domenica 21 ottobre 2012

007 Legends - Recensione

Copertina Videogioco
  • Genere:

    Sparatutto
  • Sviluppatore:

    Eurocom
  • Distributore:

    Activision
  • Data uscita:

    19 ottobre 2012
6,0
Voto lettori:
N.P.
                       
Matteo "Sora" Tontini - del 21/10/2012
L'agente segreto britannico nato dalla mente di Ian Fleming, James Bond, detiene il numero identificativo 007 in cui il doppio zero indica la licenza di uccidere. E' infatti impossibile affrontare le missioni di spionaggio senza avere la possibilità di far fuori il malcapitato di turno o prender parte a sparatorie elettrizzanti per riuscire nel compito assegnato. A partire dagli anni '60, la spia inglese cui Fleming ha dato vita nei suoi romanzi, è diventata una vera star del cinema grazie ai tantissimi film che lo hanno reso celebre. Sfruttandone il franchise, inutile dire che anche molti videogiochi hanno fatto rivivere le gesta di Bond, o meglio, ci hanno provato, visto che tra il lungo elenco di titoli soltanto un paio possono vantare un buon successo. Ci stiamo riferendo a GoldenEye 007 per Nintendo 64 e al suo remake GoldenEye: Reloaded, capaci di regalarci FPS validi, soprattutto per merito di un comparto multiplayer con i fiocchi. L'ultimo tentativo di riportare l'agente britannico su piattaforma è di Eurocom, che a pochi giorni dall'uscita nelle sale cinematografiche del 23° film, Skyfall, ha rilasciato il suo ultimo lavoro, 007 Legends.



Il mio nome è Bond... James Bond?
L'idea degli sviluppatori è stata quella di strutturare il titolo in una sorta di flashback del protagonista, in cui vengono ripercorsi step memorabili vissuti nei suoi più grandi lungometraggi. All'inizio del gioco infatti, riprendendo una scena da Skyfall, un cecchino colpirà involontariamente Bond con il suo fucile di precisione, facendolo cadere dalla parte superiore di un treno in movimento. Precipitando nel fiume sottostante, l'agente 007 lascia spazio ai suoi ricordi ed è proprio così che le missioni vengono lanciate: sono cinque in tutto e ognuna è presa da un film diverso. Per essere precisi, troveremo Missione Goldfinger (1964), Al servizio segreto di Sua Maestà (1969), Vendetta privata (1989), La morte può attendere (2002), Moonraker - Operazione spazio (1979), più una sesta missione che verrà rilasciata successivamente come DLC gratuito. Quest'ultima sarà sicuramente tratta proprio da Skyfall ed è probabilmente questo il motivo della sua mancanza nella versione retail, andando ad evitare così qualsiasi forma di spoiler. Scelta saggia ma contestabile dato che, subito dopo la quinta missione, il gioco ci mostra i titoli di coda, assolutamente inaspettati in quel momento. 007 Legends ci mette nelle vesti di un James Bond con le fattezze di Daniel Craig, che ha recitato solamente da Casino Royale in poi: tutto ciò influisce negativamente sulla fedeltà del progetto che, nonostante ci faccia rivivere i momenti che hanno reso famose le imprese della spia britannica, non mostra tracce di Sean Connery e Roger Moore, un vero peccato. Suona un po' bizzarro, quindi, vedere la famosa scena in cui Sean Connery si trova incatenato ad una lastra d'oro con un laser che sale lentamente verso il busto, sostituito da un Daniel Craig che suda freddo per la tensione. I fan non resteranno soddisfatti dato che proprio l'accuratezza in queste riproposizioni è l'elemento indispensabile per poter entrare nelle grazie degli appassionati,.



L'agente segreto senza assi nella manica
Eurocom, rifacendosi ai migliori titoli ispirati al brand, ha dato luogo ad un FPS che tanto richiama Call of Duty, dimenticandone però tutti i più grandi pregi. Sì, perché la nuova iterazione di James Bond dal colosso degli sparatutto ha ripreso ben poco, fondando il proprio gameplay sul dinamismo classico della serie Activision ma mancando completamente lo stesso feeling veloce e adrenalinico. Tuttavia, quello che 007 Legends ci chiederà di fare altro non è che sparare a più non posso a ondate continue di nemici, in un susseguirsi di opponenti che tenteranno in tutti i modi di ostacolarci checkpoint dopo checkpoint. Purtroppo anche le fasi stealth non soddisfano dato che il silenzio e la segretezza vengono spesso soffocati dagli avvenimenti. Per quanto riguarda la fase delle sparatorie, ad aggravare il tutto ci si mettono controlli poco precisi, rendendo l'azione di gioco spesso insoddisfacente. Le missioni sono strutturate tutte allo stesso modo: farsi largo tra gli avversari armi in pugno, scattare foto tramite il proprio palmare, o recuperare impronte digitali, e fuggire aprendosi nuovamente un varco a suon di esplosioni e proiettili. Gli obiettivi, indicati a schermo per aiutarci nell'orientamento, ci verranno assegnati di volta in volta e le azioni da intraprendere cambieranno a seconda del completamento o del fallimento di uno di questi, cercando di porre rimedio ad una linearità sin troppo marcata che affligge il titolo. Se volessimo agire in maniera più strategica, utilizzando la furtività, come abbiamo accennato poco sopra, rimarremo alquanto delusi: Bond è capace di muoversi furtivamente solo quando è accovacciato, e può sgusciare dietro ai nemici colpendoli o sparandogli con una pistola che abbia il silenziatore, tuttavia l'impossibilità di spostare i corpi oppure di sbirciare dietro l'angolo non ci permetterà di rimanere nascosti a lungo. Questo neo, diventa indubbiamente frustrante nelle missioni in cui agire di nascosto è fondamentale e l'individuazione di Bond equivale all'istantanea "missione fallita". Sinceramente, in questo periodo gli amanti dell'azione stealth farebbero meglio a guardare altrove dato che sugli scaffali è già presente quel capolavoro di Dishonored. Fortunatamente gli sviluppatori hanno provato in minima parte a rimediare a quello che sarebbe stato un completo fallimento, aggiungendo tanti gadget che potremo utilizzare, come ad esempio l'orologio e lo smartphone, che a tutto serviranno meno che a svolgere la loro comune funzione. Interessante, visto che è una delle piccole aggiunte volte a consolarci. Altri punti chiave che tentano di dare un maggiore spessore a questo titolo basato su 007, sono il sistema di upgrade delle armi e alcune sessioni in cui saremo disarmati e dovremo cavarcela esclusivamente a pugni, troppo poco tuttavia per risollevare la produzione. Il fulcro del titolo resta comunque il multiplayer, dove online si faranno guerra fino a dodici giocatori, mentre in locale potremo godere come sempre dello split-screen per quattro amici. Divertente, indubbiamente divertente. L'impatto visivo non è da disdegnare, nonostante la fisica non sia proprio coerente con la realtà e graficamente il titolo mostri qualche lacuna. Il nome che porta l'agente segreto dietro il suo numero identificativo, vale molto di più di un mix tra un FPS e uno stealth, non propriamente riuscito.

martedì 16 ottobre 2012

E’ uscito X-men Destiny

E’ uscito X-men Destiny

Scritto da damianoc il 4 ottobre 2011 0 Commenti
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L’Activision, in collaborazione la Marvel, ha annuciato il rilascio del nuovo gioco RPG X-men Destiny.
Il nuovo gioco con gli eroi della Marvel è disponibile per Xbox360 e Playstation 3, invece per la Nintendo Wii bisogna aspettare il 14 novembre.
Il costo è di 69.90 euro per le prime due console, invece per la Wii sarà 49,99 euro.

Il mondo di Kingdoms of Amalur: Reckoning vasto come Oblivion

ott
07

Il mondo di Kingdoms of Amalur: Reckoning vasto come Oblivion

Scritto da damianoc il 7 ottobre 2011 0 Commenti
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Dichiarazioni importanti quelle rilasciate da Craig Krstolic, produttore associato di Kingdoms of Amalur: Reckoning, con le quali commenta l’RPG a cui sta lavorando.

Krstolic ha affermato di aver avuto la possibilità di constatare che il mondo di Reckoning non ha nulla da invidiare al nuovo Oblivion.
Reckoning è una co-produzione tra Big Huge Games e 38 Studios, sarà distribuito da Electronic Arts a partire da febbraio 2012 per PC, PS3 e Xbox360. La trama è curata dal celebre scrittore fantasy R.A. Salvatore famoso per i suoi romanzi sulle ambientazioni Forgotten Realms.

martedì 9 ottobre 2012

Fable: The Journey - Recensione

Copertina Videogioco
  • Genere:

    Sparatutto
  • Sviluppatore:

    Lionhead Studios
  • Distributore:

    Microsoft
  • Lingua:

    Completamente in italiano
  • Giocatori:

    1
  • Data uscita:

    12 ottobre 2012
7,0
Voto lettori:
N.P.
 
 
 
Kinect ci ha ormai abituato ad avere a che fare con titoli poco ispirati, poco precisi e, soprattutto, poco divertenti. I giochi di successo in grado di dare lustro, e togliere un po’ di polvere, dalla periferica Microsoft si contano veramente sulle dita di un pugno, ma non per questo gli sviluppatori si danno per vinti, rilasciando mese dopo mese titoli sulle cui spalle gravano grosse aspettative ma che all’atto pratico, poi, mancano di convincere.
Quando a scendere in campo sono però direttamente Microsoft e Lionhed Studios la cosa inizia a farsi interessante dato che nessuno più di loro stessi dovrebbe essere in grado di sfruttare a dovere il sensore di movimento proprietario e regalare all’utenza finalmente un prodotto di qualità per questa innovativa periferica. Arriva così sugli scaffali dei negozi Fable: The Journey e noi ovviamente non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di recensirlo. Tutti in carrozza quindi, si parte!



Una fiaba d’altri tempi
In Fable the Journey impersoneremo Gabriel, un giovane nomade con la testa fra le nuvole, interessato solo a fantasticare sugli eroi, sulla magia e a prendersi cura della sua cavalla Stella, compagna di mille avventure nonché vera forza trainante della nostra carrozza.
E’ proprio durante uno spostamento con la propria tribù, però, che il ragazzo si addormenta, perdendo di vista la carovana e finendo per rimanere staccato dal gruppo. Il giocatore, al suo risveglio, si troverà quindi redini in mano a dover recuperare il terreno perduto, attraverso una strada tranquilla e adattissima per prendere confidenza con le sterzate, il galoppo e il brusco arresto. Tutti gli sforzi, tuttavia, non saranno sufficienti visto che un fulmine misterioso finirà per cadere proprio sul ponte che ci separava dal nostro obiettivo facendolo crollare, costringendoci per forza di cose a cercare una via alternativa per riunirci alle nostre genti.
E’ così dunque che inizia il viaggio di Gabriel, un percorso che lo porterà dall’essere un piccolo e sfaticato giovane a divenire un eroe vero e proprio, oppure a rimetterci la vita nel tentativo.
La narrazione, infatti, dopo questo breve preambolo inizia a galoppare sulle ali della fantasia ed il ritmo diventa serrato. L’incontro con la mistica Theresa è solo il primo passo verso l’escalation di eventi che da lì a breve si presenteranno, accadimenti che ci faranno entrare in possesso di un paio di manopole magiche(simili ai guanti ma più lunghi sulle braccia) capaci di permetterci di lanciare incantesimi di varia natura ed in grado di sconfiggere il male che si sta liberando ancora una volta sulle terre di Albion.
Lionhead ha infatti deciso di ambientare il titolo ancora una volta in un mondo già creato e vivo, affondando le mani nella storia e nelle ambientazioni della serie per dare maggior profondità e una sorta di continuità alle gesta del protagonista, legandolo in maniera indissolubile con i precedenti capitoli.
Una scelta riuscita, che da spessore al titolo e alimenta una trama che non mancherà di strapparvi qualche sorriso e, perché no, anche intristirvi in determinati momenti, sicuramente superiore a tutti gli altri lavori visti fino ad oggi per la console di Microsoft.



Di corsa! No, al galoppo!
Il gameplay di Fable The journey si divide principalmente in due sezioni principali: una a bordo della nostra carrozza durante la quale dovremo guidare la cavalla su stradine più o meno impervie ed un’altra nella quale invece saremo a piedi all’interno di dungeon sotterranei dove il nostro unico pensiero sarà quello di far fuori con velocità e precisione i nemici che ci si scaglieranno addosso da ogni parte.
Andiamo con ordine tuttavia e prendiamo in esame innanzitutto la parte relativa agli spostamenti chiarendo come prima cosa, importantissima, che questa volta potremo finalmente giocare da seduti per tutta la durata dell’avventura. Proprio così, niente lunghe sessioni di gioco in piedi davanti allo schermo saltando e dando calci, il titolo ci permetterà di stare comodamente seduti sul divano ed agitare esclusivamente le braccia per impartire tutti gli ordini necessari. Sulla carrozza potremo infatti far schioccare le redini per scegliere l’andatura del cavallo, passando dalla semplice camminata, così da evitare di farle ferire gli zoccoli tra sassi e detriti, al trotto fino alla veloce galoppata. Passare da uno all’altro risulta immediato e semplice e nel caso stessimo per perdere il controllo potremo sempre alzare le mani e far inchiodare il ronzino sul posto.
Kinect in questo caso ha risposto alla perfezione e non abbiamo rilevato alcun tipo di problema a far sterzare il cavallo con l’angolazione voluta, cosa che ci ha regalato ottime sensazioni durante la guida. Per animare queste sezioni i ragazzi di Lionhead hanno sparso sul percorso decine di gemme colorate. Queste si presentano in tre colori, ognuno corrispondente ad una velocità, e per raccoglierle dovremo ovviamente passarci sopra alla giusta andatura. Le libertà offerte dal gioco per gli spostamenti sono tuttavia limitate: le strade infatti saranno sempre molto strette anche se capiterà di poter scegliere la direzione da seguire a determinati bivi, mettendo sul piatto un fattore di scelte che influirà direttamente sui posti che visiteremo e sugli sbloccabili che andremo a recuperare durante l’avventura.
Ogni gemma raccolta finirà direttamente in una sorta di barra per l’esperienza che, una volta riempita ci permetterà ci acquistare tutta una serie di potenziamenti, sia per il cavallo sia per le nostre doti magiche e fisiche. Interessante anche in questo caso la possibilità di optare solo per uno dei due bonus disponibili, obbligando il giocatore a compiere con attenzione le sue scelte. Purtroppo il sistema non è stato approfondito a dovere e, verso la fine dell’avventura, avrete comunque in mano tutti i potenziamenti a patto che abbiate esplorato a fondo tutte le soste opzionali durante il percorso, che spesso portano a imboscate o nuovi nemici da affrontare.



La magia nelle mie mani.
Durante le fasi a piedi la telecamera, rigorosamente in prima persona e ancorata ai classici binari per il movimento, mostrerà solo le mani del giocatore ed il potere ad esso relativo. Fable the Journey mette a disposizione infatti cinque abilità distinte, due da utilizzare con la mano sinistra e tre con la destra, ottenute gradualmente durante l’avventura e di semplice utilizzo, oltre alla capacità di alzare barriere per rispedire frecce e sassi ai nemici semplicemente alzando il gomito.
Di base avrete la possibilità di gettare una sorta di lazo per afferrare i nemici e lanciarli in giro per lo schermo, o spostare leve e attivare interruttori sulla distanza in determinati casi, e la magia del fulmine, nient'altro che proiettili luminosi da scagliare in rapida successione sui malcapitati. Nelle fasi avanzate imparerete a padroneggiare i poteri e alcuni bonus aumenteranno l’efficacia delle magie. La presa, per esempio, colpirà più nemici, mentre i fulmini potranno essere ridirezionati per colpire dietro ripari o muri. Gli altri poteri, acquisiti dopo la metà della storia vi daranno la capacità di scagliare una palla infuocata o lanciare saette, sempre con semplici gesti facilmente riconoscibili da Kinect. Il consueto problema della precisione si ripresenta ancora una volta, sintomo che programmare la periferica Microsoft alla perfezione è un’impresa davvero ardua se anche chi dovrebbe averne maggior conoscenza fatica in questo modo. Tuttavia l’intelligenza dei ragazzi di Lionhead ha fatto in modo che i problemi di riconoscimento e precisione venissero limati dal gioco stesso, inserendo una sorta di leggero auto-aim e la possibilità di reindirizzare i colpi nel caso questi manchino il bersaglio. La somma di tutti questi fattori riesce a rendere il titolo piacevole e non nascondiamo di esserci divertiti ad utilizzare più poteri contemporaneamente utilizzando entrambi le mani, scagliando per esempio in aria i nemici per poi farli deflagrare colpendoli con una sfera infuocata in pieno petto.



Stella più espressiva di Bella
Tecnicamente il titolo si difende più che discretamente. I movimenti di Stella sono stati riprodotti con cura e la possibilità di poterla ammirare nelle aree di sosta, oltre che a lavarla, curarle le ferite e nutrirla fa nascere con il giocatore un forte legame, rendendola davvero coprotagonista nonostante sia solo una bestia da tiro. L’espressività del cavallo e certi comportamenti sono indubbiamente superiori all’espressività di alcuni dei personaggi secondari, sintomo che Stella è stata studiata a tavolino con discreta attenzione. Buoni i vestiti e la caratterizzazione generale in puro stile fable, con diversi panorami piacevoli da osservare e ottime ambientazioni, anche se secondo noi si poteva fare qualcosa di più per quanto riguarda gli oggetti lontani. Con il ritorno dell’Unreal Engine tornano anche gli annosi problemi con il caricamento di alcune texture, alle volte in maniera davvero evidente e fastidiosa. Piacevoli invece le musiche che ci accompagneranno durante tutta la campagna, terminabile esplorando a fondo ogni via in circa una decina di ore. Sebbene difficilmente la riprenderete in mano una volta completata, ad aumentare ulteriormente la longevità ci pensa la modalità arcade che vi permetterà di rivivere le battaglie più intense nel tentativo di battere il proprio punteggio per poi caricarlo su internet e sfidare gli altri giocatori in giro per il mondo.