialoghi anche nel pieno di concitate scene d'azione!
Pesando sulla bilancia il mix di tradizione e rinnovamento presentato dai 343 non possiamo dunque certo parlare di un tradimento dello spirito originale del gioco, quanto piuttosto di una serie di piccole – per ora? - concessioni verso una visione dello shooter certo meno integralista, ma premiata dal gradimento di una larga fetta di pubblico (e da un consistente ritorno commerciale che Microsoft in una fase di stanca della sua console di non certo non può permettersi di ignorare). Se le nostre sensazioni si riveleranno fondate, il futuro di Halo potrebbe rivelarsi piuttosto differente, ma limitando il giudizio a quanto il presente ha da offrire, i 343 Industries hanno sicuramente superato con ottimi voti il difficile esame.

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