Intervista a Ninja Theory
Abbiamo fatto due chiacchiere con gli sviluppatori di DmC.
Nel corso del Captivate, abbiamo avuto modo di porre alcune domande, relative a DmC, a Tameem Antoniades di Ninja Theory e a Motohide Eshiro e Alex Jones, rispettivamente di Capcom Japan e Capcom USA. Senza indugio alcuno, ecco cosa ci hanno detto in quella occasione:Videogame.it: Iniziamo da Dante. In questo reboot il protagonista è giovanissimo, e tutti gli avvenimenti dei quattro Devil May Cry, naturalmente, non sono mai accaduti. Quanto e in che modo vedremo Dante crescere ed evolversi?
Tameem Antoniades: Dante è, sostanzialmente, un ragazzino menefreghista, che nel corso della storia diventerà un uomo e troverà il suo posto nel mondo. Cat, la ragazza che lo accompagna e lo guida attraverso la dimensione parallela di Limbo, avrà un ruolo importante da questo punto di vista. Sotto molti aspetti, Cat è la sua coscienza.
VG: Fateci capire: la timeline quindi è la stessa dei quattro DMC o no? È lo stesso Dante qualche anno prima o è un Dante in qualche modo “parallelo”?
TA: No, la timeline non è la stessa, e nemmeno il mondo è lo stesso, visto che è più vicino al mondo reale che all’ambientazione soprannaturale e fantasiosa dei quattro DMC, ma Dante è sempre Dante. È un po’ come succede con Batman o altri personaggi dei fumetti: alcune storie sono ambientate negli anni 30, altre oggi, ma il personaggio è sempre lo stesso.
TA: Dante è l’unico essere umano in grado di passare dal mondo reale a Limbo. In sostanza, è l’unico che possa costituire una vera minaccia per loro, visto che pur essendo la loro casa, e il luogo in cui sono più forti, è anche l’unico luogo dove possono essere feriti. Le azioni di Dante e dei demoni in questa dimensione parallela si riflettono sul mondo reale, ma nessuno ne conosce la vera origine e i danni che ne risultano vengono attribuiti ad attentati terroristici.
VG: E Cat?
Alex Jones: Cat non può entrare in Limbo, ma può vedere l’ombra di quello che vi accade e comunicare con Dante, facendogli da guida. Questo perchè Cat è umana, ma è al tempo stesso una medium.
VG: Okay, parliamo della direzione artistica...
TA: Tra l’altro il nostro art director è italiano.
VG: Alex Taini, sì. Conosciamo di fama.
AJ: Il design si gioca tutto sulla contrapposizione tra il mondo reale e Limbo. Il primo è grigio e opaco, mentre il secondo ne è una versione non solo distorta, ma più colorata. Limbo è un luogo ricco, caldo e creativo. Inoltre abbiamo fatto un uso molto esteso del motion capture, per rendere tutto realistico e naturale.
VG: E i boss? Ne abbiamo visto uno, ma cos’altro possiamo aspettarci?
AJ: Non vogliamo rovinarvi la sorpresa, quindi vi diremo solo che alcuni sono... familiari, e i fan non stenteranno a riconoscerli. E ce n’è almeno uno che non potrà non farvi esclamare “Wow!”.
Da sinistra a destra: Tameem Antoniades (Ninja Theory), Alex Jones (Capcom US) e Motohide Eshiro (Capcom Japan)
TA: DmC sarà più realistico, ma l’umorismo “alla DMC” ci sarà tutto, tranquilli. Piuttosto il difficile è stato riuscire a dosarlo bene, rendendolo divertente ed “esagerato” ma comunque adatto alla nuova ambientazione e senza scadere nel ridicolo.
VG: Quale pensate che sia il vostro competitor numero uno nel panorama attuale?
TA: Oddio, non ci abbiamo pensato più di tanto. La nostra missione è creare il miglior DMC di sempre, quindi per noi i giochi da battere sono i primi quattro Devil May Cry.
Motohide Eshiro: Non pensiamo di avere un rivale, per dirla tutta. Siamo convinti che DmC avrà un grosso appeal presso il pubblico in ogni caso, sia tra i fan di lunga data che per chi si accosta solo ora al genere e alla serie.
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