Dopo essere stato assoluto protagonista della seconda giornata
dello showcase organizzato da Electronic Arts a Londra per presentare le
uscite targate 2012-2013, FIFA 13 torna a far parlare di sé grazie a un
evento esclusivo che ha permesso alla stampa specializzata di toccare
con mano per la prima volta il lavoro svolto dal team capitanato da
David Rutter. La sede milanese di EA si è quindi trasformata per una
mattinata in un campo di calcio virtuale ed è stata teatro di
appassionanti sfide all’ultimo gol…
IL RIASSUNTO DELLA SITUAZIONE
Prima di mettere mano al pad e sperimentare l’effettivo impatto delle
numerose novità presenti in FIFA 13, l’instancabile David Rutter
(presente a qualunque longitudine e latitudine quando si parla di FIFA)
ha dedicato circa mezz’ora a riassumere cosa attenderci da FIFA 13.
Partendo dalla premessa che la giornata sarebbe stata dedicata solamente
a elementi concernenti il gameplay, senza quindi avere la possibilità
di raccogliere nuove informazioni relative a componenti quali le
modalità single player, il multigiocatore e l’online, Rutter ha passato
in rapida rassegna tutte quelle che saranno le migliorie apportate alle
già solide basi su cui si poggiava FIFA 12. In estrema sintesi (per un
reportage più corposo vi rimandiamo alla precedente anteprima)
l’obiettivo principale di FIFA 13 sarà quello di incrementare il
livello di realismo in ogni situazione di gioco. Il sistema di passaggio
subirà modifiche soprattutto per quanto riguarda le fasi di ricezione
della palla, con diversi parametri (potenza del lancio, capacità del
giocatore, presenza di un avversario nelle vicinanze, essere in corsa
oppure fermi) che decreteranno la riuscita o meno di uno stop. La fisica
dei contatti, una delle innovazioni più rilevanti di FIFA 12, sarà
parzialmente ridisegnata tenendo conto di alcuni particolari emersi
negli ultimi mesi di lavorazione e l’intelligenza artificiale dei
giocatori controllati dalla cpu subirà un sensibile “boost”,
trasformando quelle che sono state per anni delle semplici (e a volte
quasi fastidiose) comparse in veri e propri attori co-protagonisti.
L'impact
engine è stato potenziato in ogni suo aspetto. La migliore ripartizione
delle forze tra i vari arti porterà a un maggiore realismo nei
contrasti di gioco
FINALMENTE IN CAMPO
Terminata la presentazione di Dave Rutter ci siamo rapidamente
impossessati di un pad (la versione da noi provata è stata quella Xbox
360) e siamo scesi in campo per qualche partita. Il tempo a nostra
disposizione, purtroppo piuttosto limitato, non ci ha consentito di
esaminare con estrema cura ogni elemento di gioco, ma è stato comunque
sufficiente per evidenziare alcune l’efficacia di alcune delle modifiche
apportate in FIFA 13. La prima grande novità, citata in conclusione del
paragrafo precedente, è il comportamento dei calciatori controllati
dalla cpu. Il livello di intelligenza artificiale è notevolmente
cresciuto rispetto a quanto visto in passato e, grazie a nuove routine
di programmazione, abbiamo finalmente assistito a movimenti che seguono
schemi tattici (e logici) ben precisi. Esempio lampante è la classica
sovrapposizione sulla fascia, praticamente inesistente nelle precedenti
edizioni ed ora una costante per le squadre dotate di un gioco aperto e
di ali particolarmente abili. Anche gli inserimenti centrali sono
eseguiti con maggiore tempismo, così come è sicuramente piacevole vedere
un proprio compagno rallentare o modificare la propria traiettoria di
corsa per non finire in offside. L’impressione generale è che la squadra
si muova con notevole coordinazione e che il coinvolgimento nell’azione
non riguardi esclusivamente il giocatore più vicino al portatore di
palla. Hanno quindi trovato riscontro pratico le parole di Dave Rutter
che, proprio a questo proposito, aveva sottolineato come il nuovo
“positioning code” avrebbe permesso alla cpu di esaminare con maggiore
accuratezza il posizionamento degli avversari, dei compagni, gli spazi
liberi e le possibili giocate in maniera da offrire sempre una reazione
credibile.
CONTROLLI E PARATE
Piuttosto limitate, almeno dal punto di vista numerico, le modifiche
apportate al sistema di controllo. Il precision dribbling è parso
leggermente più fluido, mentre la possibilità di mantenere sempre
l’orientamento verso la porta mediante la pressione di un tasto
rappresenta un elemento di sicuro interesse. Anche l’impact engine, una
delle innovazioni cardine di FIFA 12, ha subito un leggero lavoro di
restyling, atto soprattutto a rendere più veritieri gli esiti dei
contrasti tra giocatori dotati di differente stazza fisica. Ora è
possibile sfruttare la maggiore prestanza atletica di un proprio
giocatore in fase offensiva per liberarsi di un avversario oppure in
fase difensiva per contrastare il portatore di palla, facendo sempre
attenzione a non eccedere per non incappare in un fischio arbitrale. Il
controllo di palla sui lanci lunghi, pur senza mostrare clamorosi errori
da parte dei nostri giocatori (complice anche il fatto di aver sempre
scelto squadre dotata di un buon tasso tecnico) ha comunque messo in
risalto evidenti differenze rispetto al passato, con stop non sempre
precisi accompagnati da tutta una serie di nuove animazioni.
Movimenti
negli spazi, sovrapposizioni sulla fascia, giocatori che rallentano la
corsa per non finire in fuorigioco. In FIFA 13 si avrà finalmente
l'impressione di giocare con compagni intelligenti e non con semplici
automi che eseguono sempre gli stessi movimenti
Un paragrafo a parte merita infine il portiere, da sempre croce e
delizia degli appassionati di simulazioni calcistiche. Partendo dal
presupposto che tre partite non sono sufficienti per lasciarsi prendere
dall’entusiasmo, ciò a cui abbiamo assistito ci ha lasciato ben sperare
per il futuro. Pur con qualche indecisione nelle uscite, il nostro
estremo difensore è stato infatti protagonista di una serie di
interventi più che convincenti e di una parata in tuffo su una ribattuta
(in stile Buffon sul colpo di testa di Muntari) che rientra a pieno
diritto nel novero dei migliori interventi che ci sia capitato di vedere
in un videogioco.
UNA FORMULA VINCENTE
L’impatto iniziale con FIFA 13 è quindi estremamente positivo. Tutti i
cambiamenti apportati rispetto alla passata edizione sembrano aver
incrementato il livello di realismo, senza per questo rendere le
meccaniche di gioco eccessivamente complicate. Per poter esprimere un
parere definitivo sarà comunque necessario attendere ancora alcuni mesi
ma, se il buongiorno si vede dal mattino, FIFA 13 sembra destinato a
scalzare il suo illustre predecessore dal trono di migliore simulazione
calcistica in circolazione.
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